lunedì 8 aprile 2013

Non avete dimenticato niente?

Ho aperto questo blog il 13 febbraio 2012.
In 14 mesi ho scritto 50 post (con questo 51), ho avuto quarantamila visualizzazioni, sono stati scritti quasi 1000 commenti, ho trecento contatti su Facebook, 130 follower su Twitter e ho risposto a decine di messaggi privati e email. Il mio blog è stato condiviso sui social network, citato in un paio di forum di "mamme" e in un paio di blog di "non mamme". Ho tante lettrici donne e qualche lettore uomo, mi seguono ragazze poco più che ventenni e donne mature, già nonne. Sono cifre incredibili per una che, come me, ha deciso di scrivere un blog di critica e riflessione su un argomento così delicato come la (dis)educazione dei figli nell'Italia di oggi. Grazie a tutti.

Ho ricevuto elogi e critiche, incoraggiamenti e appunti risentiti, suggerimenti per nuovi argomenti e inviti a smettere di scrivere. Gli spunti di discussione sono stati tanti, molto più di quanto mi sarei mai potuta aspettare ma, a più di un anno di distanza, continua a mancare un elemento. Me ne sono resa conto mesi fa e da allora ho volutamente evitato di scriverne io per prima, nella speranza che qualcuno tirasse fuori l'argomento. Non è successo e proprio il fatto che non sia successo è probabilmente una delle cause della (dis)educazione dei figli nell'Italia di oggi.

Non avete dimenticato niente? O meglio, non avete dimenticato nessuno? Siete proprio sicuri?
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...
...
Avete dimenticato, o volontariamente ignorato, o scientemente deciso di non menzionare loro: i papà!

Che abbiate figli o meno, che siate sposate, conviventi o single, che siate childfree, childless o madri di quattro figli poco importa: siete ugualmente colpevoli perché non avete mai nominato i papà! E non l'hanno fatto nemmeno gli uomini che mi seguono: non uno che abbia scritto "ma guarda che i figli si educano in due, non devi prendertela solo con le madri."

Le madri di oggi vogliono che il padre dei loro figli  partecipi emotivamente e attivamente alle varie fasi della gravidanza e, soprattutto, all'educazione dei figli. I padri devono andare dal ginecologo per le varie ecografie e visite, devono partecipare al corso preparto, devono essere con loro in sala parto e condividere con loro la gioia della nascita, devono cambiare pannolini, dare il biberon, raccontare le fiabe, partecipare alle riunioni di classe, assistere a tutte le recite scolastiche e alle partite o alle gare dei figli, andare alle feste di compleanno degli amichetti, portare i bambini al parco, scegliere vacanze adatte ai pargoli e chi più ne ha più ne metta. I padri devono fare i padri, benissimo, ma poi?

Poi la decisione finale spetta sempre a loro, le madri. Si sentono depositarie della verità assoluta in fatto di educazione dei figli e il rendere i mariti partecipi è solo una facciata, un gesto politically correct ma che reputano fondamentalmente sbagliato perchè loro, i padri, non sanno fare le madri. Non si ricordano di allacciare il giubbino, non conoscono bene le maestre quindi non possono mettere becco nella scelta della sezione, non si ricordano di mettere la cremina e il talco al cambio del pannolino, se il bambino si fa male non vanno immediatamente al pronto soccorso, non sanno pettinare la bambina, non si ricordano di mettere la merenda in cartella.... i padri non sanno fare le madri. Fanno poco e quello che fanno lo fanno male (per la precisione lo fanno diversamente da come lo farebbe la madre, il che per le mogli significa male). 

Le madri sono così intimamente sicure (e fiere) di essere il motore dell'intera famiglia, il punto di riferimento per tutti, le uniche e vere educatrici dei figli che non si degnano nemmeno di dire, per buona educazione, che i figli si tirano su in due, che c'è anche un padre responsabile, nel bene e nel male.

Nemmeno le non madri che mi seguono e leggono il mio blog hanno mai nominato i padri. Donne forti, donne in carriera, donne che hanno deciso di non avere figli per vivere al meglio il rapporto di coppia senza rischiare di perdere l'amore della loro vita per colpa di un bambino, donne single e fiere di esserlo, perchè tanto gli uomini sono tutti uguali, donne single in attesa del principe azzurro, donne che lottano per la parità dei diritti e che anche in casa  dividono i compiti domestici col compagno...donne di ogni tipo, ma tutte donne del Duemila. 

Le donne hanno lottato a lungo per la parità dei diritti, per il diritto al voto, allo studio, al lavoro, per l'indipendenza, per l'autonomia, per la dignità...le donne hanno lottato a lungo e in molti ambiti la parità ancora non è stata raggiunta. Se fossi nata nell'Ottocento sarei probabilmente stata in prima linea con le suffragette, se fossi vissuta negli anni Settanta avrei probabilmente bruciato reggiseni in piazza e, a precisa domanda, anche oggi mi viene naturale dire che la parità dei diritti sia un bene.

Ma...ma se avessimo sbagliato tutto? Se il ruolo della donna fosse solo quello di occuparsi dei figli e della casa? Non lo dico in senso riduttivo: oggi, prima giornata di sole dopo settimane di cielo grigio e pioggia, sono stata in giardino a strappare le erbacce, piantare gerani e canne di vetro, spazzare il portico, mettere un bel vaso di fiori freschi al centro del tavolo sotto il pergolato, poi ho preparato una torta e gli gnocchi fatti in casa. Oggi mi sono sentita bene, soddisfatta. Non c'è transazione andata a buon fine o pratica terminata che mi dia un simile senso di appagamento. Non c'è stato esame all'università nè discussione di tesi che mi abbia fatto sentire altrettanto soddisfatta di tutto il lavoro svolto. Il mio lavoro mi piace ma, per quante soddisfazioni possa darmi, non mi farà mai sentire così in pace con me stessa come abbellire il mio nido o passare una giornata con dei bambini (senza le madri però...Lena non si smentisce mai).

Mamma che lavora
Fino agli anni Settanta/Ottanta, quando le donne che lavoravano erano ancora una minoranza, con uno stipendio si viveva bene. Oggi, che quasi tutte le donne lavorano, con due stipendi da impiegato a stento si arriva a fine mese. Con l'entrata delle donne nel mondo del business la forza lavoro è raddoppiata e gli stipendi si sono dimezzati, è una legge di mercato...adesso, quindi, lavorare è praticamente d'obbligo.
Oltre al lavoro però ci sono sempre le pulizie, la spesa, i figli, le code dal dottore, il lavaggio della strada due volte a settimana e la macchina da spostare, le bollette da pagare in posta, il corso di fit gym per tenersi in forma e via dicendo. 

Certo, oggi anche gli uomini ci aiutano a gestire la casa, a pulire, a preparare la cena, a portare i bambini a scuola ma...siamo oneste: lo fanno bene come lo faremmo noi? No. Lo fanno con gioia? No. Gli uomini, mediamente, sono molto più appagati e soddisfatti per una transazione andata a buon fine o una pratica terminata che non per un prato appena tagliato. Gli uomini, mediamente, mangerebbero carne in scatola davanti alla tv (direttamente dalla scatola per non sporcare il piatto), mentre noi donne apparecchiamo la tavola e scegliamo tovaglioli di carta in tinta con la tovaglia anche quando siamo da sole.

Il punto è che uomini e donne sono diversi, si interessano di cose diverse e, quindi, dovrebbero fare cose diverse. Il fatto che una promozione sul lavoro sia una gratificazione anche per noi donne o che un giardino fiorito e curato faccia piacere anche agli uomini non è un buon motivo per invertire i ruoli. Se le donne si occupassero di casa e famiglia e gli uomini lavorassero solo fuori casa sono convinta che saremmo tutti molto più felici. Le donne potrebbero fare le casalinghe a modo loro, gli uomini potrebbero dedicarsi solo al lavoro senza altre preoccupazioni e, una volta insieme, la sera a cena, saremmo tutti più rilassati.

Credo che uno dei motivi che ha portato le madri che descrivo ad essere quello che sono sia anche questa parità dei ruoli tra uomo e donna. 

Le donne lavorano e hanno meno tempo da dedicare ai figli, che spesso vedono solo all'ora di cena. Poco tempo con i figli significa senso di colpa. Provare un forte senso di colpa significa cercare di accontentare i figli in tutto e per tutto in quel poco tempo che si passa insieme. Passare poco tempo insieme significa conoscere poco i propri figli e i bambini in genere  e, quindi, farsi prendere da un attacco di panico per un graffio sul ginocchio o un bernoccolo sulla testa. Le madri che lavorano, pensano anche alla casa e ai figli e sono fondamentalmente stanche, quindi cercano in ogni modo di evitare qualsiasi attrito che andrebbe ad appesantire la loro posizione (contenti loro, contenti tutti, ve lo ricordate?). In quel poco tempo che la madri passano con i figli c'è una sola cosa che desiderano: che quei momenti durino per sempre. Allora cosa fanno? Fanno in modo che i figli dipendano da loro il più a lungo possibile, non insegnano ai figli autonomia e maturità, ma la dipendenza: tredicenni che non si sanno tagliare  la pizza, undicenni che non si sanno allacciare le scarpe, bambini di otto anni a cui la mamma fa ancora il bagno nella vasca... (bambini a targhe alterne, ve li ricordate?)  Poco tempo, senso di colpa strisciante, senso di inadeguatezza.

Non poter fare solo le madri significa essere delle madri peggiori. Non perchè si passa poco tempo con i figli, ma perchè quel poco tempo che si passa con loro è vissuto con ansia, senso di colpa e speranza che quei momenti meravigliosi durino per sempre.

Se le madri potessero fare solo le madri, i padri potrebbero fare i padri a modo loro e, ne sono convinta, sarebbero bravissimi (a modo loro, non secondo l'insindacabile giudizio delle mogli). Le madri non pretenderebbero la loro presenza alle riunioni dell'asilo nido, (un'aberrazione il solo fatto che esistano delle riunioni dell'asilo nido) alle feste di compleanno degli amichetti o al momento del bagnetto. I padri potrebbero fare con i figli quello che gli viene più naturale e quindi meglio: piccoli gesti, piccole attenzioni che rimarranno impressi nella memoria dei figli. Se le madri facessero le madri e i padri facessero i padri i momenti passati tutti insieme sarebbero più sereni, soprattutto i bambini.

Siamo in Italia nel 2013, ma il peso dell'educazione dei figli è ancora tutto sulle spalle delle madri.
Lo sanno le madri, lo sanno le non madri e, soprattutto, lo sanno i padri.
Lasciate allora che guardino la partita invece che accompagnarvi alla festa di compleanno del compagno di scuola di vostro figlio. Lasciate che vadano a giocare a tennis invece che partecipare alla riunione di classe. Lasciate che vadano al parco senza raccomandargli diecimila volte di stare attenti al bambino, di mettergli la sciarpa e il cappello, di non prendergli la cocacola...

Se tute le madri potessero fare solo le madri la società ne guadagnerebbe.
Pensateci, donne. Non stareste meglio se non doveste lavorare e poteste fare solo le donne e le mamme?
Pensateci, uomini. Non preferireste fare gli straordinari piuttosto che lavare i vetri o stendere i panni?
Pensateci... 
Io ci ho pensato e sarei felicissima di poter fare solo la donna...potrei addirittura pensare, in quel caso, di fare anche la mamma.

128 commenti:

  1. Io non lavoro, non trovo lavoro, da quando m sono sposata per i datori di lavoro sono diventata una specie di lebbrosa da scansare, una candidata mamma (come se non si potesse rimanere incinte senza essere sposate e lo si dovesse fare per forza da sposate).
    Alla fine la figlia l'ho voluta, non mi avrebbe certto rovinato la carriera (peggio di così!!) ma appena ho trovato posto l'ho mandata al nido e speroancora di riuscira a lavorare, e non solo per motivi economici, anche mi docessero rimanere in tasca solo i contributi inps uscirei e andrei a lavorare volentieri!
    Se facessi soltanto la madre a tempo pieno sarei diventata isterica e frustrata. Vittime di madri a tempo pieno,tutte perfette fuori ma fustrate e isteriche in assenza di testimoni esterni, le ho viste e le vedo tutt'ora.
    No grazie.
    Io prefersco avere del tempo per fare anche altro, e averlo sapendo che mia figlia è seguita e sta in un ambiente adatto, non ritagliarmelo ladciandola abbandonata a se stessa (e bada, quando io programmo e la bimba gioca lì vicino da sola non la considero abbandonata a se stessa, perchè dovesse esserci un vero bisogno, pure il più stupido come qualcuno che le lega una scritta su un libricino, ci sarei), o rinunciarvi del tutto.
    Certo se cosiderassero che io, volente o nolente, non lavoro quando calcolano la bustapaga a mio marito non mi farebbe schifo.

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    1. Stare a casa a tempo pieno, per me, non significa diventare una di quelle madri frustrate e isteriche (ne conosco anch'io, tranquilla). La mia era una constatazione più ampia: se nessuna donna lavorasse e ci fosse più senso della comunità come una volta avremmo donne più appagate perché, oltre ai figli, avrebbero tempo per se stese, i propri hobby e le faccende domestiche. Il marito la sera o nel fine settimana non dovrebbe (giustamente adesso deve e lo fa) aiutare e passare l'aspirapolvere o far fare i compiti ai bambini, ma potreste godervi tutti insieme del tempo di qualità in famiglia...

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    2. e eprchè non il contrarios cusa? perchè devono stare a casa le donne? sei ferma nel medioevo nonostante tutti i tuoi sbandieramenti di modernità. sei retrograda. tu non hai detto "se un genitore stesse solo a casa e l'altro lavorasse e basta", tu hai fatto la distinzione sessista per cui l'uomo è ancora il trogolodita che esce a cacciare mentre la compagna sta nella caverna a spulciare i figli e lavare il culo agli anziani.

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    3. Innanzi tutto un po' di buona educazione: scrivi in tono accusatorio e polemico, utilizzi un linguaggio scurrile e nemmeno ti firmi!
      Secondariamente, quando mai avrei sbandierato modernità? Il mio blog è pieno di nostalgia per i vecchi tempi, quando si giocava in cortile e i bambini stavano con gli altri bambini, senza adulti corrotti a dirimere i loro litigi.
      Adesso la risposta alla tua domanda. Il perché non il contrario è nel post: le donne in un anno di blog non hanno MAI nominato i padri, ritenendosi le uniche responsabili dell'educazione dei figli (vogliono l'aiuto dei mariti, ma l'ultima parola spetta sempre a loro). Quindi, se le donne pensano di essere le uniche depositarie della verità assoluta in fatto di casa e famiglia, benissimo, che facciano solo quello!

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  2. Lena, che bello vedere che sei tornata a scrivere! Anche se partecipo poco il tuo blog lo seguo da un pò e sotto tanti punti di vista leggerti mi aiuta a riflettere.

    Tornando al tuo post penso che tu stia generalizzando un pò troppo. Ruoli “da maschio” e “da femmina” esistono eccome, il problema è che quelli che vedo io sono tutti opportunistici.

    C’è la donna che vuole la parità a tutti i costi e poi si aspetta che con occhi dolci, scollature e scosci (o peggio) di farsi passare liscia improfessionalità varie, mandando perarltro in bestia quelle che invece lavorano sul serio. Di solito sono le stesse che vanno subito in gravidanza a rischio e criticano ferocemente le mamme che lavorano fino al giorno prima e tornano il prima possibile.

    Sull’altra sponda poi ci sono uomini talmente tanto ossessionati dal dimostrarsi maschi che ci cascano lasciandosi andare a teatrini dei ruoli talmente tanto degradanti che potrebbero benissimo essere messi onda su qualche reality show di terza categoria.

    I ruoli sopravvivono, il problema è che sono quelli peggiori.

    Xerses

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    1. Sul fatto che ci siano donne che approfittano di scollature e scosci (o peggio) e uomini che fanno teatrini dai ruoli degradanti hai perfettamente ragione, ma se il motivo fosse un altro? Se facessero così proprio perché c'è stato un appiattimento tra i ruoli ed esasperarli sia l'unica arma rimasta?

      E' bello quando un commento riflette su caratteri generali e non porta solo la propria esperienza personale di ma io, ma io ma io... GRAZIE!

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  3. Mi inchino davanti a tanto coraggio! Oggi è molto difficile ammettere (prima di tutto a se stessi) e sbandierare pubblicamente una verità scomoda come questa: le donne fanno gli uomini e gli uomini fanno le donne, a discapito dela società intera. Non è un discorso retrogrado, tutt'altro! Abbiamo voluto la libertà di essere ciò che vogliamo, abbiamo voluto troppo e ne stiamo pagando le conseguenze.
    Brava Lena.

    Prometeo

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    1. Prometeo, fai uscire di casa ogni tanto tua moglie oppure la fai partecipare unicamente alla messa domenicale in tua assenza?

      No, perché questa è l'unica frase che mi sorge spontanea dinnanzi alla sentenza "le donne fanno gli uomini e gli uomini fanno le donne a discapito della società intera".

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    2. Non credo che Sara abbia ragione... io lavoro, esco di casa senza il permesso di mio marito e, bada bene, spesso esco con gli amici (sì, anche maschi) senza di lui eppure dico che la donna dovrebbe fare la donna, dico che un conto è lottare contro la violenza sulle donne, le mutilazioni, le umiliazioni e un conto è trasformarsi in uomini e trasformare i mariti nelle nostre migliori amiche...

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    3. "Trasformarsi in uomini"... come?

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    4. Andando a vedere gli spogliarelli maschili, ad esempio. Siamo oneste, non c'è nulla di eccitante, lo facciamo perchè lo fanno gli uomini, ma a noi non da le stesse sensazioni.
      Mettendo la carriera davanti alla famiglia e lasciando i mariti a casa con i figli, chiamandoli mammi (che parola orribile).
      Prendendo l'iniziativa e provandoci con il tipo carino che è al bar -va benissimo ,per carità, ma se si spaventa e scappa non chiedetemi perchè.
      Facendo quelle forti, quelle che non piangono mai, non crollano mai.
      Davanti alle ingiustizie della vita le donne piangono e gli uomini si arrabbiano. Il contrario è fuoriluogo, imbarazzante.
      Sono piccole cose, ma giorno dopo giorno hanno modificato i rapporti tra uomini e donne

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    5. Ahahah, non sono mai andata ad uno spogliarello e la penso come te, credo sia solo un tentativo di emulamento piuttosto triste e mal riuscito, una sorta di ripicca.

