Chi sono

Un po' di me
Ho una trentina d'anni, lavoro, sono felicemente sposata, vivo in una bella casettta di campagna, curo il giardino, ho i capelli lunghi, sul mio comodino c'è sempre un libro, mi piace il mare, preparo delle ottime lasagne, odio stirare e fare il letto, amo l'estate, porto quasi sempre la gonna, adoro i telefilm, non esco mai senza trucco, vado matta per il Natale e non ho mai preso in considerazione l'idea di avere un figlio.
Cosa penso
Mi piacciono i bambini, non mi preoccupa la gravidanza, non ho paura del parto, non mi peserebbe eccessivamente perdere la mia libertà e le mie abitudini per accudire un figlio, non mi spaventano le notti insonni, i pianti, nè i capricci.
Se non penso di fare figli è perchè, dopo una lunga riflessione, sono giunta alla conclusione che il problema non è il figlio, il problema sono le madri.  Da anni ormai osservo con attenzione le madri, ascolto i loro discorsi, parlo con loro, cerco di capirne il comportamento e perchè avvenga in loro un cambiamento di tale portata.
Mi sono resa conto che dicono le stesse frasi, fanno le stesse cose e addirittura si muovono allo stesso modo. Sono una specie, purtroppo non in via d'estinzione.
I bambini, i loro bambini, sono la forza che fa girare il mondo, l'unico argomento di interesse e conversazione, la sola ragione di vita. Allo stesso modo solo le altre madri sono degne di essere frequentate e considerate amiche.

Diventando madri, le donne perdono la loro identità per entrare a far parte di una casta e chi non ha figli è un paria: quando non è un fastidio, ai loro occhi diventa semplicemente invisibile.
Il giorno della prima ecografia le donne si trasformano in madri ed è l'inizio della fine, la fine di una donna.
"Io sarei diversa, io non mi comporterei così", penso, o meglio, pensavo.
Pensavo che si potesse essere diverse, ma più passa il tempo più vedo donne che stimavo e apprezzavo trasformarsi davanti ai miei occhi e diventare madri ansiose, noiose,stressate, iperprotettive, orgogliose...
Io vorrei dei figli, ma non voglio diventare madre.
Perchè scrivo questo blogIn primo luogo perchè scrivere è catartico e mi aiuta a riflettere sulla mia paura di diventare madre.
Poi perchè scripta manent: sono donna e, prima o poi, dovrò fare i conti con il mio orologio biologico; se l'istinto alla procreazione riuscisse a vincere le mie paure dovrò impormi di rileggere questo blog, per ricordarmi chi ero e cosa pensavo.
Ho scelto di pubblicare i miei pensieri in rete, piuttosto che scrivere un diario privato, nella speranza di incontrare qualcuno che, come me, si rende conto di quello che sta accadendo alle madri -e di conseguenza ai bambini- di oggi.
Infine, ho scelto di condividere con un pubblico potenzialmente mondiale i miei pensieri nella speranza di incontrare una madre, anche solo una, che smentisca tutto quello che ho scritto.


59 commenti:

  1. Intanto qui si sta parlando/sparlando di te, https://www.facebook.com/silvia.sacchetti/posts/146960098760699?notif_t=share_reply quindi hai suscitato una discussione e già è un risultato.
    Ti ho chiesto l'amicizia su facebook per tenerti sotto controllo, perchè quello che scrivi mi piace, ma ci sono dei ma, come è giusto che sia, se no che di potremmo discutere. Come ho scritto sui commenti su facebook, mio figlio è caduto a 2 anni da un gioco, in cui pensavo che dovesse conquistare la sua autonomia, io ero sotto che lo guardavo ma non sono riuscito a prenderlo, è andato tutto bene per fortuna, ma la mia compagna mi ha massacrato. Tuttora lottiamo ogni giorno per i suoi spazi che per me sono autonomia, pur nel rischio di farsi male. Su facebook ho scritto che dovresti sporcarti le mani..... ma probabilmente hai tempo per farlo e sicuramente l'atteggiamento critico per fermarti a riflettere, buona fortuna ciao Andrea

    RispondiElimina
  2. Caro Andrea,
    grazie per la richiesta di amicizia e per l'informazione. Purtroppo non riesco a leggere i post dove si parla/sparla del mio blog perchè Silvia non è una mia amica, in ogni caso che se ne parli bene, o se ne parli male, l'importante è che se ne parli! Non potendo vedere i post non capisco cosa intendi con 'sporcarmi le mani', ma presumo si tratti di fare un figlio. Questo blog serve proprio a spiegare che non ho figli perchè non voglio diventare una madre come quelle di cui parlo. Come avrai notato non affronto l'argomento "padri" perchè credo che, oggi come oggi, sareste degli educatori migliori, ma per il quieto vivere e la pace familiare siate costretti a cedere al volere delle madri, regine indiscusse in fatto di figli.
    Alla prossima

    RispondiElimina
  3. Forse ti stupirà che in realtà esistono tante mamme che non si sentono mamme da subito, cioè dalla prima ecografia, nè tantomeno non appena prendono il loro figlio in braccio. Io sono una di queste, tuttora mi chiedo cosa sia essere madre. Come te non pensavo che un giorno avrei mai avuto figli, non li ho cercati e non pensavo minimamente che sarei divenuta la madre che sono. Forse sono un pò vecchio stile, perchè quando altre madri mi dicevano "non riesco a fare niente con il piccolo, devo tenerlo sempre attaccato" io sono sempre riuscita a fare tutto, pulire, lavorare e persino leggermi un libro o farmi la doccia, il mio motto era "come facevano le nostre nonne?" eppure facevano un sacco di cose, senza rinunciare a essere madre.
    Ti dirò che oggi mi sento una donna migliore proprio perchè sono diventata madre.
    Per cui ti dirò che se anche diventi madre e vuoi continuare a essere te stessa puoi esserlo, indipendentemente da come sono le altre madri.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, purtroppo non credo che le madri come te siano molte ed è uno dei motivi che mi ha spinto ad iniziare questo blog. Tristemente si nota molto di più un maleducato di 100 persone educate e forse ocn le madri succede la stessa cosa: quelle che descrivo io fanno più rumore, sono più visibili, non sono emarginate. Grazie per la speranza che mi dai con le tue parole.
      Per il resto hai centrato perfettamente il punto: hai letto questo mio post http://www.dibuonalena.blogspot.it/2012/02/intrattenere-i-bambini.html ?

      Elimina
  4. una cosa che dico sempre a mio figlio, quando mi dice "ma lo fanno gli altri" tipo gettare le cartacce, salire coi piedi sulle panchine al parco o altro: "se lo fanno gli altri non è detto che debba farlo per forza anche tu", l'educazione è di chi la da non di chi la riceve, e purtroppo il ruolo dei genitori è quello scomodo di educare anche a costo di far piangere i tuoi figli o di sopportare qualche capriccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se fossimo su facebook metterei un bel Mi Piace!

