mercoledì 15 maggio 2013

Cosa abbiamo sbagliato?

Dedico questo post a Gabriella.
Gabriella ha superato i sessanta, fa la maestra e tra un paio d'anni andrà in pensione.
Gabriella ha visto intere generazioni di alunni crescere e diventare troppo alti per quei banchi disposti in file ordinate davanti alla sua cattedra. Ogni cinque anni Gabriella saluta i suoi ragazzi e si prende carico dell'educazione di una nuova infornata di futuri adulti. Gabriella è stata testimone di centinaia di infanzie, Gabriella ha visto il lento, quanto inesorabile, cambiamento sociale degli ultimi vent'anni.

Ho conosciuto Gabriella ad una cena. Abbiamo parlato del più e del meno per un po', poi un bambino di cinque o sei anni al tavolo vicino ha attirato la mia attenzione. I lungimiranti e attenti genitori avevano escogitato uno stratagemma infallibile per evitare che il piccolo si annoiasse troppo ed iniziasse a fare i capricci, disturbando gli altri clienti. Osservavo quindi con attenzione la seguente scena: bambino che gioca con un videogame, mamma al suo fianco che con una mano lo imbocca, incitandolo  a masticare bene, e con l'altra mangia le sue tagliatelle senza nemmeno girare la testa verso il proprio piatto e padre che si gusta un risotto al tartufo in uno sconsolato mutismo, girando ogni tanto la testa verso il figlio. Gabriella e suo marito davano le spalle alla simpatica scenetta ma, probabilmente seguendo il mio sguardo, Walter si gira, vede il bimbo, si rigira verso di me e fa la classica domanda: "E voi quando fate dei bambini?"

Sorrido, punzecchio Marito e gli lascio l'onore di spiegare perché rimaniamo in due.
L'ignobile teatrino alle nostre spalle è d'aiuto e ci basta dire che non vogliamo fare quella fine: due adulti al servizio di un bambino viziato convinto che il mondo giri intorno a lui e alle sue presunte esigenze.
E' stato come togliere il dito dalla crepa nella diga:  Gabriella e Walter sono partiti come fiumi in piena dopo un mese di piogge. Ricordi della loro infanzia,  racconti di come  hanno cresciuto i loro figli una trentina di anni fa, considerazioni su come gli alunni di Gabriella peggiorino anno dopo anno in un trend inarrestabile. La conclusione di quella coppia di over 60 è praticamente il  riassunto del mio blog, non ci posso credere.

Bambini egocentrici, viziati, sempre attaccati alle gonne di mamma, maleducati, privi del seppur minimo rispetto per l'autorità e gli adulti in generale. Bambini convinti che la vita sia un immenso luna park e gli adulti (tutti gli adulti, maestre e dottori compresi) siano solo degli animatori pagati per intrattenerli e farli divertire. Bambini  senza un buco in agenda, tra calcio, danza, catechismo, inglese, basket, teatro, le feste di compleanno, i compiti, lo yoga e quant'altro, ma che non sono mai scesi in cortile a giocare liberamente con i coetanei. Bambini con il cellulare, un profilo Facebook e un account Twitter che però non si sanno allacciare le scarpe. Bambini fondamentalmente vittime dei loro genitori . Genitori che hanno come unica missione la felicità dei loro pargoli, ma convinti che la felicità sia l'assenza di dolore, di noia, di responsabilità e di rispetto per gli adulti. Genitori che non perdono mai di vista i figli e non li lasciano essere bambini. Genitori che hanno fatto dei propri figli i loro migliori amici, cancellando ogni differenza generazionale. Genitori che mettono i desideri dei piccoli davanti ai propri, a quelli dei nonni e della società.

"Ma cosa abbiamo sbagliato?" chiede Gabriella.
"Questi genitori terribili di oggi sono i nostri figli, sono quei bambini che noi abbiamo educato in un certo modo e che adesso fanno tutto il contrario. Cosa abbiamo sbagliato? Me lo chiedo spesso e lo chiedo alle mie amiche, ma non capiamo."

Ci ho pensato anch'io.
Cosa ha sbagliato la generazione precedente? E' (anche) colpa loro se abbiamo completamente stravolto la figura del genitore? Sono convinta che il modo in cui ci hanno educato abbia avuto ripercussioni sul nostro modo di educare ed essere genitori, ma non gliene farei una colpa.