      Io tutti questi mariti a casa con i figli non li vedo, a meno che tu non intenda semplicemente qualche donna con, magari, un ruolo lavorativo importante che la tenga più impegnata del marito, magari impiegato alle Poste. Ritengo che per te sia inimmaginabile, ma io sono convinta che una responsabile alle Risorse Umane di una grande azienda possa essere una mamma migliore di una casalinga che cucina deliziosi pasti ad ogni membro della famiglia, quello che non afferro è perché sembra talmente inconcepibile. Io ne sono convinta.

      Il tipo carino al bar scapperebbe come qualsiasi ragazza carina nel locale... apostrofata in maniera cafona, probabilmente. Se poi un uomo scappa solamente perché una donna prenda l'iniziativa, beh, non so quanto polso abbia dinnanzi a qualcosa che esca dal suo schema mentale...

      Sul tuo esempio delle donne piangenti e degli uomini arrabbiati, mah... si, è così, ma io non lo condivido.

      La domanda per me rimane: cosa ti fa credere che le vere donne non siano queste, e quelle conosciute finora solamente il prodotto di millenni di ostruzione e costrizione? Le donne hanno forse avuto libertà di esprimersi come gli uomini? No. E se questo processo di "trasformazione" avesse dovuto compiersi già all'epoca degli antichi Romani?

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  4. Pensateci, donne. Non stareste meglio se non doveste lavorare e poteste fare solo le donne e le mamme?
    Premesso che come ben sai non ho alcun interesse per la maternità, né il mio Colui ha il minimo interesse per la paternità, no, NON starei meglio.
    Non starei meglio come mantenuta, come ostaggio. Non starei meglio a sapere che non sono indipendente dallo stipendio di mio marito e che se a lui girasse il boccino di maltrattarmi o di cacciarmi via, io sarei col kjulo per terra. (e se avessi figli, anche peggio: sarebbero ostaggi anche loro).
    NON starei meglio a comprargli un regalo di compleanno coi soldi SUOI.
    NON starei meglio a sentirmi in colpa per ogni oggetto che compro perchè l'ho comprato coi soldi faticati da un altro. E che volendo, quell' "altro" potrebbe criticare o rinfacciarmi.
    NON mi sentirei meglio ad essere una perpetua minorenne, perchè chi mangia del pane del suo compagno come se lei fosse una bambina e lui fosse il suo papà, nei fatti anche se nn per legge è una minorenne.
    Se avessi deciso di avere dei figli, e se avessimo potuto permetterci di campare con un solo lavoro, sarei stata a casa per il tempo minimo consentito, e poi sarei tornata a lavorare, perchè non avrei voluto che mio/a figlio/a fosse mantenuto unicamente da un'altra persona, per quanto quella persona sia il mio amore e la colonna della mia vita. Tu lo sai che ti rispetto e ti ammiro, ma su questa cosa proprio non me la sento di essere d'accordo. Chi dà la propria indipendenza economica in mano ad un'altra persona (per quanto buona, affidabile, tutto quello che vuoi) gli si consegna legata mani e piedi. Se questa persona che si fa mantenere fosse un uomo e non una donna, direi esattamente la stessa cosa, sia chiaro, non ne faccio un discorso principalmente di femminismo, ma di dignità: una persona sana ed adulta ha il dovere di lavorare e mantenersi. (escludo le persone che stanno cercando lavoro e ovviamente non per colpa loro, non lo trovano: quello non è una scelta è non avere ancora un'alternativa)

    Peraltro, quello che mi preparava la colazione e mi accompagnava a scuola, quello che mi metteva a letto la sera e mi raccontava le favole, quello che mi portava al cinema e quello che stava ad ascoltare le mie confidenze era mi padre, non mia madre. E tieni conto che all'epoca lui lavorava e mia madre no (lei ha iniziato quando io avevo 10 anni).
    un grosso abbraccio.

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    1. Oggi hai perfettamente ragione tu, questa è la nostra società, il pensiero comune e sono d'accordo con te: non preferirei farmi mantenere, non preferirei essere ostaggio e di chi paga tutto per me e non mi sentirei più realizzata a stare solo a casa. Il senso del mio post era un altro: e se non fossimo mai arrivati a questo punto? E se fosse una cosa normale dividersi i compiti in famiglia tra chi lavora e chi gestisce la casa e i figli? Se non lo sentissimo come uno sminuire il nostro essere, non saremmo più felici?
      Io credo di sì ed era questo che volevo dire.

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    2. Sulla teoria potresti avere ragione, però in una società dove non esiste il denaro....

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  5. Ciao Lena!
    mah.. non lo so...
    Sono rientata a lavoro quando i miei figli avevano 8 mesi e sono stata felicissima. Il mio impiego mi piace, mi sento appagata. Mi sento, ora che lavoro, una madre migliore più rilassata e più felice. Non ho avuto il senso di colpa mai, neanche per un solo istante. Neanche quando uno dei due piccoli monelli a 20 mesi ha deciso di fare Tarzan dal seggiolone (tre punti in testa) ed io ero, manco a dirlo, in ufficio. Mio marito, il loro papà, è molto presente, altrimenti non potremmo mai farcela. Ho faticato a fare un passo indietro e "lasciarlo fare". Se è lui che sta coi bambini è lui a decidere quello che deve fare. Alla fine la nostra esperienza sul campo è esattamete la stessa! C'è da dire che qst atteggiamento lo avevo anche prima. La mia personale risposta è: No, se facessi solo la mamma non sarei più felice o più brava, anzi, sarei pessima! Mia madre ha sempre lavorato full time e per me forse è normale comportarmi così in quanto penso sia stata una buona madre. Con mio padre non ho mai avuto un gran rapporto, e questo dipende dai nostri caratteri, ma oggi sono contenta di vedere che tra padre e figli c'è qualcosa di speciale. Che sanno stare insieme, che si relazionano e che fanno cose che con me non fanno o non farebbero. Io lo trovo bellissimo!

    Per le riunioni dell'asilo nido credo servano più a rassicurare le madri, che poi trasmettono questa sensazione positiva ai bambini. Ho smesso dunque di andarci!!!

    E.

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    1. Dici di aver faticato a fare un passo indietro, quindi vieni dalla mia parte.
      Vorrei comunque che ti guardassi intorno: tu probabilmente non ti senti in colpa, ma le altre? La maggior parte delle madri? L'hanno ammesso anche qui, nel mio blog, più di una volta, ma se poi fai notare che starebbero meglio a fare "solo" le donne si urla allo scandalo.
      Sono poco politically correct, Sono retrograda e antiquata, o forse ho il coraggio di dire una verità scomoda? NB Non è una domanda retorica, liberissima di darmi della retrograda ;)

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    2. No, non vengo dalla tua parte semplicemente perchè penso che dopo 8 mesi di convivneza H24 con i bambini è normale e umano pensare che solo tu possa sapere quello di cui hanno bisogno. Dunque non credo affatto sia un comportamento esclusivo delle donne :-/

      Ho letto il resto dei tuoi commenti e ho capito il senso ma il cambiamento sociale oramai è avvenuto, nel bene o nel male (secondo me nel bene!), quindi: di cosa stiamo parlando?
      Il problema non è lavorare o non lavorare il problema è poter scegliere e oggi questo si può fare. Bisogna ripensare, probabilmente, al modo di fare la mamma, io non mi sento "meno mamma" perché non preparo le torte o non li vado a prendere all'asilo. Come è stato detto anche in altri post si può sbagliare e aggiustare il tiro. Nessuno di noi è infallibile. Se poi c'è chi si sente + sereno a fare la mamma full time credo che debba valutarlo prima di mettere su famiglia e farlo con chi le possa garantire questa opzione. E.

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  6. Completamente d'accordo con te, solaccursio!!!!
    Ma scherziamo o cosa??? Leggendo questo post sembra che donna = casalinga perché è quello che le riesce meglio!!!! Una donna quindi non ha diritto di costruirsi una carriera??? Certoi, è ovvio che se ha figli deve ritagliarsi anche del tempo per loro ed è qui che, per l'appunto, entrano in gioco i papà. Chi l'ha detto che non sappiano fare le "nostre cose" (che poi cosa vuole dire che pulire una casa sia roba da donne, bàh!) meglio di noi??? Ad esempio, io non so assolutamente cucinare, è una cosa che mi fa schifo ed evito volentieri di fare, mentre il mio ragazzo non solo lo fa benissimo, ma pure con passione! Quindi io non sono una vera donna e lui non è un vero uomo??? Quanto poi al fatto che un uomo svolga le mansioni casalinghe malvolentieri, francamente non lo vedo come un problema: l'importante è che dia una mano, se poi lo fa con voglia o con non voglia, chissenefrega!!! La casa è cmq pulita, no?? Finora i tuoi post mi erano quasi tutti piaciuti: su alcuni potevo anche non essere del tutto d'accordo, ma questo mi ha a dir poco turbata!!!

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    1. Sottoscrivo ogni parola, Adrenalina!

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  7. Ciao Lena,
    i tuoi post sono sempre fonte di riflessione e spesso anche di risate!
    Io la vedo come te su molte questioni, sulle madri poi, non ne parliamo, potrei sottoscrivere ogni singola riga che scrivi.
    Io sono sempre stata la classica donna che considera l'indipendenza come fondamentale, e la necessità di emancipazione dai classici ruoli maschio-femmina come qualcosa di addirittura scontato.
    Ho sempre detto che mai lascerei il lavoro per un figlio, che mai vorrei essere una madre che sta a casa, eccetera eccetera.
    La verità è che dopo aver osservato amiche e colleghe alle prese con la prima o seconda maternità sono giunta alla seguente conclusione:
    non tutte le madri sono in grado di sostenere il modello donna in carriera che si divide tra famiglia e lavoro.
    Questo modello richiede enormi sacrifici e compromessi, uno su tutti è quello di fare crescere i propri figli da qualcun altro (nonni, maestre, babysitter).
    Non tutte le madri sono disposte a questo compromesso, ad esempio, io non lo sarei.
    E' qui che subentrano i sensi di colpa. Hai descritto benissimo il meccanismo devastante: mi sento in colpa quindi cerco di tamponare le mie "mancanze" con regali, dando tutta l'attenzione a mio figlio, organizzando il mio tempo libero in sua funzione, costringendo tutti quelli che vogliono passare del tempo con me a fare quello che vuole mio figlio dueenne, lo tengo a dormire con me perchè ci passo così poco tempo insieme che quando piange di notte non ce la faccio a lasciarlo nel suo lettino, e così via. In tutto questo naturalmente il padre è come se non esistesse, è un'altra vittima dei disperati tentativi della madre di vivere due vite contemporaneamente.
    Ho notato comunque che questo tipo di comportamento è particolarmente accentuato nelle donne che hanno un carattere particolarmente forte e indipendente, perchè fanno molta più fatica a delegare parte del loro lavoro di madre al padre, perchè sono abituate a fare loro tutto quanto senza che nessuno metta il becco nelle loro scelte.
    Detto questo, se mai dovessi avere figli io vorrei stare a casa con loro e farli crescere educandoli di persona. Ma siccome non riesco per nessun motivo a rinunciare alla parte di me che non accetterebbe mai di farsi mantenere dal compagno, la scelta è obbligata: niente figli.
    In fin dei conti non è mica obbligatorio!
    E.

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    1. Ciao E. sono E. :-)
      la maggior parte delle donne, e presumo quelle a cui si riferiva Lena nel post, non sono assolutamente donne in carriera, sono persone che lavorano banalmente per arrivare a fine mese e per esprimere una parte della loro personalità ma che non possono "scegliere" di fare diversamente.
      Inoltre credo che una persona forte e indipendente abbia meno problemi a "delegare" anzi, io credo il contrario, le ansie derivano da una mancanza di fiducia in se stessi.. o no?
      E.

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    2. Grazie E. per la tua testimonianza, per essere stata la prima a non scandalizzarsi per questo post dai toni un po' antiquati e maschilisti...
      Hai fatto un'analisi lucidissima di quello che ho cercato di spiegare, spero che anche gli altri leggano questo tuo commento.

      Grazie anche alla seconda E., hai capito perfettamente: mi riferisco alle madri normali, con lavori normali.

      Per quanto riguarda il delegare credo sia difficile per chi ha molta autostima (nessuno può farlo bene come me), poca fiducia nel prossimo (nessuno può farlo bene come me) e un po' di narcisismo (nessuno deve pensare che non riesco a farlo).

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  8. Oddio, Lena, meno male che si tratta solo di un'ipotesi Io sono single, lo sono anche per la mia scelta di non volere figli che mi ha fatto troncare due relazioni davvvero importanti, uomini che ho amato con tutta me stessa ma che volevano la fattrice a tutti i costi e questo non è proprio il mio ruolo.
    La sola idea di ritrovarmi a casa a fare la casalinga e la madre a tempo pieno mi fa subito sognare qualla clinica tra le montagne svizzare... Mi pare che si chiami Dignitas ed è possibile richiedere il suicidio assistito anche senza essere affetto da patologie in fase terminale.

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  9. Lena, onestamente stavolta sono davvero stupita del tuo post.

    Oltre a crederti ora una lavoratrice controvoglia che preferirebbe stare a casa a fare la pasta, esattamente il contrario di come hai accuratamente fatto credere fin'ora, il tuo scritto lo trovo scialbo e saturo di luoghi comuni.

    Con tutta evidenza hai a che fare con uomini dediti al calcio ed al fai-da-te, e non posso che dispiacermene. Ma là fuori esistono esseri maschili molto più bravi di noi a cucinare (non ricordo famose chef donne), pulire, educare i bambini... come il mio compagno ad esempio, seppur ancora senza figli, sono certa sarà molto più bravo di me. Come espiare la mia colpa? Dovrei cominciare a giocare a tennis e fare gli straordinari nottetempo, esattamente come auguri di fare a tutti i padri italiani.

    Davvero un autogol, onestamente... trovo questo post avvilente e sessista verso le donne di oggi.

    PS. Ah, inutile precisare che al pensiero di stare a casa a far crescere le piante e rammendare calzini, mi fa venire i BRIVIDI.

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    1. Mi dispiace, non possiamo sempre pensarla alla stessa maniera.
      Una cosa, però, mi fa sorridere: quando parlo delle madri azzecco in pieno sempre, quando parlo di tutte le donne e tutti gli uomini uso solo luoghi comuni? Come sempre parlavo in media e, come dico sempre alle mamme, se pensi di essere l'eccezione ben venga. Chiedi però a cento donne se preferiscono fare la cassiera all'Auchan o occuparsi della casa (nel senso buono del termine: come arredarla, decorarla, renderla più calda e accogliente) e vediamo cosa ti rispondono...

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    2. Ottimo, basta specificare che si parli di media!

      Per rispondere alla tua domanda, semplice: ciò che tu descrivi normalmente rappresenta il 99& delle mamme di mia conoscenza, perciò ogni tua parola per me è una ola. Questo post invece narra di una percentuale di donne di cui non riesco a trovare una percentuale dal momento che ne conoscerò forse una... delle mia generazione, intendo.

      Beh, sicuramente sulle commesse dell'Auchan hai ragione, ma io ritengo che non tutte le donne svolgano lavori di "ripiego" per contribuire all'economia familiare. Molto donne, grazie al Cielo, svolgono mansioni che hanno scelto per cui hanno studiato e faticato. E non parlo necessariamente della direttrice di Vogue America ma di infermiere, poliziotte, giornaliste, commercianti, parrucchiere... Loro cosa ti risponderebbero?

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    3. Probabilmente quello che mi state rispondendo voi: che non è vero.
      Ma io non ci credo, mi dispiace.
      Il problema è che ci siamo emancipati così tanto che dire "io mi occupo della casa e della famiglia" è riduttivo, un comportamento da scimmia antropomorfa, un'aberrazione. Ci siamo emancipate così tanto che il lavoro per noi donne è passato da un diritto ad un dovere morale verso se stesse, perchè senza lavoro cosa sarei? La stessa cosa vale per gli uomini, ci mancherebbe. Hai notato che una delle prime cose che si chiede ad una persona quando la si conosce è "tu cosa fai nella vita"? Come se cosa fai nella vita ti dicesse chi sei. Hai letto l'eleganza del riccio? Quello che fa la protagonista non ha niente a che vedere con quello che è.
      Posto che lavorare è necessario, ben venga trovare un lavoro che ci piace. Ma se...ma se...ma se bastasse un solo stipendio in famiglia credo che dovrebbero stare a casa le donne, che potrebbero comunque svolgere la loro missione di infermiere (con i genitori anziani o i figli piccoli), poliziotte (controllando se ci sono persone 'sconosciute' in giro per il quartiere), giornaliste (intervistando la gente che vive vicino a loro, facendo conoscenza con queste persone che invece noi dimentichiamo e ignoriamo), commercianti (scambiandosi ricette, barattoli di marmellata, maglioni fatti a mano), parrucchiere (pettinando le amiche).
      Se bastasse un solo stipendio sarebbe più logico che a rimanere a casa fosse la donna primo perchè ci è più portata per sua natura (e non è un insulto razzista, ma un dato di fatto), secondo perchè -e questo è il punto saliente del post che nessuno ha considerato. le donne sono convinte di avere la verità in tasca e se le incombenze domestiche o l'educazione dei figli la lasciano al marito non sono tranquille. La prova? In un anno di blog contro le madri non ce n'è stata nemmeno una che mi abbia detto che me la devo prendere anche con i padri. Nemmeno una donna (madre o meno) che mi abbia detto che questo blog è maschilista perchè do sempre e solo la colpa alle madri. Avete tutti accettato tranquillamente che le madri siano le vere educatrici, che i padri vengano totalmente ignorati e poi se io metto nero su bianco e vi dico ad alta voce che le donne farebbero meglio ad occuparsi solo dei figli e della casa mi dite che sono maschilista e retrograda?
      ,,,
      ,,,
      Pensaci. Perchè non avete mai nominato i padri?