      Elimina
  5. ciao Lena :-)
    ti leggo da un po' e per prima cosa ti chiedo sinceramente di continuare perchè i tuoi post mi piacciono molto (anche se sembra un po' che li conosci tutti tu i peggiori dell'universo :-D )

    ho letto questa tua frase "non ho figli perchè non voglio diventare una madre come quelle di cui parlo" e ti posso dire per esperienza personale che è una bellissima sfida della vita, un'entusiasmante obiettivo da ricercare quello di avere figli E NON DIVENTARE come loro!

    come ti ha già detto qualcuno si può fare ed è molto bello e appassionante, chi te lo impedisce?

    a presto
    my

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao My, grazie di cuore per i complimenti! Ho iniziato a scrivere questo blog fondamentalmente per me stessa (per avere nero su bianco tutto quello in cui credo adesso, nel caso un domani dovesse scattarmi l'orologio biologico e decidessi di voler diventare una mamma)ma trovare così tanti lettori e vedere che i miei post hanno successo è una bella emozione!

      Le persone che descrivo non sono le peggiori dell'universo, anzi! Si tratta per lo più di amici e parenti che stimavo per la loro intelligenza, la simpatia, l'educazione e molto altro. Purtroppo devo dire stimavo perchè dopo la nascita dei figli si sono trasformati in esseri bambinocentrici, iperprotettivi, ansiosi, noiosi e fondamentalemnte infrequentabili...ad impedirmi di procreare e la paura di seguire il loro percorso involutivo!

      Aspetto altri commenti ;)

      Elimina
    2. Condivido al 100 per cento il tuo pensiero Io non sono madre perché non sono riuscita ad avere figli e ora sto seguendo l'iter per adottarne uno/due ma la tua analisi sulle mamme che mi circondano rispecchia la realtà in modo disarmante e deprimente. Ho perso un paio di amiche per questo motivo. Non so se ne parli nel blog (ti ho appena scoperto) ma c'è anche questo problema, il fatto di cercare di comunicare con queste neo-mamme (in evidente difficoltà emotiva e presuntose) ed essere considerate non degne di esprimere non dico un giudizio ma neanche un parere sulla "trasformazione". Pur non esistendo nessun merito individuale per essere riusciti a procreare Ci sono poche, pochissime eccezioni, una di queste e mia sorella (per fortuna!)mammma di due bimbi. Mi auguro, se mai diventerò mamma di un bambino adottato, di non diventare così. Seguirò sicuramente il tuo blog.

      Elimina
  6. Ciao, scusa ma non sono d'accordo, non siamo tutte così. Io personalmente ho suonato con la mia batukada fino alla fine dell'ottavo mese, capoeira fino al settimo e da quando è nato mio figlio, me lo metto nella fascia e l'ho portato a due feste di quelle vere grandi, di gente trentenne che di figli manco vuole sentire parlare, ho bevuto birra e fatto due tiri di canna, me lo sono portato in campeggio un week end con gli amici piantando la tenda in mezzo ad un bosco...ho amiche mamme, certo ma tra qualche ora proprio oggi me lo porto ad una cerimonia shamanica in spiaggia che andrà avanti fino a notte e lui sarà ben felice di strisciare sulla spiaggia e andare di braccio in braccio mentre io e il padre ci facciamo un bagno o beviamo qualcosa.
    Una sera mi sono messa in tiro, siamo andati a cena in città e il quadretto era: io con tacchi e figlio nella fascia, padre e amico nostro 45enne nei peggiori bar di Valencia, con musica metal e braccia tatuate intorno a noi. Il nano? Dormiva da ore e non si è svegliato. Senza contare i viaggi con gli amici sia quando ero ancora incinta che dopo.

    Il mondo è davvero molto molto variegato per ridurci tutte così: io sono la prima che evita km madri monotematiche, che vestono i figli come dei manichini rosa o azzurri, che mettono gli orecchini alle bimbe appena nate e tutta una serie di considerazioni. Ho messo piede al parco solo una volta in vita mia e c'era anche il mio compagno e ce ne siamo stati a giocare nella sabbiola con nostro figlio senza interagire con il pubblico sugli spalti (panchine). Nostro figlio è nato in casa, non è stato vaccinato, vive per terra, non ha il ciuccio, ha 4 denti, dorme con noi, a detta di molti è un selvaggio, ma molto simpatico, non frigna praticamente mai.

    Fare un figlio non vuol dire cambiare l'asse terrestre e fare in modo che tutto giri intorno a lui, è solo questione di evolversi e integrare un nuovo personaggio nella nostra storia di vita.

    RispondiElimina
  7. Ah scusa un dettaglio: adesso mio figlio ha 9 mesi e molto molto volentieri chiamo mia suocera che se lo possa tenere anche solo qualche ora quando vado a yoga o mi vedo con le amiche a farmi un aperitivo, oppure lo lascio al padre. E se la sera usciamo anche se con dei limiti, confido profondamente che manca poco (sono ottimista) per arrivare ai 2 anni e lasciarlo una sera intera dai nonni, magari anche a dormire per andare al cinema o a ballare....
    L'unica cosa di cui veramente mi raccapriccio è che il 2 giugno ci sarà un rave a Valencia, appuntamento fisso da anni e quest'anno proprio non potrò andare, ma l'anno scorso ero là con il pancione di 7 mesi proteggendo la pancia con i miei amici intorno e ho ballato fino alle 6 del mattino ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Francesca e benvenuta nel mio blog!
      Grazie per i tuoi commenti, mi fa sempre piacere riceverli, anche e soprattutto quando mi contraddicono.
      Complimenti per come stai vivendo i primi mesi del tuo Marc e per come hai vissuto la tua gravidanza, sono veramente felice quando trovo una madre che non cambia le proprie abitutidini, i propri interessi e i propri amici solo perchè ha un figlio (ovviamente entro certi limiti, lo capisco).
      Come sempre in questi casi, io parlo di una categoria in generale, quella delle madri italiane, ed è ovvio (e auspicabile) che ci siano delle eccezioni!
      Leggo che vivi a Valencia, quindi in Spagna. Quando torni nella tua Modena o a Milano ti prego di guardare attentamente le madri al supermercato, al parco, per strada...la situazione è gradualmente peggiorata a partire dagli anni Novanta, con una drammatica impennata dopo il 2001 e oggi le madri italiane (mediamente) non sanno più fare le madri! Non vivono la cosa in maniera naturale, sono sempre ansiose, timorose...
      Ho vissuto anch'io all'estero e per lavoro frequento moltissimi stranieri, specialmente dal nord Europa, e ti posso assicurare che non ho niente da rimproverare alle madri straniere.

      PS Complimenti per il tuo blog!

      Elimina
    2. Ciao Lena,
      Devo dire è stata una bella sorpesa scoprire il tuo Blog.

      Prima di tuttoun pò di introduzione: vado verso le 40 primavere, sono felicemente “accoppiato” da più di 10 anni con una ragazza che adoro, non vivo più in Italia e finalmente ho raggiunto una certa tranquillità economica.

      Riguardo la procreazione, bhè abbiamo affrontato l’argomento e devo ammettere che siamo rimasti tiepidamente possibilisti... Nel senso che è una cosa che non escludiamo a priori ma che non riteniamo probabile. L’unica cosa che vogliamo veramente è essere felici. Non carriera, soldi a palate e macchinoni ma più semplicemente goderci la nostra vita a due, con i nostri Amici (pochi), i nostri interessi e viaggiare.