Ogni generazione cerca di non ripetere con i propri figli gli errori commessi dai propri genitori ed è proprio questo che hanno fatto le nostre madri e i nostri padri ed è quello che stiamo facendo noi. Il problema è che una lunga serie di correzioni  può portare ad un errore. Gli estremi si toccano e gli estremismi, in un senso o nell'altro, sono sbagliati. Era sbagliato mandare un bambino di cinque anni a lavorare nei campi e riempirlo di botte se non finiva di arare tutto il terreno di famiglia ed è sbagliato accompagnare fino in classe un bambino di otto anni portandogli addirittura la cartella.

I nostri genitori hanno abolito (o quanto meno edulcorato) le punizioni corporali, hanno cercato di instaurare un dialogo con noi e, cosa più importante, hanno cercato di renderci la vita più facile, risparmiandoci tutte quelle sofferenze che avevano patito da piccoli. Ci hanno permesso di studiare e di scegliere il nostro percorso di studi, ci hanno portato in vacanza con loro e ci hanno pagato le vacanze con gli amici finchè non abbiamo iniziato a lavorare, ci hanno lasciato vivere con loro, ci hanno mantenuto economicamente, ci hanno fatto il bucato, preparato la cena e aiutato fino a quando l'abbiamo voluto.
Fin qui tutto bene e le madri di oggi fanno lo stesso e anche di più per i loro figli.

I nostri genitori, però, ce lo hanno fatto pesare. "Nostra la casa, nostre le regole", ci dicevano. "Si fa così perchè lo dico io", rispondevano alle nostre proteste quando ci iscrivevano a lezione di violino. "Quando avrai uno stipendio tuo deciderai tu come spendere i soldi" ribattevano quando volevamo altre ventimila lire per l'ennesimo CD. "Io ti faccio studiare e tu devi prendere bei voti" era la litania ad ogni pagella. "Vai a letto" ogni capodanno alle dieci, perchè loro volevano passare la mezzanotte solo con gli amici, senza bambini stanchi e capricciosi a rovinare la festa. "Sto parlando" quando provavamo ad interrompere gli infiniti e noiosi discorsi tra adulti al pranzo di Pasqua o Natale.  "E' solo il tuo dovere" ci dicevano quando facevamo qualcosa di buono e speravamo invece in un "grazie" (o in una mancia). Noi sapevamo di essere dei privilegiati, ma sapevamo anche che questi privilegi avevano un prezzo: dover seguire le regole (ai nostri occhi ingiuste e noiose) dei nostri genitori.
Le madri di oggi hanno corretto questo errore, dando ai loro figli tutto ciò che desiderano senza farglielo pesare, senza addirittura aspettare che lo desiderino e lo chiedano.

Le madri di oggi vogliono che i bambini si sentano sempre ben accetti in un consesso di adulti, che si divertano sempre e comunque, che si presti loro attenzione ogni volta che aprono bocca e che non si pretenda troppo da loro perchè studiare è faticoso.
E' per questo che le madri fanno i compiti con i figli, lasciano a loro la scelta del menu per la cena, inventano giochi da fare in macchina, prenotano le vacanze solo in villaggi con baby, mini e junior club, raccontano ogni sera favole della buona notte, organizzano feste di compleanno faraoniche, diventano amiche e complici dei loro pargoli e cercano di guadagnarsi l'affetto dei figli evitando di dir loro NO!

Avete notato che la ribellione adolescenziale da porte sbattute in faccia è praticamente scomparsa? Avete osservato i ragazzi delle medie uscire dal portone della scuola, correre verso la madre e baciarla, anzichè vergognarsi a morte come facevamo noi se per sbaglio qualcuno ci vedeva insieme alla mamma? Ad un'analisi superficiale potrebbe sembrare un fattore positivo, ma non è così. Le madri di oggi credono di essere migliori delle nostre madri perchè i loro figli non si vergognano di loro, perchè le baciano in pubblico, perchè accettano la loro amicizia su Facebook, perchè non si chiudono in camera per telefonare agli amici, ma non è così. Per crescere e formarsi caratterialmente la fase di ribellione è necessaria, indispensabile. Cosa ne sarà di questi ragazzini una volta diventati adulti?

Cosa hanno sbagliato i nostri genitori? Io credo niente perchè ci hanno cresciuto con amore e disciplina, ci hanno dato tanto, ma non ce l'hanno regalato e oggi lo apprezziamo di più.
A sbagliare siamo noi, oggi. Diamo solo tanto amore e tante cose materiali ma, senza dare il giusto peso e il giusto valore a questi doni, come possono apprezzarli i nostri figli?

