martedì 2 aprile 2013

A chi piace?

 "Secondo me era molto meglio, almeno la protagonista non era la solita ragazzina bella, brava e
Violetta
intelligente..."
"Sì, ma l'altra era ridicola: era brutta solo perchè la pettinavano così e le mettevano quegli occhiali spessi"
"Sì, ma poi nelle ultime puntate diventava più carina..."
 "Comunque anche le canzoni, sono molto meglio quelle di Violetta."
"Ma quelle di Patty erano più ritmate, ti veniva voglia di ballare..."
"A Serena piace di più Violetta."
"Anche a Caterina, ma forse è solo perchè quando davano Patty lei era ancora un po' troppo piccola"
"Ma ti ricordi quando Patty e Antonella con una magia si erano scambiate i corpi?"
"Sììì, ma ai bambini le magie piacciono, il brutto è stato quando Giusy è diventata cieca..."

Questo dialogo mi ha convinto a non salire più su un treno, una metropolitana o un tram. O quanto meno a comprarmi un iPod e a salire sui mezzi pubblici solo opportunamente isolata.
Due mamme, abbondantemente sopra i quaranta, hanno amabilmente discusso per ventitre minuti della trama di Violetta e del Mondo di Patty (e vi assicuro con cognizione di causa), di A Tutto RitmoLa Mia babysitter è un vampiro. Era evidente che non si erano perse una puntata: sapevano tutta la trama, tutti i nomi e, orrore degli orrori, hanno canticchiato la sigla.

E poi c'è lei, il mio nuovo incubo. E poi c'è lei, utilizzata come immagine del profilo da decine di madri su Facebook. E poi c'è lei, che viene definita da quelle madri "Unica", "Eccezionale", "Meravigliosa". E poi c'è lei, Peppa Pig!

Memole
Anni '80, tipico dialogo a casa di piccola Lena:
"Mamma, hai visto in giro le mie figurine di Memole?"
"E cos'è?"
"Memole, la folletta con i capelli viola..."
"Ah, gli gnomi di Babbo Natale!"
"No, quello è Alla Scoperta di Babbo Natale, io dico Memole: ha un cappello rosso, il vestitino giallo..."
"Ah, quella che canta!"
"No, quella è l'Incantevole Creamy. Anche lei ha i capelli viola e il vestito giallo, però è grande, Memole è piccola...va beh, fa niente...se trovi delle figurine colorate me lo dici?"
Per mia mamma i cartoni animati si dividevano in:
1)I Puffi= I Puffi, Gli Snorky, David Gnomo, Maple Town, Dolce Memole, Alla Scoperta di babbo Natale e tutti i cartoni animati dove uno o più protagonisti erano bassi.
2) Mimì= Mimì e la nazionale di pallavolo, Mila e Shiro, Holly e Benji, Hilary e tutti i cartoni "sportivi"
3) Candy Candy= Candy Candy, Milly un giorno dopo l'altro, Sarah lovely Sarah, Georgie, Lady Oscar e compagnia bella.
4) Parimpampu= L'incantevole Creamy, Magica Emy, Gigì principessa dei sogni, Sandy dai mille colori e tutti quelli con una bacchetta magica.
5) La Disney.

Per mia nonna i cartoni animati si dividevano in:
1) Bim Bum Bam: tutti quelli trasmessi in televisione
2) Topolino: tutti i classici Disney che guardavo in videocassetta.

Mia mamma non guardava mai i cartoni animati insieme a me e, se le capitava di essere nella stessa stanza mentre io li guardavo, non ci prestava attenzione, così come io non prestavo attenzione ai telegiornali o a Beautiful. Oggi, invece, le mamme sanno tutto dei programmi che guardano i figli, ma c'è di peggio: quei programmi piacciono anche a loro!
Ho visto mamme impazzire davanti ad una vetrina piena di oggettini di Hello Kitty e disperarsi perchè alla loro età non possono comprare la cover rosa e glitterata per il cellulare, ho visto mamme con la borsetta di Winnie the Pooh e, ve lo giuro, ho visto mamme andare in giro con la maglietta si SpongeBob e dire che è un cartone animato meraviglioso!
Io non ho figli, ma adoro i cartoni animati della Disney e ho magliette e borse con Minnie e Topolino, ma mi sono sempre piaciuti, piacciono a me. Io lavoro con i bambini, quindi mi tengo informata, ma se un telefilm è stupido non me lo faccio piacere solo poerchè i "miei" bambini lo adorano. Se mi piace Hanna Montana è perchè piace a me! Queste madri, invece, prima di procreare, nemmeno sapevano chi fosse SpongeBob e non avevano mai guardato Disney Channel, mentre adesso hanno in macchina il cd di High School Musical. E' questo improvviso cambiamento che mi inquieta, oltre al loro fanatismo che rasenta il ridicolo...