      Egoisti? Forse, ma estremamente rispettosi del nostro prossimo. Paradossalmente siamo figli di una educazione molto tradizionale, degli ormai passati di moda “Non dar fastidio al signore” e “Comportati bene”. Ancora più paradossalmente noi, figli di chi la guerra l’ha vissuta da vicino eravamo molto più liberi... Il mondo dei “grandi” non girava intorno a noi ma appunto eravamo liberi di esplorare cortili, boschi, greti di fiume e di farci male. Fin da piccoli poi abbiamo imparato il prezzo di tutto questo era la responsabilità: le punizioni esistevano eccome, e qualche sberla o sculacciata col senno di poi non sono state così sbagliate.

      Infine ci hanno insegnato che spesso e volentieri il premio di consolazione non esiste, ma che si può perdere con dignità e che generalmente vinci solo quando te lo meriti.

      Non dico che la mia infanzia sia stata particolarmente felice, che abbia avuto un’ adolescenza serena e che il rapporto con i miei sia idilliaco, anzi. Alcune esperienze avrebbero potuto ammazzarmi e tante volte sono stato semplicemente fortunato,indipendemente dall’impegno che i miei genitori hanno messo per crescermi.

      Ho la mia serie di traumi che mi porto dietro e con cui devo fare i conti più o meno ogni giorno. Amen, la vita và avanti e non voglio virare nello scontato “si stava meglio quando si stava peggio”. Ho pochi rimpianti e sono finalmente felice nel presente. Per quanto mi impegni non vedo nulla di particolarmente gratificante nel desiderio di voler incasinare la vita di un altro essere umano.

      Grazie di quello che hai scritto Lena, e degli spunti di riflessione che mi hai proposto. Continuerò a leggere il tuo blog con interesse.

      Con affetto

      Serse.

      Elimina
    3. Ciao Serse e benvenuto!
      Non immagini nemmeno quanto piacere mi faccia leggere un commento come il tuo: hai capito perfettamente l'essenza delle mie parole, le mie paure, le mie idiosincrasie.
      La vostra vita è molto simile alla nostra: tanto amore, pochi amici, un giusto compromesso tra stipendio e impegno lavorativo e molto tempo per noi due. E' vero, c'è chi ci chiama egoisti, ma non è forse altrettanto egoistico mettere al mondo un figlio solo per provare le gioie della maternità?
      Per curiosità, dove vivi adesso? Credo che in alcuni Paesi (non quelli latini per intenderci) sia molto più semplice fare i genitori...

      A presto e grazie ancora per le belle parole

      Elimina
  8. Ciao Lena. Credo che con il tuo post tu sia gia' riuscita a lanciare una provocazione e a richiamare un po' di commentatori.. compreso chi ti dice che ti terra' sotto controllo :D
    Non ho nulla da dire sulla tua posizione, e' personale e come tale accettabile, anche se fatta di considerazioni un po' sterotipe, come gia' ti hanno fatto notare qui sopra. Intervengo solo per dirti che ci sono anche le madri vuote, quelle che un figlio invece lo vorrebbero eccome. Quelle sono madri nella testa e nel cuore ma non nei fatti, persone meravigliose, che soffrono in silenzio e spesso sono oggetto delle critiche di chi biasima i loro tentativi affidati ai medici.
    Poi sai che c'e'. Tutti abbiamo avuto pessimi genitori e tutti diventeremo, con i nostri figli, pessimi genitori. Tanto agli occhi degli altri si sbaglia sempre.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Lucy, benvenuta nel blog!
      Non biasimo chi cerca figli, nemmeno chi lo fa con ogni mezzo. Non poter avere figli deve essere terribile e mai potrei mettermi a giudicare scelte estreme di chi vive una condizione estrema.
      Chi però ha figli e li innalza a sovrani assoluti, chi li idolatra come novelli dei e pensa che a loro sia tutto dovuto proprio non lo sopporto. Non lo sopporto perchè rovina i bambini, il nostro futuro, quindi rovina anche me.
      Probabilmente agli occhi degli altri sbaglio anch'io, questa è la vita. Cerco madri che smentiscano le mie parole, ma finora non ne ho conosciute personalemnte...

      Elimina
  9. un bel post provocante!io son mamma ma non mi ritrovo nelle tue parole,non mi vedo proprio quel genere di mamma...per sfortuna o fortuna boh! lo chiedero' a mio figlio tra qualche anno :P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Bietolina!
      Se non ti ritrovi nelle mie parole è sicuramente una fortuna!!!!!
      Benvenuta nel blog!

      Elimina
  10. hai proprio ragione, il problema vero è che per i nostri genitori noi facevamo parte di questo universo che si chiama mondo, mentre per i genitori di oggi i figli SONO il mondo, e non concepiscono che per gli altri possano semplicemente non esserlo, e che essere interrotti continuamente mentre si parla, reclamare attenzioni ogni minuto, ecc, sono comportamenti estremamente fastidiosi e maleducati

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao e benvenut@ nel mio blog! I genitori di oggi sono totalmente e assolutamente 'prolecentrici': se i loro figli sono felici e stanno bene (leggi fanno quello che vogliono e sono sempre al centro dell'attenzione) allora il mondo può anche andare a rotoli, chi se ne frega! Non voglio diventare una persona così orribile....

      Elimina
  11. Io a quel che dici posso rispondere solo una cosa: ti invito a cena da me.
    Quando vuoi, tanto siete "solo" in due, e la mia tavola è apparecchiata per otto tutte le sere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e attenzione, Cristina quando invita fa sul serio! :-)

      Elimina
  12. Ma... non ti è mai venuto in mente che dipende soolo da te scegliere che tipo di madre essere e che tipo di amiche frequentare?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao e benvenut@ nel blog.
      Una volta credevo di poter scegliere e dicevo 'io non sarò così'.
      Poi ho conosciuto quello che adesso è mio marito. Ha una sorella e due nipoti. All'epoca i bambini avevano 5 e 3 anni. Siamo andati al parco e mia cognata mi ha indicato il gruppo delle mamme. Mi ha confessato di andare sempre al parco con un bel libro o il lettore mp3 e di evitare il gruppo delle mamme come la peste. Parlano solo di pappe, pannolini, scuola e compiti...una noia.
      Poi il grande ha iniziato le elementari. Tre anni dopo la ritrovo rappresentante di classe per entrambi i figli, leader del gruppo delle mamme, regina indiscussa della gara di torte della scuola. Adesso frequenta solo altri genitori, genitori conosciuti perchè i figli sono in classe con i suoi.
      Perchè io dovrei essere diversa? Cosa mi rende più forte di lei, migliore e in grado di rimanere con la testa abbassata sul mio libro?
      Lei forse è molto più felice adesso, ma io ho paura di diventare così perchè è una felicità che non mi appartiene e che, vista da fuori, mi fa tristezza.

      Elimina
    2. Stamattina sono stato al parco con mio figlio ed ovviamente c'erano altri bambini con i propri genitori. Ovviamente non avrei potuto portare mio figlio al bar oppure al centro scommesse. Mio figlio ama stare in compagnia e lo porto volentieri al parco. Ad un certo punto ho scambiato una battuta veloce con una madre sull'iscrizione all'asilo. Mi ha dato delle buone informazioni di cui non ero a conoscenza. Poi ho parlato con una madre e delle abitudini dei nostri rispettivi figli e mi ha rincuorato sapere che anche sua figlia ha una strana abitudine. Poi mio figlio è stato spinto da un altro bimbo ed ha pianto. Chiacchiera riparatrice della madre per scusarsi, etc..