Cosa avete sbagliato, cara Gabriella? Niente. Ci avete educato, ci avete cresciuto e ci avete lasciati liberi di essere quello che volevamo. Purtroppo siamo diventati genitori che non vi piacciono e cresciamo bambini che vi spaventano per la loro insensibilità, ingratitudine e irrispettosità, ma voi mandate giù in silenzio e non ce lo fate pesare. Forse non avete sbagliato niente, ma state sbagliando adesso. Forse abbiamo ancora bisogno che la mamma ci dica che stiamo sbagliando, che non si fa così. A costo di farci arrabbiare, diteci ancora quello che dobbiamo fare, insegnateci a fare i genitori così come ci avete insegnato a nuotare e a guidare. Fatelo per i vostri nipoti.

Cosa stiamo sbagliando?

20 commenti:

  1. Io sono cresciuta a scapacioni, pure se raccontavo una notizia del TG che loro non reputavano possibile era un ceffone, mai un "oh, aveva ragione Giuliana" quando verificavano che avevo ragione "tanto un ceffone in più (al giorno, di solito), non aveva mai ucciso nessuno. Mi ricordo una volta che finii in punizione per un 10- in matematica ("E qusto meno? fila in camera tua!").
    Dopo questo ceffoni per convincermi a non essere timida (insomma, che parlassi o stessi zitta ceffoni erano!)
    Venivo trascinata in pranzi interminabili dalla zia, dopodichè tuttiandavano a fare il riposino lasciandomi là come un palo per 2 ore a far niente (perchè portarsi un libro c casa di altri è considerato maleducato, lasciami li a guirarmi le dita per due ore ed ascoltarti russare no...).
    Ancora oggi nei pranzi tutti parlano in sardo per tutta la serata, mio marito Pisano non capisce niente allora parla con me, a fine serata scatta la scenata materna perchè "è maleducato parlare di un argomento che non capiscono tutti" (invece parlare in una lingua che non conoscono tutti va benissimo...).

    Io credo che alcuni aspetti "rigorosi" dell'educazione della mia generazione non siano dovuti a volontà foemativa, ma a puro e semplice egoismo e comodità. E sono cose che io non voglio assolutamente fare perchè non sono istruttive, sono torture gratuite.
    Da qui a baciarla come se fosse in guerra non lo faccio neppure ora che va al nido, miha chiesto i pesci e il cane e le ho preso i pesci, continua a chiedermi un cane e continuerò ad essere no, come è no per tante altre cose.
    E ai opasti, siano a casa sianoal ristorante, sta nel suoseggiolone con il piatto davanti, se non vuole mangiare e preferisxce giocare no problem, ma salta la cena, il cucchiaio a due anni lo sa manovrare e nonha nessuna necessità di esere imboccata,anche se non ha 8 anni.

    Queli che tu descrivi non sono gesti di amre, sono gesti di egoismo: non hai il patema che il bambino non mangi, non hai il problema che disturbi e poi puoi vantarti facendo la martire di come fai tutto per tuo figlio.
    Nè più e ne meno delle stronzate che facevano i miei, solo che loro usano le forchettate di pasta invece dei ceffoni.

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    1. Anche quello che fanno le madri di oggi è pura comodità, hai letto il mio post contenti loro, contenti tutti? (http://www.dibuonalena.blogspot.it/2012/05/contenti-loro-contenti-tutti.html)
      Oggi, però, ci vedo anche tanta superbia, convinzione di essere genitori migliori solo perchè non si usano le maniere forti e non si obbligano i bambini a fare nulla che non vogliano fare. Bene, saranno sempre contenti... o no? Come si fa ad apprezzare le cose belle se non si provano mai quelle brutte? Come si può godere di una giornata al luna park, se non ci si è mai annoiati e mamma ha trasformato ogni cosa (compresa la pappa o la cacca sul vasino) in una festa divertente?
      La verità probabilmente sta nel mezzo, ma stare in equilibrio su un sottile filo nel mezzo è impossibile, quindi...
      Quindi boh, non ho risposte, purtroppo.

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    2. Giuliana,i tuoi x me sono stati un pò troppo esagerati...L'eccessivo permissivismo che vige al giorno d'oggi nell'educazione (o non educazione) dei figli non va bene,ma neanche dare ceffoni x niente!