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    4. Forse, scusami Lena, perchè molte persone, semplicemente, non leggono quello che scrivi, perché non ne hanno l'occasione - o non la cercano, essendo interessate ad altro. Il problema, con i blog, è un po' questo. E anche nella vita, a ben vedere. Detto questo, dato che ho cominciato a scrivere, non sono d'accordo con nulla di quello che hai scritto, e sono anche un po' dispiaciuta che tanti anni di lotte delle donne, che hanno dato anche a te l'opportunità di scegliere la vita che ti piace fare, siano ridotti a nulla.

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    5. A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino. Pablo Picasso.

      Tutte quelle lotte non sono ridotte a nulla. Loro ci hanno insegnato a dipingere come Rafafello, adesso impariamo a dipingere come un bambino.
      Non ho mai detto che vorrei tornare indietro nel tempo a quando le donne non contavano nulla, venivano prese in sposa per la dote, vinivani picchiate, umiliate, stuprate, ripudiate...Non ho mai detto che le donne dovrebbero fare le schiave dei loro mariti, obbedire ad ogni loro ordine, accondiscendere ad ogni loro desiderio senza proferire verbo. ASSOLUTAMENTE NO!
      Ho detto che, se in famiglia bastasse un solo stipendio, le donne dovrebbero smettere di lavorare per prendersi cura della casa e dei figli e sai perchè? perchè le donne sono delle grandissime spaccamarrrroni e hanno sempre da criticare su cosa, come e quando il marito fa la sua parte in casa. Se potessero fare tutto loro, a modo loro, nel tempo libero potrebbero godersi un rapporto di coppia di qualità senza squuallide incombenze domestiche che, lavorando entrambi, devono per forza svolgere, entrambi, di sabato e domenica...

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    6. Parto dalla tua domanda conclusiva: lo stesso motivo per cui, in un blog in cui si parla di persone bionde con gli occhi azzurri, a nessuno verrebbe in mente di intervenire dicendo "hey! esistono anche i mori con gli occhi verdi!"

      Questo blog è scritto sulle mamme, è riportato OVUNQUE, non si parla di padri probabilmente perché non sono loro il tema?

      Se invece la domanda era fondata sul fatto che i padri intervengono poco, probabilmente la causa è da imputare al fatto che raramente provano interesse per argomenti simili... o almeno è così per quelli che conosco io.

      Poi, non so cosa tu possa intendere con "le donne sono portate a stare a casa, è un dato di fatto". Sarà forse teoricamente così, ma cucinare è un lavoro, stirare un lavoro, pulire un lavoro, ma non sarebbe portata a fare la segreteria, un lavoro ma fuori casa? Basi la tua tesi con una spiegazione morale, personale, o guardando alle tradizioni?

      Poi, lavorare è un dovere morale a seconda della persona. Ovviamente non per tutti è così, e meno male che ognuno è libero, quindi, di agire come meglio crede. Quanto alla domanda "cosa fai nella vita?" mi sembra una cosa scontatissima! Quindi se un 50enne rispondesse "nulla, faccio il parassita a casa di mammà vivendo con la sua pensione", o chiunque altro ti dicesse "sono appena uscito dal carcere dopo una pena per pedifilia", "sto partendo per fare volontariato in Ghana", "studio economia e commercio" non avrebbe nessuna valenza...? Sarebbe tutto uguale? Non capisco se sposi la tesi sulla credenza che ogni persona sia così sciocca da subire il proprio destino anziché sceglierlo in base a ciò che desidera fare, o che ha fatto.

      Quindi tu non rappresenti minamente il lavoro/studio che svolgi quotidianamente? Lo fai quindi controvoglia? Perché costretta? Da chi o cosa? E non ti crea turbamento essere coinvolta in qualcosa in cui ti riconosci? Sei serena ugualmente?

      Riguardo la verità in tasca è vero, moltissime donne sono estremamente irritanti perché si comportano esattamente come dici tu, e le incarcererei in un'isola deserta. Ma esattamente come in altri esempi al maschile descritti, ritengo che quasi tutti sapessero bene a cosa andassero incontro... Non credo che una mamma che riprende il marito in ogni cosa, da fidanzata lasciasse delegare tutto. Certo, ci sono... ma non la maggior parte.
      No, non ho mai letto quel libro, ma mi hai incuriosita.

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  10. Copio anche qui il commento che ho lasciato su Facebook:
    Sapevo che con questo mio ultimo post avrei avuto solo (o soprattutto) commenti negativi. Sapevo di toccare un tasto dolente, di andare un po' fuori tema rispetto ai soliti post che danno contro alle follie delle madri invasate che spesso fanno sorridere, anche se di un riso amaro. Sapevo che questa volta non l'avreste accettato, ma ho voluto rischiare....
    E’ ovvio che oggi non sia pensabile rintanarsi in casa e passare la vita a fare solo la casalinga, sarebbe alienante per chiunque. Questo perché oggi viviamo nella società del fare, del comunicare, del realizzarsi, del viaggiare, del far carriera… La mia voleva essere una provocazione: non si starebbe meglio se ognuno seguisse quella che è la propria indole? Mediamente per le donne questo significa occuparsi del nido, del partner, del marito, dei genitori, dei figli, degli altri. Mediamente per gli uomini questo significa lavorare, fare carriera, esplorare, costruire cose, aggiustare cose, competere. E’ la nostra natura e, anche se il progresso ci ha allontanato anni luce dalla nostra natura ancestrale, non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia dei politically correct e dell’emancipazione.
    Mi state veramente dicendo che tutte voi siete più felici durante le otto ore di lavoro che non quando cenate insieme a vostro marito o quando vi leggete un bel libro sulla poltrona che avete scelto con amore, con i cuscini tanto comodi che avete cercato a lungo, sorseggiando quella tisana naturale che vi fa tanto bene al corpo e al cuore? Mi state veramente dicendo che non vi sentite minimamente in colpa a non vedere i vostri figli tutto il giorno? Che preferite essere al lavoro piuttosto che a casa con loro? Parlo di commesse, parrucchiere, cassiere al supermercato, estetiste, impiegate, segretarie…mestieri normali, insomma!
    Ancora una volta, comunque, i commenti sono stati a senso unico: donne e lavoro. Il punto centrale del mio post, invece, erano i mariti, i padri dei vostri figli. Avete detto che vi aiutano, che sanno cucinare, che fanno le pulizie…certo, benissimo, anche il mio grazie al cielo e stira molto meglio di me! Resta il fatto che, mediamente, alle donne pesi meno occuparsi della casa (anche se non piace a nessuno), mentre agli uomini pesa meno tornare dal lavoro alle nove di sera tutte le sere.
    Siate sincere –con voi stesse, non con me, non qui su un social network- : mi volete veramente dire che quando vostro marito fa le pulizie voi poi non pensate che l’avreste fatto diversamente (leggi meglio). Dite davvero che quando vostro marito va a fare la spesa vi fidate ciecamente e non gli preparate mai una lista a prova di scemo con marche, prezzi, ubicazione del prodotto all’interno del supermercato e quant’altro? Mi volete veramente dire che quando vostro marito è a casa da solo con i bambini voi non vi fate nessuna paranoia tipo lo coprirà abbastanza, si accorgerà che c’è la mela grattugiata pronta? Si ricorderà di dargli l’antibiotico alle cinque precise? Siate sincere: mi dite davvero che l’ultima parola in fatto di arredamento, disposizione dei mobili, colori delle pareti, fantasia del copriletto, fiori sul davanzale non l’avete avuta voi? Mi dite davvero che da quando siete sposate non avete eliminato vecchie magliette di vostro marito o che non gli avete mai comprato qualcosa che non fosse del suo stile, solo perché piaceva a voi?
    Io sono una donna e so che le donne, quando ci si mettono, sanno veramente rompere le scatole e ottenere ciò che vogliono, so che le donne sono convinte (a torto o a ragione) di avere la verità in tasca riguardo certi argomenti che, secondo loro, gli uomini non possono capire e che la maternità e l’educazione dei figli è uno di questi argomenti. Benissimo, allora non obbligate gli uomini a seguirvi passo passo e fare quello che volete voi, come volete voi.
    Gli uomini sono capacissimi di fare i padri, non sono capaci di fare le madri…

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    1. buttargli le magliette? ma dico scherziamo? Se qualcuno buttasse una MIA vecchia maglietta, magari lisa e stinta, ma cui sono affezionata, lo strozzerei, quindi non mi permetterei mai di fare altrettanto. Comprargli una cosa non nel suo stile perché piace a me? Una o due volte, poi ho capito che tanto non le usa quelle cose, quindi, soldi buttati. Fatto venticinque anni fa e poi mai più. I colori, l'arredamento e il resto, no, non voglio l'ultima parola. Abbiamo ristrutturato casa di brutto (non hai idea.... 14 mesi d'inferno) e abbiamo scelto insieme persino il colore dello stucco da mettere tra le piastrelle del bagno. Faccio quello che mi pare sui fiori del davanzale e sulle tende, questo è vero. Ma una santa volta che mi ha detto che una certa tenda gli faceva schifo, è finita dritta nel sacco della roba da far fuori. Fino a prova contraria è anche casa sua, no? (anzi, se guardiamo alla proprietà legale, E' casa sua!) Si vede che sarò probabilmente una grandissima rompicoconi su altre cose, eh, mica dico di no! :D

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  11. Allora, premesso che io e il mio ragazzo stiamo insieme ma non siamo sposati (né lo faremo perchè entrambi contrari al matrimonio), e non abbiamo figli (né li avremo perché entrambi childfree) rispondo ad alcune delle cose che hai scritto: tu hai detto di chiedere a una donna se preferirebbe stare a casa a occuparsi della casa o fare la cassiera. E se invece la domanda fosse se preferirebbe stare a casa a occuparsi della casa o fare, che so, il critico cinematografico?????? (Guarda caso, la professione per cui ho studiato). Non credi che potrebbe preferire andare al cinema gratis e intervistare begli attori e importanti registi, piuttosto che stare a casa a fare la casalinga??? Non credi che lo troverebbe più APPAGANTE???? E se ti dicessi che quando il mio ragazzo va a fare la spesa per la mia casa (vivo da sola in settimana e con lui nei week-end) non gli dico mai né marche, né roba del genere ma, al massimo, giusto quello che mi manca?? E se ti dicessi che, dopo otto ore di lavoro, sarei bene felice di tornare a casa e trovare la cena già pronta e magari qualcuno che mi lavi i piatti, come ad es il mio ragazzo che, oltre a cucinare molto bene, dice che lavare i piatti lo rilassa?? Scusa, ma qui non si tratta di non pensarla alla stesso modo, ma di aver scritto un post a mio parere estremamente maschilista!!! Quindi, per essere coerenti con ciò che scrivi, a questo punto una donna non avrebbe nemmeno bisogno di studiare oltre le medie: a che gli servirebbe infatti, un'istruzione superiore se tanto poi il suo destino è solo quello di essere moglie e madre, visto che quella, secondo te, è la nostra natura???? Per non parlare poi di quella universitaria!!!!No, scusa, ma davvero mi piacerebbe scoprire che questo post l'hai scritto sotto l'effetto di droghe!!!!!

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    1. La donna media, purtroppo, non fa la critica cinematografica, non va al cinema gratis per lavoro e non intervista attori famosi. La donna media fa la cassiera, l'impiegata, l'infermiera... Mio marito, come ho già detto, stira molto meglio di me, si occupa sempre del bucato e fa il letto tutti i giorni, ma non è la media.
      Stare a casa come intendo io non è riduttivo e non significa essere delle capre ignoranti, tutt'altro, avresti anche più tempo da dedicare alla lettura.
      Non ho detto che vorrei tornare nel medioevo, sono solo convinta che se lavorare fosse solo un diritto e non un dovere (economico, oggi una famiglia media non può più permettersi di vivere con un solo stipendio)moltissime donne deciderebbero di stare a casa e sarebbero molto più felici. Più felici loro significa più felicità e serenità anche in famiglia e nella coppia.
      Detto questo, cara la mia Adrenalina, se uno non la pensa come te speri che sia addirittura sotto l'effetto di droghe...che esagerazione!

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  12. Beh, conosco diverse colleghe che preferirebbero avere la disponibilità economica per occuparsi di figli e famiglia con calma e avere anche un po di tempo per loro. Le incombenze domestiche pesano per la maggior parte su di loro, siamo tutte sui 40/50, magari gli uomini più giovani sono più collaborativi.
    Ne conosco altre che preferirebbero un part-time, perchè tutto il giorno solo come casalinghe le manderebbe fuori di testa, ma un tempo pieno è davvero pesante, specialmente per chi ha due figli piccoli.

    Pero per me, single, senza figli per scelta... Ribadisco: meglio la morte.
    Quindi posso asserire con certezza che no, per me lavorare ed essere indipendente economicamente, avere la mia casa, potermi regalare qualche viaggio... Si, la mia vita mi piace così. E cucino solo se ne ho l'ispirazione :D

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  13. Lena hai fatto centro. Sono mamma e moglie a tempo pieno e ne sono felice. La mattina quando vedo mio marito che si alza presto per andare al lavoro mi chiedo se avessi lavorato anch'io come avrei fatto ad alzarmi tutti i giorni per andare al lavoro, sono sicura che molte non potrebbero vivere senza il loro lavoro...io non potrei vivere senza fare la mamma e la moglie, e non per questo mi sento una parassita, sto dedicando la mia vita alla famiglia perchè non dovrei godere dello stipendio di mio marito? Se sei obbligata a stare a casa non lo fai volentieri così come se sei obbligata a lavorare, io nel mio ruolo di donna moglie e madre mi ci trovo bene e credo che molte donne se ricevessero uno stipendio come casalinghe ci penserebbero due volte ad andare a lavorare...riesco ad occuparmi della casa e dei figli, mi dedico ai miei hobby e sono serena...perchè poi non dovrei aver studiato? Mi relaziono continuamente con il mondo esterno e credo che la cultura personale sia indispensabile. E' molto riduttivo credere che chi lavora è più appagato di chi sta a casa.....sei appagato se fai ciò che ti piace fare...lavoravo come promoter e dopo la nascita della terzogenita mentre aspettavo la lettera di presentazione alla reception mi chiedevo chi stesse guardando il sorriso di mia figlia e chi le stesse dando la manina in quel momento....lì ho capito che dovevo mollare e così ho fatto....non me ne sono pentita e...ho avuto altri tre figli. Sto bene così, non meravigliatevi se mi trovo bene nel mio ruolo di moglie e madre....che per me non è affatto riduttivo....anzi bisogna avere ottime doti organizzative per far quadrare il bilancio familiare e i vari appuntamenti ed impegni tra figli...mi sento una piccola manager. Certo non siamo tutti uguali c'è chi non può vivere senza lavoro e chi non può fare a meno della famiglia....io non so come certe donne possano alzarsi presto fare le faccende portare i figli a scuola o al nido o dai nonni fare otto ore di lavoro fare la spesa riprendere i figli portarli a fare sport farli studiare cenare lavare terminare le faccende e sprofondare nel letto. Non è vita questa per me, e il tempo per te stessa quando lo trovi? e per il tuo rapporto di coppia? Ed il tempo per ascoltare i tuoi figli? Anche con un marito collaborativo non ce la farei a perdermi i loro momenti...forse quando saranno tutti andati via avrò bisogno di un lavoro ma ora no...voglio godermi la mia famiglia!

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    1. GRAZIE! Era proprio questo il messaggio che volevo far passare : una donna che non lavora può dedicare più tempo a se stessa e ai suoi cari(con o senza figli in casa) è più serena e, quindi, il tempo che passa con i suoi cari è tempo di qualità. Stare a casa non significa solo pulire il water o stirare, significa rendere una casa vissuta e non un dormitorio, significa dedicare tempo agli altri, vivere nella comunità, nella rete sociale del paese e fare quello che molte di queste donne che si sentono offese dal mio post definiscono un lavoro: aprire una sartoria, un centro di manicure (quanto sarebbe più bello farlo gratis con e per le amiche?), fare l'infermiera, la maestra, la postina....

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  14. Mi spiace, Lena, ma il discorso non cambia: non ti piace l'es del critico cinematografico? Prendiamo l'infermiera allora, che hai citato tu. Ho una cara amica che la fa per professione e ADORA il suo lavoro: per cui lei prende uno stipendio facendo una cosa che ama e non smetterebbe MAI di farlo, di certo non per stare a casa ad occuparsi dei figli.
    Inoltre, come hai giustamente fatto notare, al giorno d'oggi uno stipendio non basta più, per cui anche pensare di potersene stare a casa a fare le casalinghe mentre il marito\compagno sgobba per due mi sembra un tantinello egoista, tanto più che non solo il suo stipendio potrebbe cmq non bastare, ma magari anche lui preferirebbe non lavorare, non credi?? Magari anche lui preferirebbe starsene a casa piuttosto che andare in un posto che magari odia e che frequenta solo perchè altrimenti non avrebbe di che vivere.
    Magari se lavorare fosse solo un diritto e non un dovere, forse anche gli uomini sceglierebbero di restare a casa perché così sarebbero più felici. Oppure sarebbe un privilegio riservato solo alle donne perchè "è la loro natura"??? Ti assicuro che io conosco un sacco di uomini che se potessero smetterebbero di lavorare e ne conosco alcuni che appena ne hanno avuto la possibilità, l'hanno effettivamente fatto.
    Forse la mia frase conclusiva ti sarà sembrata un'esagerazione, ma per me esagerato è questo post: una generalizzazione stereotipata di uomini e donne e nient'altro.
    Ah, e per la cronaca: io conosco effettivamente donne che hanno scelto di farsi mantenere dai mariti e badare ai figli e ti posso assicurare che il loro livello d'istruzione generale è molto basso e di queste solo UNA sa cosa voglia dire leggere un libro.
    Sto generalizzando? Può darsi, ma non sono l'unica.

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  15. Ci tengo comunque a precisare che con questi commenti non voglio offendere le donne che hanno scelto di essere solo mogli e madri, rinunciando a lavorare e facendosi mantenere dal marito: non le approvo particolarmente, certo, ma non ce l'ho con loro.
    A farmi imbestialire è il discorso secondo cui, se potessero, TUTTE sceglierebbero questa vita, perché è la natura della donna.
    A questo punto non sei meglio di chi dice che la donna è nata per essere madre, perché figliare e nella sua natura di femmina.
    Concordo dunque su chi dice che questo post rappresenti un autogol o, per meglio dire, una pesante contraddizione con quanto detto finora in questo blog.