      In tutto questo cosa c'è di strano? Di cosa dovrei parlare con gli altri genitori? Del mio lavoro? Di come era bello quando eravamo giovani? Oppure di cosa abbiamo visto in TV ieri sera? Quale sarebbe l'alternativa a tutto questo se vuoi crescere dei figli? Dovrei passare la domenica mattina chiuso in casa? Oppure prendere un aereo per restare "lontano" dal pianeta e non mischiarmi con gli altri genitori?

      Hai una alternativa? Sarei molto interessato a conoscerla.

      Elimina
    3. L'alternativa è mettere dei paletti, porsi dei limiti.
      Mia cognata di cui sopra, ad esempio, aveva degli amci con cui andava in vacanza e si divertiva. Da quando i figli vanno a scuola si è messa a frequentare solo i genitori degli amici dei figli. Ha passato l'ultimo San Silvestro con gente che conosce a mala pena di modo che i figli potessero stare con gli amici.Ci sono genitori che si telefonano per sapere come hanno risolto il problema di pagina 57 o se bisogna portare il libro di musica il giorno dopo.
      Queste sono esagerazioni.
      Portare il figlio al centro scommesse è, ovviamente, impensabile. Fare tutto in funzione del figlio è, ugualmente, imopensabile. I genitori hanno degli amici che è giusto continuare frequentare, magari meno, certo. I genitori hanno degli interessi che è giusto continuare a coltivare, magari meno, certo. Meno, ma non zero.

      Elimina
    4. Ed allora in una domenica mattina tipica della mia vita cosa c'è di così strano? Pensi che io abbia perso la mia identità solo per il semplice fatto di passare di tanto in tanto per il parco giochi? Anche a me è capitato di andare ad un festa per far stare mio figlio in compagnia. Ma ti ripeto dove potrei portarlo mio figlio se non nei luoghi in cui ci sono altri bambini? Quale sarebbe il paletto in questo caso? Dovrei preferire il parco a cosa?

      Poi ti svelo un altro segreto. La maggior parte dei miei amici sono sposati ed hanno figli. Quindi anche volendo uscire con i nostri amici inevitabilmente si finirebbe per far incontrare i nostri figli con i loro. A 40 anni questa è la vita che dei miei coetanei: famiglia e figli...a me non mi sembra poco anzi posso senza dubbio dire che è il periodo più bello della mia vita. Potrei anche uscire con delle mie amiche single ma mai moglie non credo che accetterebbe :-) Sono uscito recentemente anche con degli instancabili amici single e la conversazione ovviamente è scaduta su quanto è bello essere single e quante opportunità la vita offre da single...

      Sono arrivato al tuo blog tramite il corriere e ancora non capisco dove sta il problema di cui parli. Dici che non vuoi avere figli perchè hai paura di perdere la tua identità e accusi le altri madri di diventare schiave (in breve). Credo che la vita sia fatta di momenti, periodi, occasioni,ed ora è il momento-periodo-occasione di noi con nostro figlio. Quando sarà adulto sarà il momento-periodo-occasione per cambiare e fare altro. Se poi nella vita vuoi continuare a fare sempre le stesse cose e non andare mai avanti....non capisco proprio come non fai ad annoiarti :-)

      Elimina
    5. Come ti dicevo il punto è saper mettere dei paletti. Qualche domenica al parco, un paio di feste di compleanno e del tempo con i tuoi amici genitori sono cose meravigliose, vivere solo ed esclusivamente in funzione dei figli, essere costantemente in ansia per loro, dimenticarsi di fare gli auguri di compleanno a tuo fratello perchè quel giorno il grande doveva andare dal dentista e offenderti perchè tuo fratello non ha telefonato per la pagella (quando chi non ha figli in quella stessa scuola non sa quando consegnano le pagelle di metà anno) è troppo. Le illazioni sulla mia vita privata, per favore, evitale se possibile. Vorrei avere il tempo di annoiarmi e, a volte, rimpiango di non essere una di quelle che nasce, cresce e muore serena all'ombra del suo campanile. Ho fatto più cambiamenti io in trent'anni che molte famiglie in diciotto generazioni.

      Elimina
    6. Non voglio fare illazioni sulla tua vita privata ma ritengo che se tu hai preso questa decisione, se hai questa opinione chiaramente è dovuta alla persone che in tutti questi anni hai frequentato ed hai visto.

      Per il resto non mi hai ancora detto quali dovrebbero essere questi paletti. Mi fai un esempio? Oltretutto non ho neanche bisogno di metterli perchè lavoro circa 10 ore al giorno e mia moglie 8. Ci ritroviamo quindi la sera direi quasi in debito nei confronti di nostro figlio che non ci ha visto tutta la giornata. Per il resto sono in ansia per mio figlio esattamente come lo posso essere per mia moglie che si fa 30km un autostrada per andare a lavoro. Inoltre mio figlio quando sta dai nonni non chiamo mai a casa per sapere che fa, cosa fa, se ha mangiato, etc...Mi dimentico continuamente anche il giorno del compleanno di mia madre e di mio madre però nessuno se la prende e ci scherziamo anche sopra.

      Non capisco quindi dove sta tutta questa ansia, preoccupazione, attenzione per gli altri e per un figlio di cui tu parli. Non voglio sminuire il tuo blog ed i tuoi pensieri ma credo che tu ti sia fatta semplicemente una idea sbagliata di come vivere accanto ad un figlio :-)))

      Elimina
  13. Arrivo qui dall'articolo sul Corriere di C. De Gregorio.
    Ho dato una rapida lettura ai tuoi post, gustosi, intelligenti, provocatori.
    Ritornerò con più calma su alcuni, l'argomento mi incuriosisce e condivido da ssempre tante delle tue riflessioni, anche se non escludo di essere caduta anche io in alcuni eccessi "materni".
    C'è un profilo, però, che non ho visto trattato e che trovo, forse, il più allarmante di tutti: e cioè i "mammi", ossia quell'esercito sempre più numeroso di uomini, che hanno deciso di fare le mamme, ma nel modo ossessivo e annientante che descrivi tu.
    Li hai notati anche tu, ne sai qualcosa?
    Un saluto e ancora complimenti
    Caterina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Caterina, benvenuta nel blog!
      Innanzi tutto ti voglio ringraziare per i complimenti, non immagini quanto mi facciano piacere.
      Credo sia normale cadere in alcuni 'eccessi materni', l'importante è esserne consapevoli e cercare di migliorarsi, sempre. Sono curiosa di sapere quali siano...
      Dei 'mammi' non ho ancora parlato, è vero, perchè li conosco meno. Personalmente ne conosco solo due, altri hanno commentato il mio blog.
      I mammi sono ancora più integralisti, ossessivi, ansiosi e compresi nel loro ruolo rispetto alle madri. Forse accade perchè non è nella natura delle cose che siano gli uomini ad occuparsi dei cuccioli. Forse accade perchè l'emancipazione femminile e le donne forti hanno tolto quasi tutto agli uomini e loro cercano con tutte le forze di pareggiare i conti. Semplificato in poche righe il mio pensiero può suonare maschilista e retrogrado, ma non è così. Sono a favore dell'emancipzione femminile, delle unioni gay e quant'altro, ma sono anche rispettosa della natura. La razza umana è geneticamente programmata affinchè le donne crescano i piccoli e gli uomini procaccino il cibo. Nella società moderna è giusto che anche l'uomo aiuti in casa, stiri, cucini ed educhi i figli visto che sempre più spesso le donne lavorano, ma il fatto che sia giusto per noi non significa che lo sia per la natura. Questi uomini si trasformano e, secondo me, si trasformano in peggio.
      Hai letto "Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo (diventare Pa3 in poche, oculate mosse)" di Gianni Biondillo e Severino Colombo? Se sì, scrivimi in privato (dibuonalena@gmail.com o Lena Moro su FB)

      Elimina
    2. "I mammi sono ancora più integralisti, ossessivi, ansiosi e compresi nel loro ruolo rispetto alle madri."