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  2. Il post sollecita un problema che "pone mano a cielo e terra".
    Diciamo che nella ns cultura, almeno per l'Italia del Nord (quella ex-austro-ungarica), l'educazione era tradizionalmente molto impositiva (con tutti gli eccessi ed i difetti descritti nel contributo precedente). Poi, dopo la guerra, son arrivate le mode americane, molto + permissive (o democratiche, se vogliamo), poi la ventata libertaria del '68, il femminismo etc. Diciamo che la principale vittima è stata la figura paterna, che nella famiglia per secoli ha rappresentato il Principio di Autorità: e non a caso è la figura + in crisi della nostra cultura contemporanea.
    In Italia (i bimbi italiani sono i + maleducati del mondo) la situazione è ancor + particolare: ad una civiltà dell ' "ognuno faccia i fatti propri", individualista e familista, insofferente all'autorità pubblica tradizionalmente di uno straniero invasore si è affiancata, con la distruzione della figura dell'autorità paterna (anche se spesso sconfinava nell'autoritarismo) un principio di libertarismo diffuso.
    In paesi come quelli anglosassoni o germanici, in cui la società è FORTEMENTE impositiva (dicano quel che vogliano, o ti inquadri o sei espulso) questo "libertarismo" è funzionale ad assicurare quel minimo di creatività (anche se spesso i + creativi son proprio gli immigrati latini o almeno cattolici) necessario alla sopravvivenza del sistema : in fondo , serve creatività nella produzione, nell'arte e nella progettazione di un futuro che ancora non c'è.
    Ma in un paese come l'Italia ?
    Non ho risposte, salvo l'esperienza (amara) che i figli o son caratterialmente docili e si lasciano educare e guidare, o nel ns sistema italiano pensano già dalla preadolescenza di poter fare ciò che vogliono, e dove una volta bastava (?) l'imposizione "di forza" dell'educazione, la convinzione ragionata ed argomentata logicamente non funziona che raramente. In definitiva si tratta di rassegnarsi al fatto che pagheranno nella loro vita e sulla loro carne viva le loro proprie scelte, e sempre + spesso otterrano solo una regressione sociale, politica ed economica delle loro condizioni.
    La parabola discendente di questo paese dipende (anche) da questo ? Son troppo pessimista e depresso ? E' la mia esperienza, al momento.

    Anonimo SQ

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    1. Sono assolutamente e totalmente d'accordo con la tua analisi trasversale. Le punizioni corporali e le umiliazioni non erano sicuramente piacevoli, ma almeno hanno avuto come risultato adulti rispettosi dell'autorità, educati e disciplinati. Cosa sarà degli adulti di domani? Pagheranno a caro prezzo questa totale mancanza di regole e disciplina, capiranno cosa significa sentirsi al centro del mondo e scoprire che così non è, ma sarà forse troppo tardi.
      Credo che lo sfacelo sia iniziato nei primi anni Novanta e i ventenni di oggi (che si fanno accompagnare all'università da mammina e piangono perchè gli esami sono troppo difficili e il professore è cattivo) mi fanno paura perchè sono infantili, immaturi, egoisti ed egocentrici.
      Il nostro Paese è in fase di recessione economica, ma anche morale e se penso che spetterà a loro salvarci mi tremano le gambe... sarà forse il caso di pensare seriamente ad un trasloco oltre oceano?
      Grazie per il tuo intervento SQ

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  3. Ciao Lena,
    ti seguo da un po'... finalmente non mi sento l'unica con questi problemi, io vengo considerata da tutti (conoscenti, amici, parenti) la pecora nera della società perché non ho ancora figli. Ti ringrazio perché attraverso i tuoi racconti mi hai fatto ragionare anche sulla mia vita, sull'educazione o sulla non educazione che vedo intorno a me.
    Ciao
    Blim.

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    1. Ciao Blim e benvenuta nel blog.
      Sono contenta di aver trovato un'altra pecora nera, piano piano faremo un gregge!
      A presto
      Lena

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  4. Siamo proprio così sicuri che i bambini viziati di oggi, domani saranno adulti peggiori di noi?
    Guardando la società di oggi e gli adulti che la compongono come si fa a dire che i genitori di ieri, con i loro scapaccioni, i loro egoismi (in televisione si guarda solo quello che dico io), sono stati migliori?
    Comunque finalmente, per una volta in questo blog si parla di genitori che sbagliano e non solo di mamme. Fino a prova contraria i figli si fanno in due e quindi anche le colpe della cattiva educazione andrebbero condivise.
    Chi fa sbaglia (spesso le mamme),ma non è che ci sta a guardare senza fare niente sia meno responsabile (spesso i papà)!