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    1. Io non ho mai scritto che oggi tutte le donne dovrebbero smettere di lavorare per essere felici. Ho detto che se non avessimo mai iniziato a lavorare basterebbe ancora un solo stipendio per vivere più che dignitosamente in famiglia e noi donne potremmo dedicarci ai nostri cari, ai nostri affetti. L'infermiera non si farebbe pagare nè chiamare infermiera, ma andrebbe a fare le iniezioni ai vicini, ai genitori anziani, al bambino dell'amica che deve prendere l'antibiotico. Lo farebbe per generosità, senso della comunità. Oggi è anacronistico, è ovvio, impensabile... ma che rivoluzione in soli trent'anni. Se per te stare a casa dal lavoro significa solo rammendar calzini mi dispiace per te. Se nessuna donna lavorasse si creerebbe nuovamente quella comunità che ormai non c'è più, quei legami con chi ci abita vicino, con chi vediamo tutti i giorni senza scambiarci una parola. Non essere dipendenti, non percepire uno stipendio o non rilasciar fattura non significa non fare niente, ma farlo in maniera più umana.

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    2. Mah, Lena... non sono mica d'accordo. Io ho la necessità assoluta di avere il MIO stipendio, senza chiedere nulla a nessuno. Faccio le capriole per farlo bastare, devo sempre scegliere perchè una postina non ha chissà quale stipendio, ma va bene così: quello che posso permettermi acquista un valore aggiunto, perchè è frutto di sacrifici che IO ho fatto per ME.
      Sarebbe la stessa cosa se mi mantenesse un uomo? Al quale dovrei poi stare legata anche se la relazione non funziona più? No, non credo.
      L'indipendenza economica mi ha permesso di mandare al diavolo chi mi voleva casalinga e madre. L'idea delle donne che si curano della comunità senza compenso a me da i brividi: io voglio scegliere come occupare il mio tempo libero, se dedicarne al volontariato (e l'ho fatto) oppure pigliare un volo e andare in ferie. Per me il lavoro è la libertà di non dipendere, così come lo è stato per mia madre, una pioniera del divorzio.
      La società che tu descrivi è sicuramente più "calda" dal punto di vista umano, ma io come individuo un tantino fuori dal gregge credo che impazzirei.

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    3. mmmm.. interessante. E non sei forse dipendente dal tuo lavoro, per il quale devi fare i salti mortali? Quel lavoro di cui spesso ti lamenti (quando le mamme ti fanno salire fino al quinto piano perchè il pargolo dorme)? E' vero, è tuo, ma non puoi farne a meno, non puoi decidere di rimanertene a letto domani mattina.
      Dipendere da un uomo...detta così hai ragione, suona proprio male, ma se la vivessi come un rapporto di aiuto reciproco. Se il tuo compagno pensasse a guadagnare i soldi che vi servono e tu pensassi a tutto il resto, senza dargli altre preoccupazioni? Cucinare, pagare le bollette, chiamare il caldaista per il controllo annuale, stirare, andare dal commericalista, portare il computer all'assistenza...lui 'dipenderebbe' da te per le cose pratiche, tu da lui per quelle economiche, ma sarebbe un rapporto alla pari, dove ognuno mette quello che ha e quello che può. Così facendo il tempo libero non dovreste passarlo all'Ikea (per l'uomo medio equivale all'inferno) al sabato pomeriggio perchè è l'unico momento in cui siete entrambi liberi (ma sono liberi anche gli altri trecentomilamilioni di avventori che trovate già ad intasare l'ingresso)...
      Il rapporto di coppia ci guadagnerebbe sicuramente.
      PS: io la comunità la aborro, non ho lo spirito da crocerossina e mi piace vivere ai margini, ma è bello che una comunità ci sia, altrimenti io sto al margine di che?

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    4. Domanda, hai letto quella teoria secondo cui la donna lavoratrice sarebbe una creazione della massoneria? E prima che tu scoppi a ridere, è una domanda seria.

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  16. io non so cosa sia stato detto finora perche ci sono capitata oggi per caso su questo blog ma ti garantisco che ho letto più di UN libro, sono diplomata e si, sei offensiva quando pensi che chi sta a casa è un parassita...e si i figli si fanno e si crescono personalmente,parere personale, e si condivido che molti uomini starebbero a casa perchè non è affatto riduttivo, ed è inutile rigirare intorno alla ciambella se fossimo uguali la natura ci avrebbe fatto uguali, siamo diversi sia nel fisico che nell'indole, ciò non significa che i maschietti siano esonerati dalla collaborazione con le femminucce ma abbiamo cose diverse da dare ai nostri figli e avere ruoli diversi non vuol dire che l'uno è superiore all'altro ma siamo entrambi indispensabili. No non tutte scelgono questa vita...ma perchè non riconoscere che molte lo farebbero se non fosse per un problema economico?

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    1. Ma infatti Adrelina non ha dato della parassita a chi sta a casa... e non credo tu possa sapere cosa eventualmente lei pensi.

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    2. Grazie, Sara! :-)

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  17. Tiziana, proprio perchè non sai cosa sia stato detto finora, forse dovresti leggerti tutto bene prima di commentare, non credi??
    Comunque, Lena, alla fine penso che sia inutile continuare a commentare questo post: continui a sostenere la tua tesi senza però rispondere a molte delle obiezini che ho sollevato, continui a concentrarti sulla "natura" delle donne (che brutta espressione!) ignorando il fatto che il lavoro può pesare a TUTTI, indipendentemente se si è maschi o femmine.
    Io sono cresciuta in una famiglia con questa mentalià, secondo la quale è giusto e normale che una donna, se ha figli, stia a casa a fare la casalinga e si faccia mantenere dal marito ed è una mentalità che mi ha sempre disgustata. Tu stessa hai parlato di "rivoluzione", di tempi che sono cambiati, e sono cambiamenti avvenuti grazie ad anni di sacrifici e lotte delle donne, che evidentemente qui non vengono minimamente apprezzati: noi donne tutt'oggi siamo vittime di maschilismo e subiamo trattamenti sessisti sul lavoro. Bè, la cosa non sorpende visto le idee che hai espresso, nonostante tu sia donna. Sul fatto poi che tu dici che stare a casa non voglia dire solo fare i calzini, ma dedicarsi ai propri cari, questo cosa vorrebbe dire? Che la donna dev'essere solo l'angelo del focolare e non avere hobbies e passioni sue?? Certo che no! Sono certa che tu stessa concepisci che una casalinga possa uscire ogni tanto per andare al cinema, bersi un cappuccino con le amiche o fare palestra....coi soldi del marito, però!!!! Che tristezza. E che delusione.

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  18. ciao Lena, non sono molto d'accordo sul fatto che se le donne tornassero al loro ruolo di "solo-casalinga" e gli uomini che portano i soldi a casa sarebbero più in armonia con sè stessi e con i figli, dico questo perchè i miei genitori essendo anziani hanno impostato il loro menage familiare in questo modo, ciononostante il loro rapporto e quello con noi figli non è stato idilliaco, le tensioni in casa c'erano e per quanto mia madre dica che la maternità era per lei più importante di qualunque altra cosa e che non sopportava di lasciare, me, o i miei fratelli o mia sorella in mano al nido per dedicarsi al lavoro, io non riesco a credere che non si sia mai pentita di tenere il diploma chiuso nel cassetto e non avere la sua indipendenza. Mi ha semrpe detto che non voleva far soffrire ai figli quello che ha sofferto lei da piccola, perchè ha dovuto vivere lontana dai genitori, in collegio e quindi comprendo il suo attaccamento alla famiglia, se guardo il lato psicologico..però mi sarebbe piaciuto vederla dedicarsi più a sè stessa,starmi meno addosso non trasferendomi le sue ansie che mia hanno resa insicura, mio padre essere meno maschilista (anche lui lo giustifico comunque perchè avrebbe 73 anni oggi perciò la mentalità che gli è stata inculcata è quella che è) insomma, non è detto che mantenersi fedeli a questi ruoli "all'antica" sia garanzia di armonia familiare e serenità, anzi.. Sono invece d'accordo sul fatto di non viziare i figli per compensare il poco tempo passato insieme,tanto (secondo me) conta più la qualità del tempo passato coi figli, che alla quantità e sono convinta che una madre indipendente possa essere un ottima madre senza per forza essere una chioccia, anzi, sono quelle che fanno diventare le figlie femmine delle perfette donnine di casa ma i figli maschi dei mammoni che non sanno cuocersi un uovo al tegamino :)

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  19. Prima parte della mia risposta
    Mia cara Lena, ora ti esprimo il mio pensiero, in parziale disaccordo col tuo. Dunque: io ho una casa da ristrutturare, ed essendo senza lavoro e non avendo soldi faccio tutto quello che posso, incluso i lavori da muratore, elettricista eccetera (cerco di pagare solo i materiali la manodopera la metto io, consapevole di quello a cui vado incontro!!!). L'altro giorno era la giornata del giardinaggio: con santa pazienza mi sono messa a strappare le erbacce dal giardino, e c'è voluta mezza giornata di lavoro per fare mezzo giardino che è ancora per metà invaso dalle erbacce. Quando ho finito il mio mezzo giardino mi sono sentita come ti sei sentita tu alla fine della tua giornata: il mio mal di schiena eterno era sparito con tutto quel chinarsi e sollevarsi, e provavo una sensazione bellissima, quella di un lavoro ben fatto. Quello che vorrei dirti è che questa sensazione ogni essere umano la prova occasionalmente: io l'ho provata quando ho finito gli esami, quando mi sono laureata, la provo davanti ad un quadro uscito bene, un lavoro ben fatto, la provo anche davanti ad una torta ben fatta. Ma credimi, se io strappassi tutti i santi giorni erbacce o facessi torte tutto il giorno, quella sensazione bellissima di un lavoro ben fatto che da tanta soddisfazione svanirebbe: è dell'essere umano dopo un pò stancarsi, ed entrare in una routine di noia. Fa parte dell'imperfezione dell'essere umano non potere gioire sempre e dovere trovare nuovi stimoli per trovare la gioia.
    Per quanto riguarda tutto quello che ho letto: io penso solo che sarebbe bello che le nostre scelte fossero sempre scelte consapevoli, mai imposte dal coniuge o dalla società. Se io decido di fare il muratore faccio il muratore, se io decido di fare la mamma perché adoro i bambini, ma li adoro davvero, faccio la mamma. Questo è per me il vero senso del femminismo.

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    1. Vero, la soddisfazione per aver sistemato il giardino è momentanea e sporadica. Vero, se lo facessi tutti i giorni non sarebbe più una soddisfazione, ma un peso.
      Però ti chiedo: con il lavoro è diverso? Non parlo solo di quei lavori oggettivamente alienanti (operaio in catena di motaggio o cassiera all'ipermercato per intenderci), ma anche di lavori belli e gratificanti. La routine uccide i sentimenti, è un dato di fatto.
      Se, come accadeva fino agli anni '80, con un solo stipendio ci si potesse permettere di vivere bene (perchè era così, proporzionato al tipo di lavoro,ma sempre e comunque dignitosamente), non sarebbe meglio che uno dei due partner (nel tuo caso il tuo compagno, nella maggioranza dei casi la donna) stesse a occuparsi della casa dal lunedì al venerdì (con soddisfazioni e rotture di scatole) e l'altro andasse a lavorare (con soddisfazioni e rotture di scatole) per poi passare del bel tempo di qualità insieme durante il fine settimana, senza dover puire/fare la spesa/dividersi i compiti?
      Secondo me sì, ma per farlo a cuor leggero dovrebbe essere innanzi tutto economicamente possibile e poi bisognerebbe viverla come una costante divisione dei compiti per aiutarsi a vicenda, non come un essere schiava/ostaggio del marito che porta a casa i soldi.

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  20. Seconda parte della mia risposta
    Poi volevo farti notare che le donne non sono tutte casalinghe per nascita: io mi sono sempre sentita molto diversa dalle altre donne sin da bambina, a parte il non volere figli, io non volevo neanche il matrimonio! e non lo voglio tuttora! e sono disordinata a livelli patologici, e sono anche un'accumulatrice compulsiva, nel senso che prima di buttare una cosa devo pensarci benissimo, non bene, e mi dispiace molto. Vivo nel disordine non mi vergogno e mi ci trovo bene. Il mio compagno, è una persona ordinatissima: l'altro giorno ha comprato un paio di pattine, ti dico solo questo. Lui la mattina come prima cosa si sveglia e fa colazione, poi si mette a pulire. Noi ci amiamo tanto, e abbiamo la stessa visione della vita e per ora viviamo separati per scelta. Riteniamo per ora primario il nostro bisogno di spazio e di solitudine. Ci adoriamo e ci rispettiamo, questo ci basta abbondantemente!.
    Quindi non direi che tutte le donne amano mangiare sempre sedute con la tovaglia abbinata al tovagliolo, io non mi siedo nemmeno se ho cose da fare. Per me preparare da mangiare se non desidero cucinare è una rottura di balle e basta. Al contrario il mio compagno adora quello che per lui è un rituale sacro, sedersi a tavola e consumare il pasto.

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  21. Infine la terza parte!!!!
    Poi io sono una child free convintissima, e mi sento spesso molto diversa e isolata, ma solidarizzo spesso con le madri vedendo come negli altri paesi funzionano le cose. Ma anche qui dividerei il problema in due portandoti 3 esempi. Prima coppia di amici: Simona e Luca. Luca si mette a spolverare e Simona gli dice "Lascia Luca, lo faccio io", quella è stata la frase che l'ha condannata: Luca ha appeso lo strofinaccio per spolverare al chiodo, e non l'ha più ripreso. Aspettava solo quello, per diventare il figlio viziato che è sempre stato! Quando la mia amica ha sentito il suo impulso biologico irrefrenabile che la spingeva a fare figli, le ho detto, "guarda che se lui quando litigate torna da mamma, e se ora fai tutto tu, non ti aspetterai che cambi solo perchè fate figli? lo sai Simo che dovrai sciroppartelo da sola il bimbo". E lei mi ha detto: "Lo so, lo so, ma io per la mio figlio farei tutto!" risultato: ora la bimba ha 6 mesi il carico di lavoro è gravoso e Simona si lamenta di Luca. Altra coppia, Chiara e Simone. Chiara è una maniaca della pulizia, ha vissuto sempre e solo con i suoi che erano peggio di lei. Simone sparecchia e piega la tovaglia ed ecco che scoppia il casino perchè non l'ha piegata secondo le pieghe della stiratura, come lei voleva!!!! Chiara apriva il frigo tenendo la manica del maglione sulla mano per non lasciare impronte! Quando andavo a casa sua avevo terrore di respirare! non l'ho mai fatta entrare a casa mia. Dopo un pò Chiara e Simone si sono lasciati. Lui non sopportava il perfezionismo di Chiara. Come dargli torto???? Infine ultima coppia: Rita e Valentino ad un matrimonio. Sono sposati da una vita e da sempre lei si lamenta di fargli da mamma. Il giorno del matrimonio, Rita mi dice: "Per piacere controlla che il bambino (il figlio che hanno) non si faccia male, Valentino non lo sa controllare" e io ho pensato, "Ma guarda questa stronza!" perchè l'aveva detto davanti a lui, come se fosse trasparente, il quale in quel momento stava giocando col bimbo! Rita si lamenta sempre che Valentino non la aiuta e la accusa di essere inetto, ma non gli ha mai neanche lasciato fare il bagno al bimbo. E' stato un donatore di sperma ed è un coinquilino, anzi un figlio in più, più che un partner, e lei si lamenta. Quindi come dividerei le donne in perfezioniste ultrapazze che meritano i mariti nel divano, e categoria donne normali che invece l'aiuto lo vorrebbero eccome, classificherei gli uomini nei Luca (viziatissimo, torna da mamma quando litiga con la moglie e non sa cosa è un ferro da stiro), e nei Simone e Valentino: vorrebbe fare, ma non sa fare come vuole lei quindi è un demente. Premettiamo che qui ci sarebbe da scrivere un trattato di sociologia per spiegare certi comportamenti...intanto tra il vedere e il non vedere io non voglio rischiare e continuo la mia scelta di childfree in condiviso e felice isolamento! ti abbraccio

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    1. Luca è vittima di sua madre, Simone e Valentino sono solo vittime delle mogli.
      Luca non sa fare, Simone e Valentino sanno fare in modo diverso dalle mogli (e diverso non significa sbagliato!). Valentino non sa controllare il bimbo significa probabilmente che lo lascia salire sullo scivolo da solo, senza tenerlo per mano...e allora a parer mio fa il genitore molto meglio di Rita. Ma noi donne dobbiamo rompere le scatole e far fare tuto a modo nostro o-nel migliore dei casi- lasciar fare a modo loro, ma preferiamo il nostro.
      Se le donne lasciassero veramente liberi i mariti di fare a modo loro non ci sarebbero più nè Valentini nè Simoni. Così, invece, stanno crescendo tanti Luca, troppi...

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    2. Io non li definirei proprio vittime: di certo anche prima del matrimonio le care mogli erano al corrente di come i fidanzati fossero e pensassero, perciò dovrebbero solo mettersi davanti allo specchio e dire "mal che si vuole non duole".
      Erano coscienti della bicicletta, lamentarsi di avere male alle gambe per il pedalare dovrebbero risparmiarselo. Come minimo!

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  22. io non so se smetterei di lavorare, però posso dirti che nella mia situazione attuale, in cui la sveglia non suona più alle 6.20 del mattino, posso gestirmi da sola i tempi del lavoro, beh, sono mooolto più rilassata e serena. ciò non significa che io sia diventata una perfetta casalinga, non lo sono mai stata e il Benza è mooolto più ordinato di me. però ho molto più tempo per leggere, scrivere, informarmi, vedere film. insomma, molto meglio.

    e comunque, una cosa che so per certo non farò mai è - se mai dovessi avere figli - far entrare mio marito in sala parto: in nessuna società agli uomini (che no nsiano medici o maghi-sciamani) è consentito assistere le partorienti, e credo che una ragione sensata ci sia: quale vita sessuale può avere una coppia dopo che lui ha visto la propria compagna tutta distrutta e sanguinolenta là sotto? brrr...