      Scusami se intervengo anche in questo post ma non riesco a trattenermi :-) La domanda importante che devi porti è...ma chi ho frequentato per farmi questa idea dei mammi? Come fai dai pochi mammi che conosci, come hai detto tu stessa, a generalizzare e tirare fuori un giudizio così netto e spietato?

      Riconosco di non essere un padre perfetto...ci sto lavorando sopra ma proprio ieri mi sono reso conto di quanto sia difficile crescere un figlio plasmando giorno dopo giorno il suo carattere aggiungendo o togliendo qualche cosa finché ne avrai la possibilità. Nella speranza alla fine di non aver tolto così tanto da penalizzarlo ne di aver aggiunto troppo tanto da favorirlo.

      Elimina
    3. Ad essere ancora più integralisti, ossessivi, ansiosi e compresi nel loro ruolo rispetto alle madri sono i MAMMI, non i PADRI e ti assicuro che c'è una bella differenza! Conosco padri che hanno cresciuto i figli praticamente da soli e penso che l'abbiano fatto benissimo, probabilmente meglio di quanto avrebbe fatto una madre. Poi conosco un paio di mammi che, non essendo donne ma cercando di comportarsi come loro, sono diventati integralisti, ossessivi ed ansiosi.

      Elimina
    4. Conosci un paio di mammi che si comportano da integralisti e va bene. Ma da qui a generalizzare l'intera categoria mi sembra eccessivo come avevi fatto tu precedentemente. Continuo a sostenere che trai facilmente conclusioni sbagliate avendo visto e conosciuto probabilmente solo un piccolo campione e per giunta non rappresentativo :-)

      Elimina
    5. Esatto Lena, c'è una bella differenza tra PADRI e MAMMI (che sono quelli, per riprendere un tuo post, che dicono: "abbiamo fatto l'ecografia" o "abbiamo partorito" :)).
      Penso, tra l'altro, che un buon padre sia in grado di arginare una madre ossessiva. Viviamo invece in una società senza padri, dove la figura dell'educatore si è femminilizzata (penso anche alla mancanza di maestri e professori nelle scuole) e dove le mamme (noi mamme dovrei dire?) non sanno neppure parlare ai figli dei loro padri e ne ricercano la presenza spesso solo per fini opportunistici.

      Non ho letto il libro che tu mi segnali; da quanto ho visto in rete si tratta di un testo divertente, anche se, in linea di principio, diffido dei "Manuali" su esperienze così profonde e personali.

      Un caro saluto
      Caterina

      Elimina
  14. Complimenti per il tuo blog. Spunti di riflessione molto interessanti. Purtroppo (per me) mi ritrovo molto in quello che hai detto a proposito del non voler diventare madre. Io sono padre e un po' sono diventato un padre che non volevo diventare e così è anche per mia moglie. Ma forse adesso abbiamo raggiunto la consapevolezza e spero un po' riusciremo a migliorare. ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benvenuto e grazie per i complimenti!
      Se vi siete posti delle domande e se avete dei dubbi siete sicuramente sulla buona strada per migliorare, anzi siete già migliori. La cosa che sopporto meno dei genitori è la loro sicurezza: "E no, Lena, i bambini vanno allattati a richiesta, si fa così!". Si fa così adesso, dieci anni fa era diverso, trent'anni fa si faceva in un altro modo ancora...non ci sono certezze, ma solo modi diversi ed ognuno dovrebbe scegliere il proprio senza dettare legge.
      In bocca al lupo per tutto!

      Elimina
  15. cara Lena,
    capito per caso in questo blog e devo dire sono abbastanza stupito. Parli di maternità, interagisci con altri genitori, stigmatizzi i luoghi comuni legati agli stereotipi della "mamma italiana" e dei "genitori moderni"; ma tutto questo, senza che tu ti sia cimentata in prima persona nell'esperienza a cui ti interessi così tanto.
    Sei forse una psicologa comportamentale? Una pedagoga? Una studiosa dei problemi dell'infanzia? Se non ricadi in una categoria professionale che si occupa in dettaglio di questi temi, secondo me c'è qualcosa di diverso su cui dovresti riflettere. Per farti capire meglio cosa intendo dire faccio un esempio: è come se tu fossi molto attratta dall'acqua e dal mare ma non sapessi nuotare. Vorresti tanto imparare a nuotare, ma per il momento eviti di farlo perché ti sei accorta che la stragrande maggioranza delle persone che ve vedi in mare, nuota male. C'è quello che nuota con la testa alta, quello muove tanta acqua ma si sposta poco, quello che non riesce a fare 4 bracciate di seguito, etc, etc. Decidi quindi di non imparare a nuotare, per non correre il rischio di far parte dello stesso gruppo che, visto dall'esterno, ti sembra così criticabile.
    Bene, ti muovo allora due critiche:
    1) ma a che titolo pensi di poter dare un giudizio (che sembra far riferimento ad un "modello migliore" quasi assoluto) sul modo di interpretare l'esperienza genitoriale altrui? Non ci nascondiamo dietro l'educato "io non giudico, ognuno è libero di fare le proprie scelte": tu giudichi eccome! Tanto è vero che prendi addirittura le esperienze altrui come tuo punto di riferimento per i comportamenti da evitare.
    Bene, io ho due figli e mi riconosco molto in quella tua presa di distanze da alcuni stili genitoriali; ciò detto, piuttosto che biasimare il prossimo, provo a differenziarmi con i miei comportamenti, nella speranza che possano produrre nei miei figli risultati diversi. Attenzione, ho detto "risultati diversi" e non "migliori", perché i modelli proposti ed insegnati ai propri figli sono sempre frutto di scelte personali e per tanto non oggettivabili rispetto a un presunto modello.
    2)mentre tu spendi il tuo tempo e le tue energie nel cercare di capire quali comportamenti materni potrebbero meglio calzarti, ti stai privando della gioia di misurarti con l'esperienza vera: tutta quella gente che a tuo giudizio nuota in maniera così scomposta, in realtà si sta divertendo da matti, sta provando l'emozione di confrontarsi con se stessi, si sta rilassando, sta godendo della sensazione di sentirsi immerso nell'acqua, l'elemento da cui noi tutti discendiamo. Potremmo menzionare un numero infinito di possibili esperienze che i nostri sgraziati nuotatori stanno facendo, ma il punto importante è che, per paura di non risultare esteticamente gradevole, tu stai certamente rinunciando a tutte queste esperienze.