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    1. Io non so se i genitori di ieri sono stati migliori, ho solo detto che non hanno sbagliato niente perchè hanno fatto tutto quello che hanno fatto in buona fede. La stessa cosa vale per i genitori di oggi, ma i risultati che vedo non mi piaccioni: mediamente i bambini di oggi sono molto meno autonomi, poco sicuri di sè, maleducati, viziati, egoisti ed egocentrici, non hanno nessun rispetto per gli adulti e sono convinti che il mondo intero giri intorno ai loro desideri (non bisogni, ma desideri!). Una ragazza di diciannove anni mi ha detto che adesso sta meglio, ma i primi 4 mesi di università ha pianto tutti i giorni perchè doveva prendere il treno, stare fuori casa tutto il giorno, mangiare in mensa anzichè a casa con mamma e nonna e poi, soprattutto, mi ha detto che i professori non le hanno nemmeno chiesto il nome, cono entrati in classe e hanno iniziato a spiegare. Questa ragazza non è un'eccezione, ma la media. Cosa farà il primo giorno di lavoro? Come può essere lei il futuro di questo Paese se non ha nemmeno il coraggio di star fuori casa sei ore consecutive? Noi, cresciuti a pane e scapaccioni, vuoi per forza morale, vuoi per fuggire dalla famiglia, siamo stati in grado di crescere. Loro cresceranno mai?

      PS: finalmente parlo dei padri. Hai letto il post precedente? Dicevo appunto che NESSUNO fino a quel momento li aveva tirati in ballo e che, secondo me, è colpa delle madri che monopolizzano l'educazione dei figli. Sde i papà stanno a guardare senza far niente è colpa delle mogli.

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    2. Io non ho mai preso queste grandi botte da piccola e i miei non mi hanno mai fatto mancare niente,hanno sempre cercato di accontentarmi,ma nonostante ciò sono cresciuta educata e rispettosa verso il prossimo. Quando i miei mi hanno lasciata qui a Pescara,mia madre ha pianto,mio padre che di solito è quasi impassibile lo vedevo commosso,a me dispiaceva un pò lasciare loro e la mia casa,ma era sempre una nuova esperienza che volevo vivere e l'ho presa bene,non ho pianto neanche un giorno,qualcosa in cucina sapevo già fare,il resto un pò l'ho imparato osservando le mie coinquiline,un pò mi guidava mia madre via cellulare :-) insomma per me stare fuori casa da sola non è mai stato un problema e ho sempre cercato di cavarmela e ambientarmi,a lezione alcuni ci chiedevano il nome se ci facevano qualche domanda,altri no e a me andava bene così,non pretendevo certo che dessero importanza proprio a me.I ragazzini che vedo ora in giro mi danno ai nervi,impertinenti e irrispettosi,stanno sempre a ridere come degli stupidi per niente e quando leggo di bambini che a 6-8 anni o anche di più hanno ancora bisogno di essere accompagnati,imboccati o aiutati ad allacciarsi le scarpe mi vengono i brividi!Ps:io non ho mai passato la fase della ribellione adolescenziale e non mi vergognavo di farmi vedere con mia madre :-)

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    3. Impertinenti. Brava: è proprio la parola giusta. Finchè però ci saranno madri che risparmiano loro terribili torture come annoiarsi ad una cenatra adulti o ringraziare di cuore per un regalo ricevuto anche se non piace, questi bambini saranno sempre più impertinenti!

      Nemmeno io sono mai stata picchiata, ma sapevo che quando dicevano NO era NO e se combinavo una marachella o facevo qualcosa che non avrei dovuto are, avevo paura che i miei mi scoprisser. Adesso invece si fanno una risata e, se un adulto li sgrida, sanno che c'è mamma a difenderli.

      Che tristezza...

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  5. Grazie del tuo grazie, Lena !!
    E grazie anche per far risaltare che esistono pure i padri. Anche se, spesso, non è una consolazione (io lo sono, padre).
    Ciao, e che bel blog !

    Anonimo SQ

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  6. Notavo questa cosa e ne discutevo con le mie colleghe.
    Ora esistono aree intrattenimento nei ristoranti, nei supermercati, ai matrimoni si ingaggiano gli animatori, nei villaggi vacanza ci sono gli angoli per i bambini... non è che queste cose in sé siano una cosa negativa, però denotano una cosa: la fobia che i bambini anche solo per un secondo si possano annoiare.
    Quando noi eravamo piccoli queste cose non esistevano o esistevano in minima parte. Al supermercato ci annoiavamo a morte, ai matrimoni anche, al ristorante pure e dovevamo crearci migliaia di film mentali per ammazzare il tempo, dovevamo inventarci dei giochi, dovevamo immaginare. Inventare.
    Oggi i bambini non devono inventare più nulla perchè per loro è tutto preconfezionato e il risultato è il piattume, anche nei loro sentimenti. E gli sguardi vacui... e l'assenza di fantasia...