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    1. Io fonderei il partito contro la presenza dei mariti in sala parto!!!

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    2. ah, ovviamente, se mio marito avesse un lavoro per cui dovesse stare fuori casa 12ore al giorno, mi guarderei bene dal progettare un figlio insieme: ho più di una coppia di amici in situazioni simili e non mi piace per niente vedere come per tutta la settimana i bambini non vedano neppure il proprio padre che poi nel weekend è troppo distrutto per giocare con loro e vuole vedersi in pace la moto GP o andare a calcetto con gli amici. e magari la moglie lo trascina anche all'ipermercato il sabato mattina.
      no, thanks.

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    3. Noise, però non vale: tu in questo momento hai un congedo dal lavoro per studiare, e questa attività da un lato non ha nulla dell'attività casalinga, dall'altro ti è riconosciuta ex lege pro tempore perché tu la possa reinvestire nel lavoro...
      Sul resto, temo di non essere d'accordo con la premessa major, anche se credo che troppe persone, maschi e femmine, sottovalutino la scelta di divenire genitori.
      Però capisco che, Lena, volevi provocarci con un paradosso, che però non condivido. Allora mi limito a fare l'editor, e ti segnalo un febbraio 2013 che ti è scappato al posto di un 2012, I suppose... :-)

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    4. Partito contro la presenza dei mariti in sala parto? Dove devo firmare?! Concordo!

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  23. Con parole come queste si tende ad omettere una cosa di primaria importanza: la libertà di scelta!
    Conosco tante donne che sono state costrette a fare le casalinghe dalla mentalità gretta e maschilista degli anni che hai nominato, e sono tra le donne più infelici che abbia mai conosciuto.

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  24. Mai letto stronzate simili...aprire un blog per farcirlo di idiozie!!

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    1. Complimenti per l'educazione, davveo.

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  25. Ciao a tutti! Personalmente credo che tutte le famiglie siano così tanto diverse che fare dei discorsi utopici su "come sarebbe se " sia inutile! Ho lasciato un ragazzo che amavo tantissimo, perché a 30 anni non è stato in grado di lasciare casa sua per venire a vivere con me, perché non avevo un lavoro sicuro . . Sua madre non lavora! Ed è stata proprio lei a fomentare questa sua decisione, pur non avendogli mai insegnato ad essere indipendente. . . Alla fine lui ora vorrebbe una donna in carriera con un lavoro stabile ma che , allo stesso tempo, sia una moglie ed una madre casalinga"perfetta" come la sua. . . Non voglio generalizzare ma io a 23 anni, con una madre che come tutti ha avuto i suoi momenti di fragilità, ma che ha sempre lavorato e si è fatta in 4 x dimostrarmi che se vuoi puoi, vivo da sola, sono laureata e ho un lavoro che mi piace e che mi sono conquistata, luiha 30 anni e non ha minimamente intentenzione di crescere perché una madre che é casalinga x scelta ha fatto in modo di dargli tutto affinché non se ne vada mai. . Sono "casi" ma onestamente credo che si debba partire dalla concretezza. . Guardiamo i figli delle casalinghe per scelta propria e quelli delle madri che lavorano. .la differenza si nota subito. Nessun genitore nasce col libretto di istruzioni x i figli ma quelli che tentano di intrappolarli in qualunque modo non vogliono il loro bene. Se sei abituato fin da piccolo a cucinarti il pranzo dasolo perché mamma non c'è , magari a 25 non sarai ad aspettare che il lavoro ti bussi alla porta , ma te lo andrai a cercare tu. . Comunque non mi sembra il caso di insultare l'autrice solo perché non siete d'accordo. Non ha insultato nessuno ma ha solo espresso il suo parere! Un po' di educazione sarebbegradita. .

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    1. Grazie Vale.
      La discussione è degenerata, ma ti prego e prego tutti di leggere meglio il post. Non ho mai scritto che gli uomini non sanno fare la spesa o non sono indipendenti, quello che ho scritto è che per le mogli/compagne/fidanzate non lo sanno fare bene perchè non lo fanno come lo farebbero loro. (cioè che noi donne siamo delle scassa scatole notevoli).
      Inoltre basta aprire gli occhi quando si va in giro pe rcentri comemrciali, Ikea e luoghi simili. Le donne sono felici di comprare, acquistare, abbellire se stesse, il fidanzato, la casa mentre gli uomini le seguono sconsolate trscinando sacchetti. Stessa cosa vale epr le feste di compleanno degli amichetti dei figli o e riunioni a scuola: le madri ci vanno contente, i padri trascinati. Non perchè non sappiano fare i padri, ma perchè non è una riunione a scuola che dimostra l'affetto e l'interesse per il figlio. Risultato? Coppie che litigano. Se la donna avesse tutto il tempo per dedicarsi a queste cose che le piacciono e la soddisfano, mentre l'uomo è a lavorare, il tempo libero passato insieme sarebbe molto più bello e rilassante.
      E' una cosa così fuori dal mondo quella che dico? Non credo.

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    2. Sì, Lena, è fuori dal mondo.
      Perchè se io e il mio compagno dobbiamo comprare un nuovo mobile per casa nostra, il minimo che mi aspetto è che lui venga con me, per sceglierlo INSIEME!!!! Perchè questo è la vita di coppia: CONDIVISIONE. Per cui, anche se lo shopping ti annoia, alzi cmq il tuo sederino e mi accompagni a prenderlo, in modo da essere sicuro che la scelta piaccia anche a te, tanto più che io tengo in considerazione anche i gusti del mio ragazzo, non solo i miei, perchè è "nella mia natura" fare meglio queste cose.
      Poi magari le riunioni a scuola possono anche non piacere a me,per cui mi sembra giusto e doveroso che ogni tanto se le sorbisca anche il mio compagno: i figli si fanno in due no??? Chi l'ha detto che a me debbano piacere solo perchè sono una donna? Tu descrivi un rapporto di coppia senza alcun tipo di compromesso, basato semplicemente sul "non mi piace = non lo faccio" e "ad ognuno il suo compito". Bèh, io non la vedo così: il mio ragazzo non ama particolarmente lo shopping, ovviamente, ma a fare acquisti mi ci accompagna cmq e lo fa perchè MI VUOLE BENE, anche se ogni tanto sbuffa. Così come io gli permetto di pasare serate da me a guardare il calcio sul mio divano, anche se magari io mi annoio e preferirei vedere un film: si chiama COMPROMESSO o, molto più semplicemente, fare qualcosa con l'altra persone che magari a te non piace molto, ma lo fai cmq per farle piacere. Se poi questo porta a continui litigi, bèh, forse la coppia in questione non è fatta per stare insieme, proprio perchè non sta starci!

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    3. Ammesso che ognuno trova i suoi equilibri come meglio crede e che in quanto tale vanno rispettati e che la mia è una semplice osservazione anonima su internet...

      ...Cara Adreanalina davvero non invidio per nulla la tua povera metà...

      Facciamo alcune estrazioni dal tuo post e chiamiamo la signora Rottenmeier di Heidi per rileggerle a voce alta:

      CONDIVISIONE (maiusculo)
      Alzi comunque il sederino e mi accompagni
      Io tengo anche i considerazione i tuoi gusti
      E’ nella mia natura fare meglio queste cose
      MI VUOLE BENE (maiuscolo)
      Io gli permetto di passare serate da me a guardare il calcio anche se mi annoio
      COMPROMESSO (maiuscolo)
      Lo fai comunque per fargli piacere

      Scusa ma ragionare così tanto per luoghi comuni per delineare una relazione mi fà gelare il sangue peggio di una pubblicità del mulino bianco. Più che un sano rapporto a due mi pare la descrizione della sindrome di Stoccolma.

      Lena può aver scritto qualcosa che non ti piace ok, neanche io lo condivido al 100%, ma alla base comunque c’è un messaggio di libertà e scelta.

      Si può benissimo condividere una parte della vita due e continuare ad avere interessi ed attività separate. Se si costringe con regolarità un altro essere essere umano a fare cose che lo rendono infelice solo perchè” si fà così”, perchè “ci vuole bene”, o per “farci piacere” si pecca di presunzione e di ignoranza.

      Xerses

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    4. Grazie Xeres,
      per fortuna ci sei tu!
      il concetto che volevo far passare con questo post era che noi donne siamo delle grandissime fracassa maroni (scusate il francesismo) e la risposta di Adrenalina ne è la prova, nero su bianco!

      Se facessimo da sole certe cose eviteremmo di far alzare il sederino al nostro compagno per farci portare a comprare un mobile che, bontà nostra, faremo scegliere anche a lui. Piccolo problema: non gliene può frega' de meno! Serve un armadio? Se ha le ante e l'asta per appendere le grucce va bene, non gliene frega niente del rovere impiallacciato, del numero dei cassetti interni e dei ripiani.

      La risposta di Adrenalina è la conferma che noi donne rompiamo i maroni, ma forse è questa la nostra vera missione. Non vogliamo occuparci da sole di queste cose perchè ci piace rompere i maroni!

      Adrenalina, parli di compromesso...bene. E se ti dicessi che per me compromesso è andare da sola all'Ikea perchè mio marito la odia? Se il mio compromesso è -per amor suo- non fargli alzare il culo dal divano se gioca il Milan? E se il suo compromesso è mettere le cuffie, così io non mi devo annoiare a guardare la partita, ma posso leggere o scrivere il mio blog seduta accanto a lui? Se il suo compromesso è -ogni tanto- propormi di andare in centro per negozi, perchè sa che mi piace?
      Per me il compromesso non è pretendere che l'altro faccia delle cose per me, ma essere io la prima a rinunciare a qualcosa, ma senza farlo pesare altrimenti non vale!

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    5. Xerex (scommetto che sei un maschio!), esattamente dove lo vedi il messaggio di libertà di Lena? Quelli che lei ha elencato non sono compromessi ma fare ognuno quello che gli pare senza condividere minimamente gli interessi dell'altro: se io metto le cuffie perchè non voglio sentire la sua partita dov'è lo stare insieme??? Ci sono semplicemente seduta di fianco e morta lì, come faccio tutti i giorni con gli altri pendolari del treno!! E questi li chiami compromessi e condivisione??? La frase "è nella mia natura fare meglio queste cose" NON è mia e, ripeto, NON è mia, bensì di Lena, che ha deciso che una donna debba andare a scegliere un mobile da sola perchè è praticamente certo che a lui non interessi accompagnarla: mi piacerebbe sapere su quale pietra è scritta questa legge, come è stato giustamente osservato in un commento qui sotto.
      Quanto al mio ragazzo, posso assicurarti che in quasi 4 anni che stiamo insieme, non s'è mai perso UNA SOLA delle partite che gli interessava (a proposito, a me piace enfatizzare alcune parole con il maiuscolo, quindi evita d'ironizzarci sopra), così come io non mi sono mai persa un giretto al mercato perchè lui si rifiutava di accompagnarmi: abbiamo sempre fatto entrambe queste cose e altre senza che nessuno si privasse mai di nulla, né rinunciasse a qualcosa che gli piace.
      E, per la cronaca, il mio ragazzo non è uno stupido ameba senza gusti personali né opinioni, per cui magari a tuo marito non gliene può fregar di meno dei mobili che avete in casa e ti lascia decidere tutto, ma al mio piace dire "mi piace, non mi piace". Questione di personalità, non di essere maschi o femmine.
      Un 'ultima cosa: oltre a intervenire solo quando qualcuno di dà man forte, perchè non intervieni anche negli altri (numerosi) altri commenti in cui vieni pesantemente criticata? Qui, sulla tua pag facebook, su quella di Movimento Femminista Matriarcale, su quella del gruppo delle Childfree, ecc...Strano che a difenderti siano solo (pochissimi) persone divise fra mammine casalinghe e uomini, non trovi??

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    6. A me viene il dubbio che i vostri uomini siano la PASSIVITA' fatta persone.

      Cioè, i vostri mariti (o tu Xeres, se sei uomo) non proferirebbero verbo se voi arrivaste a casa con un costume da clown da indossare ad una cerimonia, un frigo che occupi tutta la cucina, una carta da parati rosso sangue per il bagno ed una collana di Cartier costoso quanto un anno di stipendio?

      No, perché il mio ragazzo la sua la direbbe.

      Forse i vostri compagni no, quindi per questo il concetto di fare qualcosa INSIEME vi sfugge così tanto. Allora capisco tante cose, probabilmente tutto! Il vostro discorso fila: perché "condannare" un pover'uomo a fare qualcosa appena al di sotto della sua soglia del piacere (come sarebbe per me buttare l'immondizia... ah ma sono una donna, perciò quest'azione dev'essere al TOP della mia lista di cose meravigliose da effettuare, dal momento che lascia libertà alla consorte di fare ciò che vuole e quando vuole, dal momento che non pronuncerebbe una sillaba per esprimere il suo parere personale (ammesso ne abbia uno)?

      Eh beh, allora si, le donne sono davvero delle scaccamaroni quando hanno a che fare con uomini muti, rassegnati ed accomodanti.

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    7. Ecco Adrelina, non avevo letto il tuo commento finale, ma ho visto che abbiamo dedotto la stessa cosa!

      Ed un altro dubbio mi viene: tralasciando il discorso donne, dato altrettanto per scontato che gli uomini siano tutti dei primitivi a cui non importa nulla di ciò che li circonda, purché sia rispettato il dogma cibo-letto-bagno-lavoro-TV?

      Oh Cristo Santo. Evidentemente... si.

      E la cosa peggiore è che, a quanto pare, gli uomini che non rispettano questa legge da cavernicoli esternando i loro interessi estetici, pratici e non, verranno accusati di far parte di questo processo di "trasformazione" che li vede simili come psuedo-donne. Ho capito bene?

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    8. Sara, ma infatti io sto con una donna: o meglio, finora avevo sempre pensato di stare con un uomo, ma questo "illuminante" post mi ha finalmente aperto gli occhi.
      Il mio ragazzo non solo, infatti, adora cucinare e trova rilassante lavare i piatti, ma quando sono andata a vivere da sola lui, pur non dovendo venire a vivere con me, si è addirittura permesso di darmi consigli sulla disposizione dei soprammobili!!!!! Cioè, ma ti rendi conto???? Un maschio che s'interessa di arredamento casalingo!!!!! E come se non bastasse io l'ho pure assecondato: orrore!!!!!!!!!!!!! Sono andata contro la sua natura di maschio!!! Solo ora mi rendo finalmente conto che, anziché ascoltare i suoi consigli (alcuni peraltro molto buoni) avrei dovuto dirgli: "Maschio! Non offendere la tua natura occupandoti di queste cose da donne e torna a vedere l'Inter!"

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    9. Lena, il tuo affermare che noi donne siamo scassamaroni per natura mi urta, e non poco, anche. Scusa, con che diritto pensi di poter stereotipare il genere femminile in base a delle tue (per me assurde, ma disputandum non est de gustibus) idee? Non pensi che sia pieno il mondo di donne che si sentirebbero degli animali in gabbia se costrette allo stile di vita che imponi loro?

      Io posso definirmi piuttosto contrastante con l'idea di femmina che il mondo ci propone, perché odio lo shopping, trucco e vestiti non mi interessano, sono anche abbastanza volgare, disordinata e ultimo ma non meno importante, non so cucinare, e non mi interessa. E traggo molta soddisfazione dall'andare bene a scuola piuttosto che dal fare una torta. Ora, ho un ragazzo che invece ama cucinare. Cos'è, siamo entrambi dei malati, dei disagiati che non riconoscono i propri ruoli naturali? Lui sarebbe meno maschio perché ama la cucina, e io meno donna perché non me ne interesso?

      Due persone che stanno bene condividono tutto perché a loro va di farlo, quindi un uomo che ha dei figli sa che dovrà andare a colloqui, riunioni, e altre mille cose. Solo perché ha una moglie non vuol dire che debba fare tutto lei, se permetti a mia madre faceva schifo stare ore in coda per parlare con i professori. E dire che è giusto che lui lavori e lei no bè, è un po' come dire "donna schiava zitta e chiava". O "Dove vuoi andare anche se ti picchio, che non hai nessun altro posto nè un lavoro".

      Ognuno ha le proprie passioni e trae soddisfazioni da cose diverse. Ma ognuno vuol dire individuo, non uomo vs donna.

      Non capisco come una donna possa dire certe cose, cioè, è come murarsi vivi da soli.

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    10. Non ho mai detto che vorrei tornare indietro nel tempo a quando le donne dovevano tacere ed essere schiave. Ho detto che se si potesse vivere con un solo stipendio, se le donne stessero a casa e gli uomini andassero a lavorare, la maggior parte delle coppie sarebbe più felice perchè nel tempo libero le donne non obbligherebbero i mariti a scegliere le tende o a passar l'aspirapolevere, ma starebbero insieme a fare quello che piace a tutti e due.

      Non ho detto che le donne non DEVONO lavorare, ho detto che se si potesse vivere bene con uno stipendio solo (come peralro accade nella maggior parte dei Paesi europei o negli USA), in un rapporto di coppia sano fatto d'amore e rispetto, dividersi i compiti non può che essere positivo: uno dei due (meglio l'uomo, ma non obbligatoriamente) lavora in ufficio otto ore al giorno, dal lunedì al venerdì, l'altro (meglio la donna, ma non obbligatoriamente)lavora in casa otto ore al giorno, dal lunedì al venerdì. A questo punto la coppia (che si ama e si rispetta) ha soldi, una casa in ordine, e 16 ore giornaliere dal lunedì al venerdì (24 nel fine settimana) per stare insieme senza impegni "spiacevoli".
      E' davvero uno scenario così orribile?

      E sai perchè dico che è meglio che sia l'uomo ad andare a lavorare?
      Perchè voi donne, voi che leggete il mio blog, voi che commentate il mio blog, non avete MAI e dico MAI contestato il fatto che il mio fosse un blog contro le madri perchè avete sempre accettato che l'educazione dei figli fosse compito delle madri.