    C'è qualcosa di non detto nella tua ricerca. Qualcosa che tu non hai detto a te stessa, qualcosa che ti frena dal voler vivere la tua vita mettendoti in gioco. La paura di sbagliare è il risvolto evidente di un diverso disagio interiore.
    Non esistono genitori perfetti e nessuno è capace di interpretare al meglio il ruolo più difficile che ci possa capitare, l'unica cosa che è possibile fare è vivere appieno quella esperienza con il massimo dell'impegno di cui siamo capaci e facendo riferimento ai valori in cui crediamo.
    Il risultato sarà comunque un'incognita, ed è un incognita a cui, da padre, non vorrei mai dover rinunciare.

    Se ritieni possa aiutarti, preparati pure ma, cara Lena, essere genitori è un ruolo che si può imparare solo sul campo, non sugli spalti. Se davvero vuoi diventare mamma, mettiti in gioco al più presto.

    un abbraccio
    Antonio

    RispondiElimina
  16. Caro Antonio,
    io a me stessa ho detto tanto, forse troppo.
    Mi piace l'esempio del mare e dei nuotatori, continuo la metafora per spiegarti il mio punto di vista.
    Non vivo su un'isola deserta e quindi non sarei sola dentro l'acqua. So già che la mia nuotata sarebbe incerta, insicura e faticosa, ma non è questo a spaventarmi. Quello che mi spaventa è che gli altri nuotatori vicino a me si aggrappino, mandandomi a fondo. Che mi schizzino, facendomi bere e annegare. Se potessi nuotare da sola lo farei, ma non posso.

    Io non sono una psicologa, una pediatra o quant'altro, ma lavoro con i bambini e le loro famiglie da quindici anni, quotidianamente. Ho visto, ho osservato e ho ragionato. Anche i genitori, a volte, hanno parlato con me e so quello di cui parlo. Certo, finchè non hai un figlio tuo non puoi capire al cento per cento ma a volte è proprio il punto di vista esterno quello che vede e giudica meglio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ciao Lena,
      grazie per la tua risposta, ma permettimi un'altra provocazione: parto dal tuo blog e dal frasario, in cui ho trovato in diversi punti una critica ai quei genitori che pensano di poter crescere i propri figli sotto una campana di vetro. Condivido totalmente questa critica e mi sforzo di non cadere anche io nella tentazione di avere quell'atteggiamento protettivo che impedirebbe ai miei figli di avere una esperienza propria, anche se a volte spiacevole.
      Nella tua risposta, riprendi il mio esempio del mare e ti dici spaventata dalla possibilità che altri nuotatori possano costituire per te un rischio, magari non lasciandoti uno spazio di movimento che tu ritenga sufficiente.
      E' vero, questa è certamente una possibilità, ma tu non consideri che potrebbe succedere anche molto altro: potrebbero aiutarti se tu fossi in difficoltà, potrebbero non causare alcun problema, ma potrebbero in realtà diventare per te dei meravigliosi compagni di esperienza, dei compagni di gioco o magari dei nuovi amici. Gli altri nuotatori porterebbero certamente alla tua vita un contributo che sarebbe, per definizione, imprevedibile ma che, proprio per questo, potrebbe essere anche molto positivo.
      Io ho l'impressione che tu stia tentando di mettere te stessa proprio sotto quella campana di vetro che tanto non ti piace nelle mamme apprensive.

      Perché essere così apprensiva con te stessa? Quando ti sei innamorata di tuo marito, che garanzie avevi che quella scelta sentimentale non ti avrebbe ferito? Lasciati andare come hai fatto con lui quando te ne sei innamorato, perché avere un figlio è prima di tutto una scelta d'amore, grande almeno quanto quella che si fa con il proprio compagno di vita. Il rischio c'è, ma è la contropartita inevitabile di una esperienza che potrebbe invece regalarti una gratificazione immensa.
      Chiudo con un aneddoto: tanti anni fa conobbi una ragazza molto carina. Ci uscii insieme alcune volte, ma poi confidai ad un mio amico tutti i miei dubbi: c'erano alcune cose che mi avevano lasciato perplesso, vivevamo in due posti molto distanti, la vedevo molto diversa da me per tanti motivi. Non mi sembrava proprio la persona giusta con cui provare a far diventare quel rapporto qualcosa di più profondo. Lui mi disse queste parole: "come fai a dire che questa cosa va bene o male? Le storie d'amore si devono vivere per poterti dare questa risposta. Se nemmeno ci provi, non potrai mai sapere se era la persona giusta". Bene, quella storia ho deciso di provare a viverla e quella ragazza è diventata prima mia moglie e poi la madre dei miei figli e, a dispetto di tutti i miei dubbi iniziali, mi ha regalato una quantità di bellissime sorprese che non avrei mai potuto immaginare venti anni fa.
      Ciò che veramente conta per un figlio è l’amore che riceve dai propri genitori, la loro capacità educativa sarà semplicemente una conseguenza diretta dei loro valori e la loro volontà di impegno. E da quello che scrivi, non mi sembra ti manchi nessuno dei due.
      in bocca al lupo!
      Antonio

      Elimina
    2. Ciao Antonio,
      grazie a te per l'incoraggiamento, mi fa veramente piacere leggere tanto ottimismo, proprio quell'ottimismo che a me manca.
      Io, lo ripeterò fino allo sfinimento, non sono una childfree. Il sottotitolo del mio blog è: vorrei avere un figlio, ma non voglio diventare madre.
      La storia d'amore tra te e tua moglie è bellissima, come era bellissima quella di una coppia di miei amici, scoppiata dopo che lei è diventata madre e si è dimenticata di essere una moglie (e un'amica, e una sorella, e una collega di lavoro e una donna). Io sto vivendo da dieci anni una bellissima storia d'amore e ho paura che, diventando madre, potrei rovinarla. Non voglio barattare l'amore di mio marito (e per mio marito) con l'amore per un figlio che al momento non c'è. Se avessi un figlio, è naturale, baratterei la mia stessa vita in cambio della sua felicità, ma il figlio non c'è. Non lo considero egoismo perchè se decidessi di non fare figli lo farei soprattutto per mio marito. Procreare è un desiderio prima di tutto femminile e, se dopo il parto dovessi diventare una di quelle madri io sarei comunque felice, ma non potrei dire altrettanto di mio marito. Si può trovare un equilibrio di coppia, così come si può essere genitori, ma ho paura che sia molto più difficile di quanto sembri, soprattutto in un Paese come il nostro.
      Crepi il lupo, in ogni caso!

      Elimina
    3. Così come la tua vita si è trasformata in una bellissima storia d'amore dopo aver incontrato tuo marito così accadrà con un figlio. Nella nostra vita continuamente entrano persone che ci tolgono qualcosa e ci danno qualcosa ma allora perché solo con l'arrivo di un figlio ti dovresti fare i conti in tasca oppure pensare che diventerò come questa o quella? Eppure stiamo parlando di bambini che per definizione sono innocenti non di adulti...

      Elimina
    4. Eppure vale lo stesso per me. Nessuno di noi due ambisce alla procreazione, stiamo benissimo così, e viviamo insieme da 24 anni. (innocenti? evidentemente ti sei leggermente scordato/a di cosa fanno i bambini agli altri bambini, di come li trattano, di come li vessano... innocenti?!)