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    1. ...e la tristezza negli occhi di quei (pochi) adulti che se ne rendono conto!
      Un abbraccio consolatorio
      Lena

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  7. Secondo mia madre ex-maestra buona colpa è della psicologia infantile post sessantottina, che ha tolto qualsiasi senso al concetto di autorità (genitoriale e non).
    Lei ha smesso, per fortuna, proprio quando questo genere di "educazione degenerata" (permettimi l'espressione) stava appena dando i suoi frutti: ricordo che l'ultimo anno che ha insegnato si meravigliava di quanto fosse viziato un bambino che adesso sarebbe persino a modino, rispetto allo standard attuale...
    Ciao
    ste
    P.S.: Secondo alcuni studiosi la noia favorisce la creatività, forse non facendo mai annoiare i bambini facciamo loro un danno...

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    1. Esatto!! Siamo passati da un eccesso all'altro e ormai, io direi dall'inizio degli anni Novanta, la situazione è completamente degenerata. Possibile che queste madri non si rendano conto di fare un danno ai loro figli e non un favore? Ho notato che molti/e dei miei lettori più assidui lavorano con i bambini (maestre, baby sitter, animatori..) e non hanno figli. Loro vedono esattamente quello che sta accadendo, le madri no. Ecco perchè ho il terrore di diventare madre: non voglio diventare cieca!

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    2. perfettamente d'accordo sul disastro della psicologia infantile post sessantottina. Ho come vicina di casa una pedagogista, ha cresciuto le due bambine più maleducate del quartiere. Zero rispetto e teorie assurde. Dio ce ne liber! Ma perché non facciamo qualcosa per invertire la tendenza? Un'associazione che si opponga a questa deriva?

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  8. no, vabbé, l'universitaria che frigna perché deve stare lontana da casetta sua non si può proprio sentire...

    ricordo perfettamente che per il primo giorno di prima media mi feci comprare un completo gonna+giacchino con revers, tutto di jeans, perché volevo un "tailleur", volevo vestirmi da persona grande per cominciare una scuola "da grande" (oggi le 11enni per sentirsi "grandi" mettono i top scollati e leopardati, mah). e ho lasciato mia madre ben prima del cancello della scuola, perché ero grande e non avevo bisogno di essere accompagnata. e poi nell'atrio eravamo decine di ragazzini, tutti attenti ad ascoltare l'appello della Preside che ci divideva in classi.
    ora, invece, i genitori accompagnano i figli fin dentro la scuola, portando loro la cartella, e il primo giorno di scuola entrano in classe e si siedono nei banchi con loro (finché la sottoscritta non li caccia via perché ha da lavorare). in I superiore, non solo in I media.

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    1. Eh già.... ma perchè questi genitori arrivano fino al banco? Non si ricordano di come loro stessi si sentivano il primo giorno di prima media (e a maggior ragione il primo giorno di prima superiore?)? E perchè questi bambini di oggi non hanno voglia di crescere? Perchè deve essere la maestra (o peggio ancora la professoressa) a cacciare da scuola i genitori?
      Vedo certe scene, sento certi racconti e la mia domanda rimane sempre la stessa: PERCHE'??????
      PS: Io ho cambiato scuola in quinta elementare e mi ricordo ancora che ho voluto mettere una gonna di jeans con delle rose stampate e una camicia rosa per sembrare più grande e, ovviamente, sono andata a scuola da sola, a piedi, portandomi da sola la cartella... bei tempi!

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  9. Le madri di adesso sono un disastro. E ci voglio includere anche i padri, perché sono le coppie che formano i figli. Purtroppo non sono in grado di dare nessuna regola, di insegnare il rispetto per gli altri perché tutto è dovuto. Guai a dirgli qualcosa perché ti aggrediscono, ma io gliele dico sempre in faccia le cose. Dico brave a quelle che hanno educato bene i figli e incapaci a quelle che hanno cresciuto scimmie. Fatelo anche voi, dite quello che pensate alle madri con schiettezza. Premiate chi cresce figli educati e punite chi non lo fa.

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