      Sapete qual è la differenza tra me, che ho scritto questo post, e voi che vi siete indignate per questo post? Io ho messo nero su bianco quello che per voi era un atteggiamento strisciante di cui non vi siete nemmeno mai rese conto.

      Perchè non mi avete detto LA COLPA E' ANCHE DEI PADRI, I FIGLI SI CRESCONO IN DUE E SI EDUCANO IN DUE?
      Allora? Sono io che mi muro in casa o ho solo dato voce ad un pensiero comune, che però non abbiamo il coraggio nemmeno di ammettere a noi stesse perchè suona retrogrado?

      PS: Sei anonima, non so se è la prima volta che leggi il mio blog o se mi segui da sempre, il "voi" ovviamente era solo enfatico...non era un'accusa rivolta direttamente a te.

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    11. Oh no, per me l'educazione è onere di entrambi i genitori, ed è proprio per questo che ritengo necessario che entrambi si lavori, anche per dare un buon esempio di parità ai figli.

      Ripeto: sarai tu a scassare per scegliere mobili e tende, e sarà tuo marito a non volerlo fare, perché là fuori è pieno di uomini attenti e premurosi nei confronti del luogo in cui vivono. Io penso che chiunque voglia vivere in un bel posticino curato e arredato secondo i propri gusti, uomo o donna che sia.

      Poi scusa, chi ti dice che il lavoro non sia l'interesse di una donna? Perché se si potesse vivere bene con due stipendi sarebbe scontato che stessi io a casa? Forse gli uomini non hanno passioni oltre al lavoro, a cui dedicarsi?

      Poi scusami, ma se dove vivo io vive anche il mio uomo, io pretendo che lui passi l'aspirapolvere o comunque si renda utile, perché fare la colf, oltretutto a gratis, mi scoccerebbe parecchio. Io non voglio passare le mie giornate a pulire casa e a dipendere economicamente da un uomo. E non sono l'unica a pensarlo.

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  26. Salve, sono una studentessa! Non ho mai trovato appagante fare le pulizie di casa, giardinaggio, sistemare i miei armadi! trovo più gratificante la riuscita di un buon lavoro, di un buon esame. non vado agli spogliarelli maschili perchè non me ne importa nulla. come non m'importa nulladei videogiochi o stupidaggini maschili. Ho sempre seguito il consiglio sia di MIA MADRE che di MIO PADRE. entrambi mi hanno sempre spinto a lavorare e a realizzarmi nella vita. il matrimonio può anche aspettare.... Non mi piace seguire le abitudini maschili, le trovo stupide e insignificanti. diciamoci la verità.....la donna ha iniziato a lavorare perchè è giusto che sia così. prima si viveva bene con uno stipendio? perchè la donna ha iniziato a lavorare tutto è andato a scatafascio? stupidaggini. In Germania non si pongono ilproblema , li si lavora alla pari, maschi e femmine. Qui in italia c'è troppa ignoranza e superficialità e non si dovrebe cascare su certi stereotipi..............

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    1. Un po' di saggezza finalmente!

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  27. Mi piacerebbe sapere su quale roccia millenaria è scritto cosa voglia dire fare le donne e cosa voglia dire fare gli uomini. Perché non vedo altrimenti nessuna motivazione ad un testo del genere.

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    1. Anonimo, quando la esporranno accanto al codice di Hammurabi fammi sapere.

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    2. Ovviamente!

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  28. Quanto mi divertono alcune persone in questi commenti

    Davvero.

    Tutta la categoria di gente che non distingue che un post su internet NON è un attentato al loro modo vita o una sommossa armata alle loro libertà personali. Ogni tanto si espone una propria idea ipotetica su cui si può essere daccordo o meno, si discute e finisce lì.

    Nessuno decide niente per nessuno sul web. Non ci sono leggi se non quelle che vi ostinate ad auto-imporvi.

    Al massimo se quanto esposto crea disagio si riflette e si dialoga ancora. Sarebbe poi preferibile non nascondersi dietro a clichè sui massimi sistemi o banali storie personali, perchè oltre ad essere generalmente noiosi sono troppo comodi e servono soltanto a dare un senso di falsa sicurezza di fronte a pensieri che danno fastidio.

    Avete delle vite felici ed equilibrate anche se un remoto mucchio di righe sul web racconta qualcosa che vi sgomenta? Bene, meglio per voi. Tenete conto però che con risposte “grilliste”e violente ammettete solo una cosa: che avete paura e che non volete venirci a patti. Alla fine della giornata non siete diversi dall’omolagato fondamentalista di turno.

    ---
    @ Adrenalina: Ti senti offesa perchè uno sconosciuto antipatico ti ha bacchettato su internet per un tuo infantilismo? E cosa pensi di fare a riguardo, non PERMETTERMI di postare più sul web? A me d’altro canto non piacciono i muri testuali di “scusatio non petite” e le storie di vita vissuta un pò insipide. Come la mettiamo?

    @ Sara: In caso di costumi da clown, frighi megalitici o collane faranoiche l’uomo in questione avrebbe di sicuro il diritto a dire qualcosa anche se probabilmente quando è scoccato il colpo di fulmine quel giorno in clinica pschiatrica qualche sospetto già lo covava. Per il bagno rosso sangue non dico nulla, mi piace come idea. Pratica!

    Scherzi a parte, posso chiederti perchè anche tu hai così tanta paura?
    ---

    Per la cronaca, sì sono un portatore di crosoma XY, cosa volete fare, lapidarmi? Ah no, siamo su internet e le pietre stanno solo nella vostra testa.

    Xerses

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  29. Appunto. Ci avrrei giurato :-) Ciao, Xerses!

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  30. Appunto. Ci avrei giurato :-) Grazie, Xerses!
    Condivido ogni parola che hai scritto, hai fatto centro su tutto.
    Un abbraccio
    Lena

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  31. Bene, Lena.
    Mi fa piacere che condividi il fatto che Sara sia una malata di mente e che entrambe abbiamo le pietre nel cervello. Noi due avremo pure usato toni energici, ma almeno non abbiamo insultato nessuno. Bene. Evidentemente ora sta uscendo la vera persona che sei. Brava.

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    1. IO condivido pienamente quello che ha scritto nel commento, che copio, incollo, rileggo e commento:
      Quanto mi divertono alcune persone in questi commenti
      Davvero.SARCASMO, SIMPATICO.
      Tutta la categoria di gente che non distingue che un post su internet NON è un attentato al loro modo vita o una sommossa armata alle loro libertà personali. ESATTO VOI POTETE E DOVETE FARE QUELLO CHE VOLETE, CHI HA MAI DETTO IL CONTRARIO? iL MIO POST E' PIENO DI SE... Ogni tanto si espone una propria idea ipotetica APPUNTO, IPOTETICA su cui si può essere daccordo o meno, si discute e finisce lì.
      Nessuno decide niente per nessuno sul web. Non ci sono leggi se non quelle che vi ostinate ad auto-imporvi. AUTO-IMPORVI, MI PIACE!
      Al massimo se quanto esposto crea disagio si riflette e si dialoga ancora. Sarebbe poi preferibile non nascondersi dietro a clichè sui massimi sistemi o banali storie personali, perchè oltre ad essere generalmente noiosi sono troppo comodi e servono soltanto a dare un senso di falsa sicurezza di fronte a pensieri che danno fastidio. SE C'E' UNA COSA CHE ODIO DEI COMMENTI AI BLOG (TUTTI I BLOG, NON SOLO IL MIO) SONO I VARI "MA IO" "IO" "IO"..POSSIBILE NON SI POSSA PARLARE PER CARATTERI GENERALI? VI PIACCIONO LE SITUAZIONI PERSONALI, I CASI PARTICOLARI? BENISSIMO, ECCO IL MIO: MIO MARITO SI OCCUPA DEL BUCATO, SEMPRE, PERCHE' E' UN PRECISINO PAZZESCO, DIVIDE I PER TEMPERATURA, COLORE TESSUTO. MIO MARITO FA IL LETTO TUTTI I GIORNI (IO ODIO RIFARE IL LETTO, FOSSE PER ME DORMIREI NEL LETTO COMPLETAMENTE SOTTOSOPRA) E PASSA L'ASPIRAPOLVERE. CIO' NON TOGLIE CHE IO SIA CONVINTA DI QUELLO CHE HO SCRITTO IN QUESTO POST!
      Avete delle vite felici ed equilibrate anche se un remoto mucchio di righe sul web racconta qualcosa che vi sgomenta? Bene, meglio per voi. Tenete conto però che con risposte “grilliste”e violente ammettete solo una cosa: che avete paura e che non volete venirci a patti. ESATTO, NON CAPISCO TUTTO QUESTO ASTIO. CREDETE CHE IO ABBIA DETTO UNA CAZZATA, PERFETTO, MA SE VE LA PRENDETE COSI' TANTO PROBABILMENTE E' PERCHE' AVETE PAURA CHE UN FONDO DI VERITA CI SIA... E TRA L'ALTRO E' LA STESSA COSA CHE QUALCUNO (NON RICORDO CHI) AVEVA DETTO DELLE MADRI CHE CRITICAVANO IL MIO BLOG: CHE AVEVO COLPITO NEL SEGNO E LORO SI DIFENDEVANO CON LE UNGHIE E CON I DENTI, DIFENDENDO L'INDIFENDIBILE. Alla fine della giornata non siete diversi dall’omolagato fondamentalista di turno. IN EFFETTI IO HO MESSO DEI SE NEL MIO POST, HO FATTO UN'IPOTESI, NEI VOSTRI COMMENTI HO LETTO SOLO AFFERMAZIONI PERENTORIE TIPO "IO NON POTREI MAI"

      E confermo: condivido ogni singola parola e, soprattutto, non ci vedo insulti.
      Mi fa sorridere, poi, che secondo te sta uscendo la vera persona che sono...ahhah!
      Punto primo: sono dietro uno schermo, il mio profilo Facebook è ovviamente solo funzionale al blog, non sapete dove vivo, che faccia ho, cosa faccio nella vita, quanti anni ho, se mi chiamo davvero Lena Moro, se davvero sono una donna...sapete solo quello che scrivo e da lì vi siete fatti un'immagine che -a prescindere da questo mio ultimo post- non poteva che essere sbagliata!
      Mi dispiace che tu sia stata delusa, ma non sono stata io a deluderti, è stata l'iimagine di me che ti eri costruita.
      Ho sempre genralizzato (nel senso che parlavo della maggioranza) sulle madri, sulle loro follie e tutti a ridere, a dirmi che è vero, sante parole.
      Ho generalizzato (nel senso che parlo della maggioranza) sulle donne, sul loro essersi dimenticate di nominare i padri e gli uomini e ho ipotizzato un mondo (oggi impossibile) dove uomini e donne si dividono i compiti e cosa succede? Apriti oh cielo! L'Apocalisse!
      Io non capisco...o forse sì, e accetto. Pazienza.

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    2. Adrenalina, continui davvero a deliziarmi. L’avrei anche finità lì ma non resisto, il tuo post è talmente tanto distorto da farmi andare contro ad alcuni fondamentali regole di Netiquette.

      Non renderti più ridicola di quello che sei, rileggi bene quanto ho scritto. Sono stato antipatico e canzonatorio ma non ho insultato nessuno e fin dall’inizio non ho espresso giudizi di valore su chicchessia. Ho scritto per un pubblico di lettori e quando ho voluto rivolgermi a qualcuno in particolare l’ho fatto direttamente. Cerco di essere ancora più chiaro, per me un insulto assomiglia a:

      “< Soggetto a cui è diretto l’insulto, chiaramente identificato > sei una capra acida ed ignorante e rappresenti una disgrazia per le sfortunate persone che ti circondano “

      Scritto questo auguro a tutti una buona giornata!

      Xerses

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    3. Grazie alla comicità di Xerses, che prima sbandiera il suo linguaggio rispettoso e poi da della malata di mente ad un'identità di internet... beh, dice tutto. C'è chi si accorge delle proprie incoerenze e chi no, con tutte le conseguenze del caso.

      Io odio gli estremismi, e questo post è esattamente ciò. ESTREMO. Un sorte di "HO RAGIONE IO! PENSATECI! AMMETTETE!" Bene, qualcuno (io ad esempio) dichiara che così non è, anche pensandoci e riflettendoci. Ma non lo si accetta, eh no: si deve avere ragione a tutti i costi. Ne è la prova come Lena sia pronta a dare ragione ed elogiare te, copiando ed incollando citazioni, ma non sapendo cosa rispondere a me, Adrenalina ed altre persone su Facebook.

      Indi per cui, chi prentende di avere ragione ad ogni costo e poi non sa che replicare a chi le da contro, è incoerente con l'idea esposta. La sposa ma poi non sa spiegare bene il motivo. E chi si lancia in filippiche in sua difesa denigrando chi abbia un'idea diversa, esattamente come te, è peggio. Perché si limita ad assimilare un'idea preconfezionata senza neppure mettere in moto il cervello e ragionare. Se essere "rispettosi e sani di mente" equivale ad essere come te, beh, Dio me ne scampi. Ma so per certo che non correrò mai questo rischio. Grazie!

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    4. Poi, prima si scrive, poi ci si affanna a precisare che sono "idee generali", di non aver mai detto questo, insinuato quell'altro e poi in un commento verso i propri fans si scrive:

      "Grazie per la tua testimonianza, per essere stata la prima a non scandalizzarsi per questo post dai toni un po' antiquati e maschilisti"

      Ah, bene. Non serve aggiungere altro. Anzi si.

      Dal momento che il "sano di mente" Xerse non ha trovato miglior argomento se non dirmi che il mio desiderio inconscio sia circondarmi di marmocchi e preparare gustose cenette, ti fornisco una spiegazione assai più logica. Io ho un fratello, e già di mio da bambina ed adolescente odiavo fare i lavori domestici, preferivo prendermi cura dell'orto e del giardino con mio padre. Eh, ma c'era un problema: sono una donna. Quindi DOVEVO spolverare, imparare a stirare, pulire... e mi saliva il sangue al cervello quando chiedevo "e lui perché non lo fa?!" mi veniva risposto "ma tu sei una femmina e devi imparare prima tu (nonostante lui fosse decisamente più grande di me)".

      Bene, vedere che questi comportamenti vengono praticamente incoraggiati da parte di una donna che si professa "un po'" maschilista, mi sconforta. E non poco.

      Mio fratello ha comunque imparato a fare tutto o quasi, col tempo. Ma non mi capacito di come un comportamento non tollerato 20 anni fa, sia riveduto e corretto in una mia (quasi) coetanea.

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    5. Sara hai ragione.

      Su una cosa almeno.

      Citandoti:

      "Cioè, i vostri mariti (o tu Xeres, se sei uomo) non proferirebbero verbo se..."

      Citando il mio post

      " In caso di costumi da clown, frighi megalitici o collane faraoniche l’uomo in questione avrebbe di sicuro il diritto a dire qualcosa anche se..."

      Ho dato della malata di mente ad una identità di internet, lo ammetto, sono colpevole..... MA quella identità era la mia, e parlo con ragione di causa credimi !!!

      Non ho mai detto di avere ragione.

      Mai stato estremista, al massimo sarcastico ed antipaco.

      Ho invece apertamente ammesso di divertirmi molto, quello sì :)

      Xerses

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    6. Sempre preso dal sacro fuoco del flame cara Sara ti faccio notare che io non ti ho mai detto di fare nulla, e me ne guardo bene. Al massimo ho solo espresso curiosità.

      Hai avuto una infanzia difficile, mi dispiace leggerlo però ammetto che me importa ben poco... E' una storia noiosa e già sentita, importante solo per te.

      Infine in questo post stai leggendo quello che vuoi tu, per forza che ti sconforti! Sono solo tuoi le ansie ed i timori che stai avendo.

      Buona giornata a te, Xerses.

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    7. Scusami Xerses se non riesco a fare tutti i tuoi giri di parole, ma preferisco andare dritta al punto. Per me la tua frase "Le pietre stanno solo nella vostra testa" equivale a un insulto. Forse per il tuo modo distorto di vedere le cose non lo è, ma se senti il bisogno di dire a qualcuno che ha i sassi nel cervello solo perchè ha espresso un pensiero che non ti piace, bèh, per me equivale a insultarlo. Se poi non ti interessano le esperienze personali altrui forse dovresti proprio evitare di stare su questo blog, visto che i post stessi di Lena ne sono pieni, in riferimento alle esperienze con le madri che le sono capitate. Per il resto pensala pure come vuoi e deliziati pure fino all'orgasmo a leggere i miei commenti: vista la piega che ha preso questa "conversazione", non mi sento più particolarmente coinvolta.

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    8. Rispondo qui, in fondo a tutto, perchè con quasi cento commenti mi sono un po' persa...

      Sara: A quali domande, esattamente, non avrei risposto? Non l'ho fatto di proposito, se me le riscrivete sono pronta a rispondere a tutto, non vedo perchè no.

      Se rileggete un po' i miei commenti (non so più dove) ho scritto che mio marito in casa si occupa del bucato, fa il letto e passa l'aspirapolvere perchè -dovendo entrambi lavorare- ci dividiamo i compiti e quelle cose le fa lui, sempre. Ho anche scritto che se si potesse vivere bene con un solo reddito probabilmente sarebbe lui a stare a casa e io continuerei a lavorare a tempo pieno perchè a me il mio lavoro piace molto di più di quanto a lui non piaccia il suo.

      Il mio caso personale, però, non è la media.
      La famiglia media è composta da donne che si occupano del 90% delle incombenze domestiche e che si ritengono uniche depositarie dell'educazione dei figli. La media è composta da donne (e uomini) che lavorano perchè si deve lavorare, ma che non fanno i salti di gioia mentre varcano la soglia dell'ufficio o della fabbrica. La media è composta da mogli che nel tempo libero obbligano i mariti a seguirle all'Ikea.

      Apro un inciso. Ricordo un monologo divertentissimo del comico Paolo Migone, che si lamenta della moglie che, dopo una giornata di lavoro, gli dice "Adesso tu, io, la macchina e i bambini andiamo all'Ikea" e lui urla, inginocchiato a terra "Nooo, l'Ikea noooooo!". Ne ricordo un altro, in cui parla del tempo che ci mette lui a rifare il letto e di quello che invece ci mette la moglie. Un uomo prende in giro le donne e tutti a ridere (io per prima, ci mancherebbe). Una donna dice che le donne vogliono gestire la casa e rifare il letto a modo loro e scateno tutte le femministe della Rete... mah. Chiudo l'inciso.