      Elimina
  17. Ho scoperto il tuo Blog da pochi giorni e l'ho già divorato... che dire? PAROLE SANTE!!! Pensavo molte di queste cose prima di avere dei figli e... continuo a pensarle tuttora che ne ho due!!!!! Consiglierò il tuo blog alle mie più care amiche (per inciso entrambe senza figli!!!). E.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao E., benvenuta nel blog e grazie per i complimenti!
      Non puoi capire quanto piacere mi faccia scoprire che ci sono madri che definiscono quello che scrivo PAROLE SANTE (per giunta maiuscolo!).
      GRAZIE!!

      Elimina
  18. Ciao!
    Ho scoperto il tuo blog tramite il sito del Corriere, e da subito, leggendo anche solo pochi post, ho trasecolato...La pensiamo così uguale che pensavo fossi me!!! :-D
    Purtroppo il segno di molti commentatori qui e in altri blog è l'arroganza: o la pensi come me o sei frustrato/stupido/hai dei problemi. Forse perchè ci passo quotidianamente anche io, ma capisco i tuoi dubbi e il tuo fastidio di fronte al bambinocentrismo. Penso anche io che spesso uno sguardo esterno veda di più di una persona coinvolta, anche se il commento più comune a ogni obiezione è "tanto non hai figli, cosa ne sai". Arroganza, appunto.
    Ti abbraccio e continuerò a leggerti.
    Ciao
    ste

    RispondiElimina
  19. Ciao Ste e benvenuta nel blog!
    Lo sai che altre due persone mi hanno lasciato un commento simile al tuo? Credevano di leggere qualcosa scritto da loro stesse e io non potrei esserne più felice perché questo significa che non sono una pazza visionaria. Quello delle madri di oggi mi sembra un problema così grande, palese, grave, visibile che trovo impossibile non ne parlino tutti i telegiornali... e invece siamo così in pochi a vedere quello che sta succedendo che 'trasecoliamo' se finalmente troviamo qualcuno come noi...non è giusto.
    GRAZIE PER AVERMI TROVATA!
    Un abbraccio
    Lena

    RispondiElimina
  20. Anch'io sono arrivata qui dal Corriere.... e ora Lena accomodati nei miei Preferiti, che di lì non ti ci sposti più!! :D
    Sol, Milano, 45 anni, impiegata, senza figli per scelta, e felicissima che alla mia età nessuno mi dica più "ma tanto vedrai che cambierai idea!" :D

    RispondiElimina
  21. Benvenuta nel blog, Sol (immagino tu sia anche Solaccursio).
    Grazie per avermi messo tra i Preferiti, è un onore!!!!!
    Io sono più giovane, ancora in piena fase 'ma quand'è che fai un figlio?'.
    La mia risposta è sempre la stessa: "Quando troverò una madre che mi piace, che smentisca la mia tesi!"

    RispondiElimina
  22. Blog molto interessante! Ci sono giunto tramite il Corriere e ti seguirò con attenzione. Continua così che di persone con la visuale obiettiva delle cose ne abiamo tanto bisogno. Antonello

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Antonello e benvenuto nel blog!

      Elimina
  23. Cara Lena,in breve,non è vero che non vorresti un bambino..il problema è che tu hai inconsciamente paura di diventare proprio come le madri di cui parli e ne parli fino all'esaurimento proprio per esorcizzare questa tua paura,per prenderne le distanze. Bel blog comunque!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Inconsciamente? Car@ Anonimo, non è una paura inconscia: me ne rendo perfettamente conto ed è proprio quello che dico!! Io vorrei dei figli, ma non voglio diventare madre!
      Grazie per i complimenti, comunque...

      Elimina
  24. Adesso posso finalmente dire di averti "letta" tutta!!!!....ma proprio tutta!! E l'ho fatto giusto per essere sicura al 100% che tu fossi esattamente come me, all'incirca, una decina di anni fa. Naturalmente la risposta è: si, esattamente. Non ho mai commentato nessun post (mai nella vita intendo), non partecipo spesso alle discussioni (sono più un'osservatrice/ascoltatrice), detesto mostrarmi, apparire o "scoprirmi" come si usa fare oggi nei social network (odio FB e simili) ma ho le mie idee. E pur avendole ben chiare in testa sono, spesso e volentieri, disposta a rivederle e, se necessario, a cambiarle. Dunque. Cercherò di essere breve. Ma so di non avere il dono della sintesi. Ho appena compiuto 40 anni, mi ritengo equilibrata, nonostante gli ormoni femminili circolanti, normalmente ragionevole e molto fortunata. SONO fortunata perchè mi CONSIDERO fortunata, pur non essendo particolarmente bella, ricca nè speciale. SONO fortunata perchè, pur essendo figlia unica, sono stata cresciuta senza stravizi di nessun genere, perchè ho avuto sberle e punizioni che mi sono serviti tanto, perchè sono sempre stata spronata a cavarmela da sola avendo però la sicurezza di una famiglia alle spalle, perchè ho un lavoro che mi piace pur avendo a che fare con i bambini e, peggio per me, con le loro madri, perchè ho incontrato il marito giusto che adoro e che mi fa sentire amata e rispettata. L'unico neo di cotanta sfacciata fortuna è che vivo nella città più maleducata della regione più maleducata dello stato più maleducato d'Europa. E per una persona educata e rispettosa come me (verso il prossimo, gli animali, la natura, il pianeta, le cose ecc...) questo è davvero un grande sacrificio. Soprattutto è un grandissimo sacrificio sentirsi così profondamente diversa, sotto tutti i punti di vista, dal 99% delle persone che mi circondano, amici e parenti compresi....figurarsi fare le madri in un posto simile. E io, un po' come te adesso, quando a 27 anni sono andata a convivere con l'attuale marito e poi, quando a 29 l'ho sposato, non ho neanche lontanamente pensato di mettere al mondo creature che poi avrebbero dovuto interagire con tutti questi "altri" intorno a noi. E così ho trascorso anni di coppia indimenticabili e meravigliosi in totale autonomia e libertà, criticando dapprima ufficialmente, poi ufficiosamente, tutte o quasi tutte le amiche e parenti "col cervello ormai perduto in sala parto". Ma la vita è strana......non so se sia stata colpa dell'orologio biologico, di un incantesimo, di una beffa del destino o della paura di perdere l'adorato marito dopo una brutta malattia, fatto sta che una bella mattina ho capito che VOLEVO un figlio da lui, che DOVEVO fare un figlio con lui. Fu un'impellenza. Improvvisa. E quanto mai, inaspettata.CONTINUA......