Le mamme di oggi, infatti, non solo conoscono, guardano, seguono con interesse e perfino registrano i cartoni animati dei figli, ma sono le prime a scovare tutti i gadgets, gli annessi e i connessi.

"L'altro giorno ho visto in edicola una pallina dei Puffi, ma non era una pallina: era un braccialetto chiuso
Borsette Hello Kitty
dentro una pallina di stoffa! L'ho portata a casa a Viola ed era felicissima, anche perchè era appena arrivato in edicola e non sapeva nemmeno che esistesse, quindi doppia sorpresa!"

"Ho letto su internet che uscirà a breve il cofanetto con la nuova serie di Violetta, quindi l'ho già prenotato su Amazon così per il suo compleanno ce l'ha e sarà la prima a vederlo, perchè esce proprio pochi giorni prima..."

"Guarda che è meglio se compori il pacchetto con la carta argentata: c'è una figurina in meno rispetto al pacchetto con la carta nera, ma una è sicuramente della serie speciale da collezione e poi se prendi quattro pacchetti il quarto è in omaggio. Io non l'ho detto a Fili, così ogni giorno gli regalo un pacchetto, e il quinto giorno è gratis..ahahha".

Anni '80, tipico dialogo a casa di piccola Lena:
"Mamma, lo sai che ho visto i pupazzetti degli Snorky..."
"E chi sono?"
"Quelli che vivono in fondo al mare, che hanno un tubo sulla testa..."
"Tipo i Puffi?"
"mmm...sì, tipo. E hanno fatto i pupazzetti di plastica con il tubo che si piega, una mia amcia ce li ha..."
"E cosa te ne fai?"

Il "Cosa te ne fai" era tipico della mia mamma...lo è ancora adesso quando le dico che mi sono comprata lo smalto adesivo damascato o una spugna naturale per lo scrub o qualunque altra cosa lei non usi. Ho poi ricevuto dei pupazzetti degli Snorky, ma non me li ha cercati lei, non è stata la prima a portarmeli e propormeli, non ha insistito perchè io li avessi. Me li ha comprati una volta che eravamo insieme in centro e io mi ero fermata con gli occhi da cane bastonato davanti alla vetrina della cartoleria. Me li ha comprati perchè io li volevo, non perchè lei volesse che io li avessi, che è ben diverso.

Oggi non esistono più i "Cosa te ne fai?", oggi ci sono solo i "Che bello chissà quanto le piacerà!", i "Lui adora Manny Tuttofare, questa maglietta con gli attrezzi gliela devo asolutamente comprare!" o i "Gli ho messo in cameretta gli stickers dei Barbapapà, poi tra un paio d'anni quando sarà più grande li cambieremo con le decorazioni dei cartoni che gli piaceranno."

Questa commistione tra il mondo dei bambini e quello degli adulti è profondamente sbagliata perchè i bambini si convincono che il mondo giri intorno a loro, che gli adulti debbano fare quello che fanno loro, amare quello che amano loro, giocare come loro, pensare come loro...No! 

Gli adulti non sono bambini...o forse sì? Forse è proprio questo il problema fondamentale della nostra generazione: non siamo abbastanza adulti per fare i genitori, così facciamo gli amici e i compagni di gioco dei nostri figli?




15 commenti:

  1. Credo che a quelle mamme i cartoni dei figli piacciono perchè piacciono, così come io mi sono rivista tutte le repliche de "il mistero della pietra azzura" con la scusa che piacevano a mia sorella mentre non sono riuscita a seguire per due secondi "sailor moon" perchè era una palla già quando ero ragazzina io.
    Mia made non guardava iami i puffi con noi ma quando davano "Lovely Sara" una scusa per stare in cucina sino alla fine dell'episodio la trovava, eppure se non avesse avuto le figlie piccole non credo si sarebbe neppure accorta che esisteva (così come la mamma dcon la magliettai spongebob). Ci siamo guardati assieme tutti i classci disney (allora li davano in diretta sull'unico televisore di caa, non c'erano le videocassete), non mi sembra una cosa così anomala.
    E da mamma che già da piccola cerca di non darle tutto quello che vuole mi capita a volte di vedere una cosa e prendergliela solo perchè so che la sorpresa le piacerà. Mi sembra normale, se ce lo si può permettere lo si fa, l'importante è che non diventi un abitudine fissa (oltre a ciziarli così gli si rovinano le soprese, se ce ne fosse una ogni volta che mamma uscisse che sorpresa sarebbe?).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se credi che a quelle madri i cartoni piacciano e basta, dunque, vieni dalla mia parte: Gli adulti non sono bambini...o forse sì? Forse è proprio questo il problema fondamentale della nostra generazione: non siamo abbastanza adulti per fare i genitori, così facciamo gli amici e i compagni di gioco dei nostri figli?