      Il punto resta questo. Tutte quelle che si sono scandalizzate perché ho detto che le donne dovrebbero occuparsi dei figli e della casa dov'erano quando per un anno intero ho dato contro alle madri? Dov'erano quando ho scritto e riscritto che le madri sono la rovina delle nuove generazioni? Perché non hanno urlato per la parità dei diritti tra uomini e donne? Perché non mi hanno detto che anche i padri appendono foto e disegni dei bambini per tutta casa, che anche i padri salgono sulle giostre insieme ai bambini, che anche i padri parlano solo dei figli, che anche i padri fanno i compiti con (per) i figli, che anche i padri sono ansiosi e morbosamente attaccati alla prole, che anche i padri si vantano di quanta cacca ha fatto il bimbo nel vasino...???

      Se nessuno ha mai nominato i padri le possibilità sono solo due:
      -o i padri sono migliori delle madri e quindi dovremmo lasciare a loro l'educazione dei figli, senza che le donne ci mettano becco (provo a scrivere un post così e vediamo che succede? E' la volta buona che me le trovo sotto casa armate, le madri)
      -o tutti voi pensate che effettivamente siano solo le madri a fare quello che scrivo nei miei post. In questo secondo caso o ho ragione io, cioè le donne sono delle grandissime scassacocomeri e alla fine in famiglia si fa come dicono loro, tant'è che i mariti non riescono a mettere un freno alle loro follie.


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    9. Quindi Xerse, la tua frase:

      "Mi fa piacere che condividi il fatto che Sara sia una malata di mente e che entrambe abbiamo le pietre nel cervello" in realtà era diretta a te medesimo in quanto "Ho dato della malata di mente ad una identità di internet, lo ammetto, sono colpevole..... MA quella identità era la mia". Però, ecco un chiaro esempio di crisi di personalità.

      Non ho dato a te dell'estremo, ma all'ideologia generale espressa in questo post.

      Quanto alla tua versione riveduta e corretta sulla mia infanzia, c'è chi dietro un monitor può finalmente fingere un'intellettualità ed una personalità che non possiede nel mondo reale con frasi che esprimono tutto su chi le scrive... è questione di scelte, ma non posso che dispiacermene sinceramente.

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    10. Vediamo se riesco a racimolarle...

      1) "Io tutti questi mariti a casa con i figli non li vedo, a meno che tu non intenda semplicemente qualche donna con, magari, un ruolo lavorativo importante che la tenga più impegnata del marito, magari impiegato alle Poste. Ritengo che per te sia inimmaginabile, ma io sono convinta che una responsabile alle Risorse Umane di una grande azienda possa essere una mamma migliore di una casalinga che cucina deliziosi pasti ad ogni membro della famiglia, quello che non afferro è perché sembra talmente inconcepibile. Io ne sono convinta." Dal tuo post sembra che tu non prenda minimamente in considerazione questa possibilità, ma credo di sbagliare.

      2) al tuo stupore sul perché i padri non siano mai nominati ho risposto: "Parto dalla tua domanda conclusiva: lo stesso motivo per cui, in un blog in cui si parla di persone bionde con gli occhi azzurri, a nessuno verrebbe in mente di intervenire dicendo "hey! esistono anche i mori con gli occhi verdi!" Questo blog è scritto sulle mamme, è riportato OVUNQUE, non si parla di padri probabilmente perché non sono loro il tema? Se invece la domanda era fondata sul fatto che i padri intervengono poco, probabilmente la causa è da imputare al fatto che raramente provano interesse per argomenti simili... o almeno è così per quelli che conosco io."

      2) ai discorsi sul fatto che la natura della donna sarebbe starebbe a casa, ho chiesto "cosa ti fa credere che le vere donne non siano queste, e quelle conosciute finora solamente il prodotto di millenni di ostruzione e costrizione? Le donne hanno forse avuto libertà di esprimersi come gli uomini? No. E se questo processo di "trasformazione" avesse dovuto compiersi già all'epoca degli antichi Romani?

      3) sulla tesi che le persone sono sono quello che fanno e viceversa citando la domanda "cosa fai nella vita" ho chiesto: "Quanto alla domanda "cosa fai nella vita?" mi sembra una cosa scontatissima! Quindi se un 50enne rispondesse "nulla, faccio il parassita a casa di mammà vivendo con la sua pensione", o chiunque altro ti dicesse "sono appena uscito dal carcere dopo una pena per pedifilia", "sto partendo per fare volontariato in Ghana", "studio economia e commercio" non avrebbe nessuna valenza...? Sarebbe tutto uguale? Non capisco se sposi la tesi sulla credenza che ogni persona sia così sciocca da subire il proprio destino anziché sceglierlo in base a ciò che desidera fare, o che ha fatto.
      Quindi tu non rappresenti minamente il lavoro/studio che svolgi quotidianamente? Lo fai quindi controvoglia? Perché costretta? Da chi o cosa? E non ti crea turbamento essere coinvolta in qualcosa in cui ti riconosci? Sei serena ugualmente?"

      4)"hai letto quella teoria secondo cui la donna lavoratrice sarebbe una creazione della massoneria?"

      5) Dopo il mio esempio estremo "i vostri mariti non proferirebbero verbo se voi arrivaste a casa con un costume da clown da indossare ad una cerimonia, un frigo che occupi tutta la cucina, una carta da parati rosso sangue per il bagno ed una collana di Cartier costoso quanto un anno di stipendio?" dato dal sospetto che il 99% degli uomini di vostra conoscenza siano dei passivi totali, ho chiesto "Ed un altro dubbio mi viene: tralasciando il discorso donne, dato altrettanto per scontato che gli uomini siano tutti dei primitivi a cui non importa nulla di ciò che li circonda, purché sia rispettato il dogma cibo-letto-bagno-lavoro-TV?"

      Basta. Per inciso, rileggendo e commentando ti ho dato ragione in molte cose, per carità... e quel monologo non l'ho visto, ma immaginandolo non posso che condividerlo.

      Quanto al discorso generale, il 90% delle madri sarebbe probabilmente più sereno se bastasse un solo stipendio, certo... ma le eccezioni esistono. Tutto qui.

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    11. E nel mentre ho istituito il 2-bis, pardon!

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    12. Devo rispondere in post separati perchè è lungo, scusa
      1) Certo che una mega dirigente può essere una madre migliore di una casalinga, chi ha mai detto il contrario? Ho scritto che se le donne stessero a casa farebbero meglio le madri? NO! Ho scritto che nessuno ha mai nominato i padri, dando per scontato che l'educazione sia appannaggio delle madri quindi -se questo è il pensiero comune- tanto vale che che le donne stiano a casa, facciano quello che già fanno oltre a lavorare -e solo quello- così probabilmente saremmo tutti più felici e contenti.
      2) Io parlo di madri e ci vado giù pesante. Le critico praticamente per tutto quello che fanno, le descrivo come delle indemoniate dall'ansia, come delle pazze terrorizzate dal primo refolo di vento, come delle arrampicatrici sociali che vogliono la più bella festa di compleanno, come delle bambinocentriche che si dimenticano del resto del mondo per parlare solo del culetto arrossato dei loro figli. Da tutto ciò la conclusione a cui giungo sono bambini viziati, deboli, capricciosi, maleducati, incapaci di tagliarsi la pizza a tredici anni, di bambini che però hanno un profilo facebook aperto col consenso delle madri, che non possono stare in cortile da soli perchè è pericoloso, ma che possono guardare studio aperto, parlo di bambini che un domani diventeranno degli adulti pessimi e... e nessuno mi dice che sono anche i padri la causa di questo? Eppure molte volte è stato tirato in ballo lo Stato, le politiche sociali, sono state tirate in ballo le maestre, gli autisti dello scuolabus, perfino, ma mai i padri. Se credi che l'argomento padri non sia legato all'argomento madri-figli allora sei proprio una di quelle che io accuso, con questo post, di avere una visione matriarcale della famiglia.
      Mi dici inoltre che i padri intervengono poco perchè gli argomenti di cui parlo (madri-figli-educazione-bambini) ai padri non interessano? Mmmm...interessante. Non è quello che ho detto io nel post? Che i padri fanno i padri, non i mammi, quindi di certe cose se ne sbattono altamente?
      2bis) Credo che questo processo di evoluzione del ruolo della donna nella società non si sia ancora compiuto pienamente. Serviva, è ovvio, perchè per secoli le donne sono state vittime del così detto sesso forte, ma non confondiamo un diritto con un dovere. Il fatto che abbiamo il diritto di lavorare (e per fortuna) non significa che dobbiamo aggrapparci a quel diritto e sentirlo come un dovere morale per essere delle donne complete.

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    13. 3)Ovvio che di un pedofilo appena uscito dal carcere e di un medico di medici senza frontiere ho due opinioni diverse, non sono completamente idiota. Il mio è un discorso più ampio. Il lavoro che uno fa non è quasi mai quello che uno è. Una cassiera dell'Auchan-per prendere un esempio che ho già citato-può essere un'esperta di storia dell'antico Egitto, può essere una ballerina eccezionale che però non ha mai sfondato, può essere una sognatrice che legge tutti i romanzi della letteratura russa dell'Ottocento ma, chiedendole come prima cosa "Cosa fai nella vita" non potresti mai immaginare che in realtà fa quello che ha trovato, punto.
      Il mio lavoro (anzi i miei lavori) mi piacciono tutti. Ciò nonostante ti dico che lavoro solo perchè sono costretta, sì, sono costretta a lavorare perchè ho un affitto da pagare, le rate della macchina, le bollette, ma anche i vestiti, le vacanze le cene al ristorante. Lavoro perchè ho bisogno di soldi. Se vincessi la lotteria, anche se i miei lavori mi piacciono, li lascerei tutti. Sai perchè? Perchè mi risparmierei i compiti meno belli e interessanti e potrei continuare a fare per hobby, per puro piacere personale, i compiti più stimolanti e che mi danno più soddisfazione.
      Io non sono il mio lavoro.
      4) No, ora cerco e mi informo.
      5)Se pensi che una donna possa tornare a casa con un costume da clown, un frigo enorme o una collana di Cartier che non possono permettersi hai veramente una bassissima considerazione delle donne. Io, invece, non ho mai detto che gli uomini sono dei cretini interessati solo a cibo letto bagno lavoro tv. Ho detto che le donne (mogli e madri dei loro figli) li trattano come dei cretini che non sanno fare la spesa o le pulizie solo perchè le fanno diversamente da come le farebbero loro. Copio e incollo dal post (...) (per la precisione lo fanno diversamente da come lo farebbe la madre, il che per le mogli significa male). Ho detto che agli uomini non piace scegliere il colore del copridivano, non piace fare shopping e considerano le riunioni scolastiche inutili e i compleanni faraonici per bambini di tre anni una gran cavolata. Non ho mai detto (nè pensato) che siano dei cerebrolesi senza interessi.

      Aggiungo io un punto. Mi pare di capire che i miei post sulle madri ti siano sempre piaciuti e che solo con questo tu ti sia trovata in disaccordo. Se hai letto i commenti o se hai seguito la mia pagina facebook sono sempre stata accusata di generalizzare e di non considerare le eccezioni, quelle madri che non sono come quelle che descrivo io. Sai da chi venivano queste accuse di generalizzazione? Dalle madri, ovvio. Tutti gli altri hanno accettato tranquillamente il mio generalizzare perchè, sebbene le eccezioni esistano, la maggior parte delle madri sono come quelle che descrivo io (chi più, chi meno)e non c'è bisogno di urlare io no! Ed è qui che do ragione a Xerses. Perchè urlare così a gran voce io no? Basta andare a cena a casa di amici per vedere che l'arredamento e i soprammobili sono stati scelti dalla donna, basta vedere l'abbigliamento di un uomo prima e dopo il matrimonio per capire che si lascia influenzare dalla moglie, basta guardare le famiglie al centro commerciale per capire che l'uomo si trascina a fatica dietro alla moglie e finge di essere interessato ai nuovi colori della collezione primavera estate solo per far contenta lei (o per non litigare, il che è peggio). Tu sei un'eccezione, molto bene, sono contenta per te, ma non mi dire che non vedi quello che vedo io.

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    14. Beh, inizio anche qui partendo dalla fine: avevo già detto che rileggendo concordavo in molte cose da te dette, perciò dico tranquillamente di vedere quello che vedi tu.

      Quanto all'urlare "io no!", ho già spiegato il motivo per cui l'ho fatto.

      Ripeto anche, di nuovo, che l'esempio sul vestito da clown era un esempio. Esagerato. Volutamente. Quindi, UN ESEMPIO VOLUTAMENTE ESAGERATO. Darei spiccatamente importanza alla parola "volutamente", ma anche "esempio" non è da meno.

      Quanto alla visione matriarcale della famiglia, beh, il tuo intero blog lo è. Quanto a me, credo nella parità dei ruoli, ma ciò non significa che certo, nel 99% delle famiglie le cose vadano esattamente come le descrivi tu... e non posso che trovarla una cosa immensamente triste!

      Grazie per le tue risposte.

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  32. Ciao Lena
    mi spiace, ma non sono per niente d'accordo con quello che hai scritto. Trovo che ipotizzare che il posto della "donna media" sia la casa sia scorretto (dove sta scritto), così come lo è parlare di "lavori da donna" che si possono abbandonare senza rimpianti (una cassiera non può amare il suo lavoro? E perchè? Io peraltro sono una programmatrice, faccio automazione industriale, mi piace, non starei a casa nemmeno sotto tortura, e non lo ritengo un lavoro necessariamente "da uomo").
    Sugli esempi pratici (scelta mobili, calcio, lavori domestici..) non mi dilungo: avrei un controesempio per ogni situazione.
    Desidero però ricordarti che è solo in certi ceti sociali che le donne potevano scegliere di poter restare a casa ad accudire i figli: mia madre e mia nonna, per dire, hanno sempre lavorato, come tutte le madri non benestanti hanno sempre fatto. Invece la "degenerazione" dell'educazione infantile è storia nuova, degli ultimi trent'anni al massimo. Secondo me perciò non c'è tutta questa correlazione tra educazione sballata e lavoro femminile che ipotizzi tu.
    Credo anche una cosa: i toni accesi che sono stati usati da alcune commentatrici non derivano dall'aver toccato necessariamente un punto nevralgico nel senso che, non so, forse ci sentiamo in colpa per le nostre scelte o cose del genere. Forse derivano dal fatto che siamo stanche di sentirci dire qual è il nostro posto (sempre in casa), e cosa e come dovremmo essere, pena sentirci attribuire colpe e definire come donne "anormali". Se questa di stare a casa è la strada per te, ben venga; non attribuirla però a una inclinazione del tuo genere perchè non lo è, ma a una tua scelta cosciente: per altre sarebbe una violenza.
    Ciao Lena, buona serata a te e a tutti voi
    ste

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    1. Cara Ste,
      hai sicuramente ragione su molti punti, ma ti pregherei di rileggere il post senza pensare ai commenti (fin troppo accesi)che lo seguono.
      Ho forse scritto che i figli sono male educati perchè le madri lavorano? NO! Quello era solo un piccolo inciso sui sensi di colpa che peggiorano una situazione già devastata.
      Il titolo del post contiene l'argomento principale: vi siete dimenticate dei padri.
      In più di un anno mai, MAI, una madre mi ha detto che i figli si crescono in due, che l'educazione dei figli è impartita in egual misura da madri e padri e che, quindi, il mio blog è ingiusto perchè dovrei prendermela con entrambi i genitori.
      Nemmeno le non madri mi hanno detto che la colpa di tutto ciò è anche dei padri.
      Tutti hanno accettato con leggerezza che io me la prendessi solo ed esclusivamente con le madri perchè, forse a livello inconscio, il binomio figli-madri è inscindibile. Nel pensare comune l'educazione (e la diseducaione) dei figli sono merito (o colpa) delle madri. Siamo ancora un paese così PUNTO.
      Quindi (come conseguenza di ciò,m non perchè è una mia inclinazione personale, tanto più che io sogno una carriera a tempo pieno e mio marito di fare il casalingo) sono andata oltre e ho ipotizzato un mondo in cui le donne potessero occuparsi solo dell'educazione dei figli e della casa nella speranza che i rapporti di coppia (non l'educazione dei figli) e di conseguenza i rapporti sociali potessero migliorare.
      E' davvero così assurdo?

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  33. Mi sembra a dire il vero di aver spesso scritto " i genitori" nei miei commenti, però potrei sbagliarmi, non li ho riletti. Peraltro il titolo stesso del tuo blog fa riferimento alle mamme, e se analizzo cosa farei, bè sarei una madre, non un padre, e a quello faccio riferimento.
    Per quello che dici riguardo al fermarsi al post e non riferirsi ai commenti, non credo che sia giusto: intanto, perchè un post tante volte si "sviluppa" e si chiarisce anche nei commenti e nelle tue risposte ai commenti, e anche perchè una buona parte del tuo post è centrata su un presunto ruolo casalingo che dovrebbe essere sovranamente consono alle donne ("Se le donne si occupassero di casa e famiglia e gli uomini lavorassero solo fuori casa sono convinta che saremmo tutti molto più felici", scrivi) e che è quello che non mi trova per niente d'accordo.
    E sì, per il mio sentire un mondo in cui un genere fa una cosa e l'altro ne fa un altra, a prescindere dai desideri del singolo, non solo è assurda: è una violenza (ovviamente per entrambi i generi, e qualsiasi sia l'attribuzione di ruolo - es. padri a casa e madri a lavorare).
    Sul fatto dei sensi di colpa, pienamente d'accordo: sono assolutamente parte molto forte del problema. Ne provano sia gli uomini che le donne, e in generale (cioè non per i figli ma anche per la salute mentale del singolo individuo anche senza figli) bisogna cercare di liberarsene.
    Evidentemente le tue esperienze sono diverse, i tanti padri che conosco (colleghi) hanno comunque un ruolo molto attivo nell'educazione dei propri figli, e sbagliano nello stesso modo di tante madri che descrivi...
    Ops ma aspetta, forse ho capito adesso: era un puro esercizio di logica? Cioè, visto che si parte dal presupposto che i padri non c'entrano perchè nessuno li ha nominati in un anno, significa che solo le madri influiscono sull'educazione. Da cosa sono distratte le madri? Dal dover fare qualcos'altro, tipo lavorare. Allora leviamo loro qualsiasi cosa tranne i figli e la situazione migliorerà per forza. Era così? Ci hai messi di fronte al fatto che il tono dei commenti presupponeva una logica che estremizzata porta a questo? Se non è, perdonami. Sto solo cercando di capire.
    Ciao
    ste

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    1. Sì, esatto, è proprio così!!
      Vi siete tutti fermati sul discorso donna a casa - uomo al lavoro senza capire perchè l'ho detto! E' un problema dell'era moderna: la velocità! Si legge velocemente, si divorano informazioni e si sente solo quello che vogliamo sentire...per questo rispondi sempre ad ogni singolo commento, per far capire.