    RispondiElimina
  25. II PARTE
    Ovviamente, non fu così facile come si potrebbe immaginare. Io, ormai trentaquattrenne, a detta dei ginecologi non ero più giovanissima e forse c'erano anche altri problemi.....mai capito quali. Comunque. Fui così determinata da sottopormi a tutta quella serie di torture fisiche e morali alle quali si sottopone una donna che non riesce a concepire naturalmente, non ultima quella di imbattersi in altre donne che, alla stessa stregua delle madri di oggi, il cervello se lo dimenticano in sala operatoria durante il loro primo pick-up ovocitario. Dopo 5 anni di estenuanti tentativi mi sono quasi arresa e nel frattempo mi consolavo dicendomi che almeno (come avevo sempre desiderato) non avrei mai dovuto fare la madre oggi in italia, con tutti i rischi e pericoli che ne conseguono. Poi però non ho resistito....e ho fatto quello che dentro di me definivo come l'ULTIMO TENTATIVO e.......come puoi ben immaginare......oggi mi ritrovo, con questa bella "panza" a fare la "primipara attempata" e a pensarla ancora esattamente come prima e cioè: io non voglio, per nessun motivo, diventare come queste ridicole e deleterie madri di oggi!!!!!!!! Ce la farò???? Staremo a vedere.....ma sappi, cara Lena, che io ce la metterò tutta, ma proprio tutta per vincere la sfida.......e per poter finalmente rispondere a tutti quelli che in passato mi hanno aggredita per un "consiglio" o un'osservazione sui loro figli: HAI VISTO CHE NON C'ENTRA NIENTE SE UNO CE LI HA O NON CE LI HA I FIGLI??? L'UNICA COSA CHE CONTA E' SE UNO CE L'HA O NON CE L'HA UN CERVELLO!!!!!........e il mio spero vivamente che continui a funzionare.....anche dopo......se vuoi, tra circa tre mesi, ti potrò dire qualcosa!!!!!
    P.S. chiedo umilmente perdono per la lungaggine di questo mio commento, ma era il primo in assoluto (su questo argomento poi...) e inoltre avevo avvertito di non avere il dono della sintesi.
    Aspirantemammapensante

    RispondiElimina
  26. Ciao Lena, volevo farti i complimenti: il tuo blog è fantastico perchè hai sempre una risposta garbata e interessante per tutti, che siano d'accordo con te o no. Io non sono interessata ad avere figli, e forse per questo tendo a non giustificare gli eccessi di queste "martiri della maternità". Per fortuna fra le mie amiche che sono madri ce ne sono ancora un paio che non si martirizzano e non hanno sacrificato la loro identità, e riescono ad essere buone genitrici senza smettere di essere donne. Da quel che ho capito, però, occorre uno sforzo che alcune donne non hanno voglia di fare. Per il resto...anche io non reggo più il tipo di "santemadri" da te descritte. Oltretutto mi deprime come il rapporto di coppia venga trascurato dopo la nascita dei figli, con il marito e la moglie che si chiamano "papà" e "mamma" a vicenda e a momenti non si guardano più in faccia perchè tanto ora sono a posto e hanno trovato la giustificazione della loro esistenza solo nei figli.Che ovviamente dormiranno nel lettone.
    Ciao,
    Clouds

    RispondiElimina
  27. Bah io personalmente non mi pongo il problema perché orami ho 50 anni e le femmine non mi hanno mai voluto ne come marito tantomeno come amante e sono rimasto solo ....
    Piero

    RispondiElimina
  28. Ciao io sono una mamma e desideravo diventarlo. Questo non mi ha cambiata più di tanto, sono rimasta me stessa. Mio marito è cambiato profondamente, è diventato un "mammo"...quindi vedi che le cose sono soggettive. Io non voglio dirti che essere mamma è la cosa più bella del mondo. Devi seguire il tuo istinto e essere in pace con te stessa e con ciò che ti circonda. Auguri di buona vita

    RispondiElimina
  29. Non credo mai sugli incantesimi fino a quando non ho incontrato un mio amico che mi ha raccontato tutto su DR.otutu che ha portato indietro il suo ex-ragazzo, anche quando mi stava dicendo che non le avevo creduto perché pensavo che volesse anche la stessa falsa Incantare le rotelle per togliere i miei soldi. Anche se ho dato la possibilità di spiegare tutto quello che ha da dirmi su DR.otutu, le ho detto che ci sono molti truffatori che vogliono prendere i nostri soldi e non sarò mai vittima su di loro, anche se la mia fidanzata che suppone di sposarsi Me in pochi mesi da ora mi lascio aspetterò pazientemente per un altro ragazzo, anche se l'ho amato tanto. Lei mi ha detto che questo DR non è un falso che sia reale e ha aiutato molte persone a riportare i propri cari, poi le chiedo come funziona questo incantesimo e quali sono i requisiti che devo fare prima che possa Lanciare l'incantesimo d'amore su di me? Lei mi ha detto che avrei mandato un email a drotutuhealinghome@hotmail.com e dovrei dirgli quello che voglio. Ho davvero inviato e-mail a lui e gli ho detto che ho bisogno del mio ex guy indietro gli ho detto che era il mio amico che mi ha diretto a lui, perché mi dubito del suo lavoro? Ha detto che il suo lavoro è sicuro al 100% e garantisce che nessuno è mai venuto al suo tempio e che rimanga uguale. Sono diventato sconvolto dalle sue parole che mi ha detto e mi è venuto in mente un pensiero di come questo dr sa tutte le cose che abbiamo discusso in precedenza. Ha detto prima di poter cominciare sulla mia situazione, che devo avere fede e fiducia in lui e lasciare un altro incantesimo e aspettare pazientemente per il suo che se posso dire di fare tutto questo otterrò il mio amante in 72hours. Ho detto okay credo e prometto di lavorare con te solo, poi mi ha dato una forma per riempire quello che ho fatto e mandalo a lui con le mie foto anche anche le immagini del mio ex-amante. Mi ha risposto in 30 minuti più tardi e mi ha detto che i suoi dei hanno bisogno di alcuni elementi per lanciare l'incantesimo su di me e il mio problema è molto facile se posso fornire questi articoli. Allora quando lo chiedo, come posso ottenere questi articoli e come posso inviarlo a lui per il casting dell'incantesimo amore, mi ha detto che non dovrei preoccuparmi che ci sia un venditore di articoli nel suo paese Che può ottenere gli oggetti per me. Allora gli chiedo quanto mi costerà per comprare tutti questi elementi? Mi ha detto che glielo mandai in piena fiducia, dopo un'ora dopo mi ha chiamato e mi ha detto che il mio problema è stato risolto affinchè dovrei aspettare 72 ore che il mio amore mi chiederà dopo che ho fatto secondo le sue parole, quando Era circa i 6pm i prossimi tre giorni che il mio ex mi ha chiamato se sono a casa che vuole vedere me urgentemente. Gli ho detto che sperava che tutto sia ben detto sì, poi gli ho detto che può venire, il mio ex ragazzo è tornato da me e lui stava chiedendo il perdono che lui sapeva cosa gli veniva. Adesso sono così felice perché ho ripreso il mio amante e stiamo pianificando per il nostro matrimonio che sta arrivando presto, ho chiamato il dottore e lo ringrazio molto e gli chiedo che cosa farò per lui come un apprezzamento, mi ha detto Dovrei dimenticare e mantenere i miei soldi che non sta per soldi ma per aiutare le persone che hanno bisogno anche di aiuto là tutto quello che ha bisogno di me è di dare più testimonianze su di lui in modo che le persone là fuori che hanno bisogno di aiuto dovrebbe inviarlo anche lui che è Perché sono qui oggi per dare la mia testimonianza. Il tuo buon signore continui a benedirlo e gli dargli più lunga vita prosperità e saggezza. QUESTO È L'INDIRIZZO DELL'EMAIL DR (drotutuhealinghome@hotmail.com). Potete anche contattarlo attraverso il suo numero whatsapp (+2349051417394)

    RispondiElimina