      A ognuno il suo ruolo, per il bene di tutti, non credi?

      Elimina
  2. Mia madre ha sempre letto tutti i fumetti che entravano in casa, anche adesso che è nonna non disdegna. Per esempio, a parte certe cose rosa di dubbio gusto che fanno in televisione, l'editoria per bambini è molto più ricca e divertente e varia di quello che era una volta, e a farsi un giro nel reparto per bambini di una grande libreria si trova sempre qualcosa di interessante :-) Il mondo è bello anche perché sulla metropolitana c'è talmente tanta gente da guardare che non ci si annoia mai. E se anche fosse, in fondo, basterebbe portarsi dietro un libro da leggere

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che non ci si annoia mai è verissimo...ma a sentire certi sproloqui (non solo delle madri) il rischio di gastrite aumenta ;)
      Ai libri in treno ho dovuto rinunciare: le Notti Bianche non possono essere rovinate da discussioni su Barbara D'Urso...

      Elimina
    2. a proposito di libri per bambini, a 45 anni suonati (o suonata?) mi sto facendo una vera indigestione dei meravigliosi romanzi per ragazzi di Bianca Pitzorno... sono godibilissimi anche dai lettori adulti!

      Elimina
  3. Ciao, ti leggo oggi per la prima volta, e sono deliziata. Assolutamente d'accordo con te sull'atteggiamento cambiato dei genitori: io sono cresciuta in un mondo in cui esisteva la noia, esisteva chiedere il tale gioco, ed esisteva che mia madre mi rispondesse il "che te ne fai", oppure il classico "è brutto, ma se lo vuoi, sarà il tuo regalo di compleanno". Ed era un regalo per un'occasione chiara. Punto. Non mi venivano portati pensierini tutti i giorni. E, sì, anche lei, come ricorda LGO, leggeva ciò che magari, su mia richiesta e sua approvazione, entrava in casa. Ma molte cose 'trash' di lettura ero io a portarle in casa, non lei a comprarmele sponte sua.
    @LGO: sull'editoria per bambini, lasciatelo dire da una scema che ci lavora e la studia da vent'anni, secondo me non è tanto vero, sai? E' apparentemente più ampia, non necessariamente sempre più ricca e varia. E grandi operazioni editoriali del livello di Scala d'oro, Corticelli, l'Einaudi per ragazzi curata da Calvino, o le serie illustrate di Bruno Munari non ci sono più. Ci sono, specie all'estero, degli ottimi illustratori, che spesso vengono tradotti - e quel mercato lì, dei libri illustrati è effettivamente molto più ricco e interessante (perché è cambiato il valore dato all'immagine nella società). Ma anche questo ha un costo: per esempio uno studio recente rivela che i ragazzini, proprio per l'incremento così forte delle illustrazioni, stanno perdendo la capacità (e la ritualità - aggiungo io da una prospettiva antropologico-letteraria) dell'ascoltare fiabe senza immagini, proiettando le proprie illustrazioni mentali. Un elemento che contribuisce al calo della capacità di attenzione. Poi, che c'entra, anche a me piace comunque andare nel reparto "bambini" (specie quando sono in UK, dove è organizzato veramente in modo serio!). E non solo per interesse di lavoro (o meglio: l'interesse di lavoro è nato dall'interesse personale). Ma la povertà di contenuti rispetto al passato in Italia è impressionante (anche Bologna non è più quella di una volta, in questo senso, sigh...).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao e Benvenuta!
      Dove sei stata fino ad ora??? Leggo i tuoi commenti e mi si apre il cuore, davvero! Sbircio il tuo profilo e vedo lei, Alice. Ripenso alla mia tesi di laurea, su tre diverse riduzioni di Alice nel Paese delle Meraviglie per bambini anglofoni e non. Penso a come lei, Alice, si sia ritrovata in un mondo all'incontrario, dove gli adulti non sanno comportarsi come tali, dove il ruolo della persona saggia e matura spetta a lei; diventa piccola piccola, grande grande, non sa più chi è, non ha più il suo ruolo. Si stanca, si arrabbia e se ne va da quel mondo all'incontrario.
      Rileggo i tuoi commenti e nelle tue parole ritrovo i miei pensieri, le mie perplessità, la mia indignazione.