      Sono le donne, madri e non madri, a non aver mai nominato i padri prendendosi meriti e colpe dell'educaizone dei figli. Sono i padri e gli uomini che commentano a non aver detto "guarda che anch'io faccio gli stessi errori". (A onor del vero un paio di padri hanno commentato, ma senza mai dire direttamente dammi i miei diritti di padre, dammi le mie colpe, hanno solo parlato di cosa fanno loro in famiglia con i figli).

      In un anno nessuno che abbia urlato per la parità dei diritti e dei doveri in famiglia...quindi? Quindi è un dato di fatto che l'educazione dei figli è appannaggio delle donne che però spesso devono (o comunque vogliono) lavorare e quindi non solo lavorano otto ore al giorno fuori casa ma poi anche altre quattro ore al giorno in casa e poi anche otto ore nel fine settimana, sempre tra figli, lavatrici e cucina aiutate (spesso di buon grado, spesso controvoglia)dai mariti. E il tempo per la coppia? E il tempo per fare cose in famiglia (non i compiti, parlo di cose belle, che piacciono)? E il tempo per se stessi?

      Dopo otto ore di lavoro upmini e donne sono stanchi e non hanno voglia di stirare o pulire il water, ma devono farlo. Il sabato, dopo una settimana di lavoro, cose da stirare e water da pulire, sono stanchi e non hanno voglia di andare all'ipermercato a fare la spesa, all'Ikea a prendere il mobiletto per il bagno, al McDonald's alla festa di compleanno del compagno di squadra del figlio, ma devono farlo.
      Che vita è?
      Per di più le donne -e questo non potete negarlo, mi dispiace- sono più rompiscatole quindi se l'uomo non ha piegato bene i maglioni o non ha voglia di andare all'Ikea a scegliere la scarpiera e poi montarla si arrabbiano o mettono il muso.
      tempo libero passato a fare cose noiosse e/o a litigare.
      Che vita è?
      Essendo le donne le vere educatrici dei figli, essendo quelle che sistemano il nido a modo loro, bene, che quello sia il loro lavoro per otto ore al giorno, il loro contributo alla vita di coppia e famigliare e poi, finite le otto ore, passino ore spensierate e felici con la loro dolce metà, con i figli, con gli amici o quant'altro.

      E' più chiaro adesso?

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    2. :-D
      Ok, era una dimostrazione per assurdo che la responsabilità va data anche ai padri.
      Ammettilo, come dimostrazione era provocatoria, e manco poco...
      Brava però, ci hai depistati tutti :-D
      Ciao
      ste

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  34. E ben 91 commenti!

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  35. Probabilmente se le politiche sociali di questo stato (s minuscola voluta!) aiutassero veramente la famiglia (le modifiche alla legge sui congedi parentali in vigore la primo gennaio 2013 sono R I D I C O L E!) sarebbe più facile per tutti reinterpretare il proprio ruolo, anche per chi non ha gli strumenti economici, e sopratutto emotivi, per gestire un cambiamento sociale che definirei storico! Non tutti hanno la possibilità di ragionare per massimi sistemi! E.

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    1. Vero, verissimo, assolutamente d'accordo.
      Ma se in quel minuscolo spaccato di Italia rappresentato dai lettori del mio blog nessuno in un anno ha mai nominato i padri (per difenderli in quanto educatori migliori delle madri che descrivo o per dar loro le stesse colpe che io do alle madri, in nome della parità dei diritti), cosa ci aspettiamo dallo stato? (s minuscola voluta) Lo stato sono i nostri politici e i nostri politici sono gente come noi: italiani coi loro pregi e i loro difetti. Ogni popolo ha il governo e lo stato che si merita non per aver votato uno schieramento piuttosto che l'altro, ma per essere quello che è. Nel caso specifico delle politiche sociali e familiari, siamo un popolo convinto che sia giusto incolpare solo le madri per l'educazione dei figli, dare a loro tutta la responsabilità che crescere dei figli comporta. Siete voi, miei lettori, a non aver mai messo i padri sullo stesso piano delle madri, siete voi, nel vostro piccolo, ad avere le stesse responsabilità dello stato e delle sue decisioni in ambito sociale, che riflettono semplicemente quella che è una realtà di fatto del nostro Paese.

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    2. Io credo che i Politici dovrebbero essere più capaci di me. Dovrebbero avere delle competenze di programmazione maggiori dell'italiano medio che, è evidente da come ci siamo posti nei confronti del post (e di tutto il blog)da soli non sappiamo farcela. Ma questa è una mia personale opinione e, nel mio piccolo, credo che questo cambiamento debba essere supportato dall'alto. E.

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  36. Lena santa subito!
    Siamo a 106 commenti e tutte le volte hai dovuto dire e ridire le stesse cose, rispiegare quello che già era scritto nel post. Se la gente leggesse con attenzione e non commentasse a vanvera, inalberandosi subito per un presunto delitto di lesa maestà, ti saresti risparmiata un bel po' di fatica. Complimenti per la tenacia e per il blog
    Prometeo

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    1. Grazie Prometeo,
      e se hai letto tutti e 106 i commenti complimenti anche a te! per me è quasi un dovere, visto che ho aperto e voluto questo blog, ma per te è puro esercizio di pazienza e training autogeno!

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  37. Basta, mi dichiaro sconfitto! Alla lunga si può fare indigestione di tutto ed anche questa volta i mulini a vento hanno vinto. Raccolgo le pietre, i sonagli e campanelli, le maschere, gli stracci colorati e felice me ne ritorno dalle mie amate mura imbottite.
    Prima di riposare però ho ancora un raglio: complementi a Lena, alla sua pazienza ed educazione.
    Buona notte a tutti!

    Xerses.

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    1. A volte chi si arrende è il più forte.
      Grazie per avermi dedicato il tuo ultimo raglio, significa molto per me.
      Buona notte Xerses

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  38. Leggendo questo post mi sono sentita mooooolto "eccezione" (ho controllato di proiettare un'ombra ;p).. anche perché come forse ti ricorderai, io i padri li ho nominati.. anzi.. sono stati il primo "spunto di riflession" della prima mail che ti ho inviato! Ma va beh, capisco la "licenza poetica" del "nessuno me li ha mai nominati", che in effetti è più efficace ;)

    Per il resto... provocazione a parte (perché leggendo il post, i post precedenti ed avendo avuto qualche scambio o era una provocazione oppure doveva essere successo qualcosa di molto grave in questo periodo di non collegamento ;) ) personalmente non sono d'accordo con tantisimi punti, soprattutto nelle analisi dei causa-effetto. Può darsi che facciano anch'essi parte della provocazione, ma non ne sono del tutto sicura.. Va beh, quando (se) sarò meno stanca magari riuscirò anche a scrivere un commento più puntuale =D
    Intanto bentornata (te lo dovevo scrivere 3 post fa, ma va beh.. ;) )
    Ciao.

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    1. Ciao CZ e bentornata anche a te!
      Scusami, ma con tutti quetsi commenti mi ero completamente persa il tuo, che ritrovo solo ora!

      E' vero che nella tua prima mail mi hai dato lo spunto dei padri ma, sono andata a rileggerla e se mi permetti cito testualmente " 1- i padri. Questa figura quasi mitologica in Italia. Che fanno? Che ruolo hanno? Perché non si oppongono a questo mamme cannibali, perché non fermano questo scempio, loro che sono biologicamente meno obnubilati dall'ossitocina???".
      In un certo senso vieni dalla mia parte: nessuno nomina i padri, anzi i padri sembrano non esistere! Non mi hai scritto che per la parità dei diritti anche loro hanno le loro colpe nell'educaizone dei figli, ma mi hai scritto che sono vittime delle mogli-madri cannibali quindi, fondamentalmente, il tuo intervento non è in loro difesa, quindi posso dire in tutta onestà (e non solo come licenza poetica) che mai nessuno mi ha detto "Non puoi prendertela solo con le madri, i padri hanno esattamente le stese colpe e gli stessi meriti perchè nelle famiglie di oggi i figli fortunatamente si educano in due".
      In un certo senso in questo post ti ho risposto: i mariti non fanno nulla perchè vogliono evitare ulteriori fracassamenti dello scroto da parte delle loro mogli che sono convinte di avere assolutamente ragione su tutto quello che riguarda figli e casa. Il problema è che non solo sono convinte di aver ragione, ma pretendono anche che il padre le aiuti a "gestire" i figli (che termine orribile, utilizzato spessissimo dalle madri), ma a modo loro. Se facessero solo quello (solo le madri intendo) le coppie litigherebbero sicuramente meno e i padri probabilmente sarebbero un po' più presenti perchè, adesso come adesso, o scappano per evitare le ire funeste delle dolci consorti, o (sempre per lo stesso motivo) fanno tutto quello che pretendono/vogliono/dicono/lasciano intuire le mogli.

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    2. sì, diciamo.. mi inserivo nel contesto del blog e quindi nella fattispecie mi domandavo il ruolo di questi padri compagni di questa tipologia di madre. E se vuoi era un: "ma perché nessuno li nomina?!" Ovvio che io avevo (e ho) la mia risposta al quesito... Che in parte coincide con la tua.. quindi in questo sì, siamo d'accordo. Solo non sono d'accordo sulla soluzione proposta né sulle cause ultime del problema..

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  39. Lascio un articolo quà in fondo:

    http://27esimaora.corriere.it/articolo/nuova-domesticita-e-se-le-donne-decidono-di-tornare-in-cucina/

    Qualche concetto mi pare di averlo già letto da un'altra parte ;)

    Xerses

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    1. Ti giuro cohe non l'avevo letto! Mi riferisco al libro, ovviamente, visto che l'articolo è uscito oggi...
      Grazie per questo link e, soprattutto, per avermi capito!
      Si può non essere d'accordo con la mia teoria (che come apprendo oggi non è solo mia), ma mi dispiace che non sia stata capita e mi stupisco di quanti mi abbiano scritto per dirmi che li avevo delusi e che ero andata completamente fuori di testa...

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    2. no, la differenza è che tu IMPONI che la donna DEBBA tornare a fare la massaia, mentre qui si parla delle donne che DECIDONO di mollare il lavoro... e poi, perchè tu parli solo della DONNA e non del MEMBRO DELLA COPPIA che decide di dedicarsi solo al focolare? inoltre dimostri di non capire una cippa di economia dando la colpa alle presutnuose donne che hanno voluto andare a lavorare, perchè perfino una matricola di economia e commercio sa che i paesi il cui PIL è maggiore sono quelli in cui si registra un tasso di occupazione FEMMINILE elevato. almeno studia e informati

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  40. Vi siete scannate sul ruolo della donna, lavoro sì o lavoro sì (mi pare di capire che siate tutte donne in carriera che non rinuncerebbero al lavoro nemmeno dopo aver vinto la lotteria italia perchè solo il lavoro vi rende vere donne), ma dei padri ancora nulla. Vi siete vantate di mariti che curano i figli o che puliscono la casa, ma nell'educazione dei figli che ruolo hanno? E' anche colpa loro o no? Fanno le stesse cose di cui Lena accusa le madri o no? E' anche colpa loro se abbiamo una generazione di devastati attaccati alle gonne di mammà?
    Prometeus
    Ovviamente io credo che la loro colpa sia solo una: essersi accoppiate a delle mantidi religiose che, dopo essere state impalmate, ne divorano l'anima.
    P.

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  41. Mi dispiace, ma non ho mai letto una tale marea di sciocchezze, oltre tutto sciocchezze pericolose da diffondere. Da far venire i brividi. E non sono certo una femminista militante.
    Se tu ti senti meglio con te stessa a prenderti cura della casa e dei figli come unica occupazione, va benissimo. E lo dico senza ironia. Anch'io la trovo una cosa bella e degna del massimo rispetto; anche a me piacciono il giardino fiorito ed i tovaglioli in tinta con la tovaglia.
    Ma sostenere che le donne amano fare questo o sono più brave in questo per una differenza biologica, che proprio perchè sono donne il lavoro non potrà mai dare loro altrettanta soddisfazione, lo trovo folle e vergognoso.
    Ripeto, se è così per te, massimo rispetto, e ti auguro, come auguro a tutti, di poter vivere come desideri e di poter fare quello che più ti dà soddisfazione nella vita.
    Ma lascia stare le altre, per cortesia.
    Siamo tutti individui, e la realizzazione personale non passa per tutti solo e esclusivamente da una casa ordinata, indipendentemente dal sesso.
    Con sincerità,
    A.

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    1. Cara A.,
      non è la mia posizione, non è il mio pensiero. Io odio pulire casa, sono una pessima casalinga e preferisco mille volte lavorare piuttosto che passare le mie giornate a stirare o passare la cera. Viceversa, mio marito è bravissimo nelle incombenze domestiche e preferirebbe fare il casalingo piuttosto che andare a lavorare. La tua accusa di generalizzare una mia opinione, quindi, è assolutamente infondata. Sono partita da un episodio personale (il giardino o qualche lavoro di fai da te che per me sono un piacevolissimo svago) per parlare di quello che generalmente sento dire dalle donne e, soprattutto, dalle madri: i mariti non sanno fare bene le cose, dove per bene si intende come dicono loro. Mamme stressate e sempre di corsa perché devono fare la spesa, cucinare, lavare, stirare, andare dal pediatra, portare i bambini a calcio, preparargli la cartella, aiutarli con i compiti e, in più, lavorare otto ore al giorno. Sono sempre stressate e incasinate, ma lo dicono con una punta di orgoglio, erroneamente convinte che senza di loro la famiglia, anzi, il mondo intero, sarebbe già alla rovina. Se delegassero e ammettessero che il loro modo di fare le cose non è l'unico corretto avremmo mariti più collaborativi perchè non verrebbero continuamente ripresi da mogli paranoiche, bambini più autonomi e maturi perchè già da piccoli imparerebbero a fare molte cose da soli e, quindi, famiglie più serene.
      Noi donne, però, non vogliamo delegare e perdere questo ruolo di martire col potere, quindi ci resta solo una soluzione: smettere di lavorare ed essere meno stressate, potendoci occupare solo di quelle cose che siamo convinte di saper fare meglio degli uomini.
      Purtroppo non si può e, soprattutto, non vogliamo, come se dire faccio la casalinga sminuisse la nostra figura di donna del Duemila. Per me non è così: la vera libertà sta nel fare quello per cui siamo più portate.
      Dire che uomini e donne sono diversi non significa dare una connotazione negativa ad un genere piuttosto che all'altro, significa al contrario prendere atto di differenze biologiche effettive e di tirare fuori il meglio dalle nostre inclinazioni personali.
      A mio parere sostenere che tutti gli individui siano uguali è l'errore più grande che l'uomo moderno abbia mai commesso. Non siamo tutti uguali. grazie al cielo! L'importante è ricordarsi che la diversità è un punto di forza, non un difetto.

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    2. Cara Lena, ero già fondamentalmente d'accordo con il senso generale del post, ma questo tuo ultimo intervento è davvero una delle cose più intelligenti e azzeccate che abbia mai letto sull'argomento. Brava! Noi donne ci siamo proprio date la zappa sui piedi...
      Elisa (mamma trentenne lavoratrice full-time con manie di perfezionismo casalinghe ^_^)

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    3. Grazie Elisa,
      non sai quanto mi faccia piacere leggere questo tuo commento!
      Sono stati veramente pochi quelli che hanno capito cosa volevo veramente dire e i miei lettori si sono concentrati solo su un superficialissimo "le donne si sono guadagnate con dure lotte il diritto al lavoro e adesso arriva la prima scemetta del web a mandare tutto a catafascio".
      Per me è stata una delusione. Non cerco consensi a tutti i costi, ma odio non essere capita, odio che i miei pensieri vengano travisati.
      Se non ho figli è (anche) perchè so che anch'io molto probabilmente vorrei fare tutto da me, perchè noi donne siamo le regine del "se vuoi che una cosa sia fatta bene falla da sola", ma chi decide come è bene? Noi. e allora? E allora ci lamentiamo che dobbiamo fare tutto da sole, ma sotto sotto ne siamo felici. Non voglio tirarmi la zappa sui piedi...
      Un abbraccio
      Lena

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  42. No, ma... questo post è uno scherzo vero?

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    1. No: è una provocazione basata su quello che vedo (donne che non delegano e fanno mille cose ma poi si sentono in colpa perché non hanno tempo di fare tutto e stare coi figli) e su quello che sento (donne che si lamentano costantemente di come gli uomini non sappiano fare le cose, soprattutto quando si tratta di stare con i bambini). Per ammetterlo, però, ci vuole un po' di onestà mentale e così mi ritrovo che la stessa donna che mi ha detto "Se non gli dico di mettergli sciarpa e cappello, mio marito sarebbe capace di portare a scuola i bambini solo con la giacca a vento, pensa te...", che, dopo aver letto questo post, mi dice: "Per fortuna io ho sposato un uomo moderno, che sa fare tutto!". Sì, fa tutto quello per cui tu l'hai ammaestrato, ma fondamentalmente non ti fidi di lui, quindi meglio se stai a casa e pensi tu alla famiglia, anziché farlo sentire in colpa perché ad aprile non mette il cappello di lana ai bambini e rompergli le scatole per mille paranoie assurde!!!

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