      EDITORIA PER BAMBINI: i bambini di oggi sono i figli dei figli del consumismo e, di conseguenza, consumano libri alla stessa velocità dei pannolini. Tutto corre, tutto è veloce. Guardano le immagini e quando il libro è finito ne vogliono un altro, subito. Tutti quei libri sono belli, a prima vista, ma sono solo specchietti per allodole: colori, profumi e sensazioni tattili a totale discapito dei contenuti. Tutto bello, ma che fine ha fatto il gusto di sentire una storia e immaginare i personaggi? Che fine ha fatto il gusto (e il bisogno dei bambini in età prescolare) di sentire e risentire la stessa fiaba fino allo sfinimento, per vedere se cambia il finale, per imparare a riconoscere i buoni dai cattivi, per imparare il rapporto causa-effetto?

      Elimina
    2. Mi interesserebbe sapere come si fa a discriminare gli effetti sulla capacità di ascolto dei libri troppo pieni di illustrazioni da quelli della tv, delle app degli icosi etc. Poi, io non sono un'esperta di editoria per bambini, noto solo che l'offerta è estremamente varia, e si trovano i classici (tutti, e spesso in edizioni rinnovate e di qualità), prodotti che, semplicemente, una volta non c'erano (quelle per la fascia prescolare) e così via. Credo che in una discussione più seria, per cui forse non ho le competenze, bisognerebbe distinguere le varie fasce d'età. Nella mia esperienza comunque i bambini non hanno affatto perso il gusto di risentire le stesse storie allo sfinimento (certo, per soddisfare questo bisogno però sono necessari genitori disponibili, ma non è che poi salta su qualcuno a dire che sono schiavi dei figli?).
      Non so, di madri ce n'è tante, di tanti tipi diversi. Non è che occuparsi di cose da bambini sia necessariamente un male - io, anzi, direi che è un bene, a maggior ragione per chi sceglie di fare il genitore. Solo, ci sono persone che rimangono adulte facendo cose da bambini e persone che non sono mai cresciute e continuano a bambineggiare qualsiasi cosa facciano.

      Elimina
    3. @Lena: ti ho trovato tramite la mia collega e grande amica Noisette, e ho pensato la stessa cosa... Alice... beh, Alice è uno status, per me! (Tornerò, eccome se tornerò). Ho molto riflettuto, tra l'altro, sul fatto che, come tu dici, uno sfogo non basta e sarebbe necessario interrogarsi in maniera problematica su che cosa sia successo. Ci voglio pensare sopra, perché credo tu abbia ragione. La questione non è l'aneddotica, ma capire.

      @LGO: ti rispondo sulle cose che conosco e che studio, sul resto passo. In generale, no, i classici non ci sono affatto tutti: ce ne sono molti, e molto belli, che si sono persi e spesso le edizioni cosiddette integrali ("rinnovate e di qualità") non lo sono affatto (più). Spesso è solo facciata, e fatta male (e tradotta peggio). Non solo: mentre prima per esempio se si pubblicava un filone si seguivano fino in fondo le puntate o simili, adesso molto spesso si pubblicano classici stranieri in più puntate senza tenere conto di una programmazione, e senza nemmeno sapere (basta leggere quarte e bandelle) che quelle puntate esistono, e che ci sono volumi, o almeno un continuum narrativo. Certo, ci sono eccezioni ( i Delfini di Faeti, per esempio), ma sono appunto tali e anche i pochi direttori di collana bravi si scontrano con il fatto che una politica di collana non si fa più appunto per autori, generi e temi ma (anatema!) per fasce di età. A questo proposito, le fasce di età, a parte la classica distinzione pre-scolare (pre-lettura autonoma) post, che non è di genere letterario, ma pedagogico, sono un'invenzione molto italiana che purtroppo è stata tra le cause di questo generale impoverimento che sottrae contenuti proporzionalmente a quanto aggiunge colori, cartonati e illustrazioni. (Nel mio libro infatti io ne parlo molto male - ma sono buona ultima in un molto più illustre coro).
      La fascia pre-scolare, come ti dicevo, è migliorata grazie alle illustrazioni che lì sono necessarie, anche perché si è importato di più e meglio. Anche se anche qui si è perso molto in competenza (per esempio di nuovo nella consapevolezza della serialità).
      Per quanto riguarda la prima domanda, è chiaro che in studi del genere (ma qui si va in un ambito che è più di scienze dell'educazione che è meno il mio - a me interessa il racconto orale, lo ripeto, dal punto di vista antropologico letterario come costruzione di mito rituale e mondi possibili, è un'altra cosa) si tiene conto di tutto. Ma il tipo di attenzione che si misura nella relazione mitopoietica (parlo di studi di linguistica, sociologia e scienze cognitive, soprattutto - cose su cui stiamo lavorando adesso, e ovviamente dovrei essere più lunga ed esauriente ma non voglio approfittare dello spazio altrui in casa altrui, diciamo che mi sto permettendo, chiedendo scusa a Lena, in nome di Alice! - ti assicuro però che le competenze per fare una discussione, come tu la definisci, "seria", ce le ho, perché sono cose che problematizzo da anni) è molto diversa rispetto a quella che si misura nella relazione con le immagini a schermo in movimento non interattive o (ancora) con quelle a schermo interattive.
      E quello che si vede è che - lasciando stare la relazione genitoriale, che è eccezione di suo (e nel tuo caso ancora più eccezionale, se mi consenti il complimento) - questo tipo di relazione mitopoietica con l'equivalente di un narratore orale originario è molto cambiato e diminuito proprio in diretto aumento della visualità di lettura. Tutto qui. Smetto. Se vuoi dettagli, la discussione mi interessa, sono disponibile a continuare in privato come preferisci, sai dove trovarmi!

      Elimina
    4. @'povna, scusa ma avevo perso la risposta. Sì, la discussione interessa anhe me. Chiedo scusa anche alla proprietaria del blog per l'intrusione, ma non credo sia il caso di continuarla qui :-)

      Elimina
  4. Il senso non è che alle mamme possa piacere o non piacere un cartone animato o una serie, il fatto è che una volta i mondi adulto - bambino erano separati, i bambini si occupavano di cose da bambini e gli adulti di cose da adulti, nel senso di passatempi e piaceri. Alle mamme piaceva Candy solo perchè era ANCHE il loro cartone, quando erano piccole. Ma non è neanche questo il punto. E' che oggi il genitore è amico e come un amico condivide anche le passioni, con il risultato che anche i cartoni animati e le serie tv si stanno "adultizzando" (vedi Il mondo di Patty, Violetta ecc.).
    Io credo che sia sbagliato.
    Sbagliato che un genitore accontenti il figlio ANCHE in questo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tu, come sempre, mi capisci. Capisci il senso generale e vai oltre.
      Grazie di esserci sempre.
      Un bacio

      Elimina
    2. Grazie a te perchè dai voce ai miei pensieri!

      Elimina
  5. "Ho visto mamme impazzire davanti ad una vetrina piena di oggettini di Hello Kitty e disperarsi perchè alla loro età NON possono comprare la cover rosa e glitterata per il cellulare". E invece la comprano!!!! Che disastro!!!
    Quando ho partorito, in ospedale, ho conosciuto una ragazza amareggiata perchè aspettava un maschietto e quindi non avrebbe potuto comprargli nulla di Hello Kitty a cominciare dalla carrozzina, e meno male aggiungo io!

    Rispetto al post confermo che la divisione dei ruoli genitore/figlio è sempre più labile (quando c'è) e difficile da rispettare.
    Io mi rendo conto di "impormi" determinati comportamenti primo perchè so che non è giusto assecondarli o peggio prevenire i loro desideri e secondo perchè se non impongo io dei limiti non posso certo pretendere che capiscano quando la misura è colma o quando qualcosa non si può avere! Quello che mi fa pensare è che probabilmente i nostri genitori non facevano questa autocensura, si comportavano così e basta. Forse siamo figli del consumismo o forse non siamo mai cresciuti completamente.

    Non c'entra nulla ma questa cosa te la devo assolutamente dire (anche se temo non sarà una novità per te!), per riallacciarmi ad un tuo "vecchio" post sulla Pasqua la mia bacheca di FB era colma di messaggi di mamme che facevano a gara per quante uova di cioccolato avevano ricevuto i figli (ha "vinto" una bambina di 22 mesi che aveva ricevuto ben 21 uova di cioccolato!). Sono sconvolta e anche un po indignata di appartenere alla categoria!!!!! E.

    RispondiElimina
  6. Sono sconvolta e anche un po indignata di appartenere alla categoria!!!!!

    F I N A L M E N T E ! ! !

    Finalmente una madre che è d'accordo con me, finalmente una madre che ammette l'appiattimento dei ruoli e il cambiamento avvenuto nel rapporto tra genitori e figli, finalmente una madre un po' indignata di appartenere alla categoria!

    Sono sicura che esistano delle madri che fanno eccezione, che non sono come quelle che vedo e descrivo io, ma finora praticamente tutte quelle che hanno commentato il mio blog dicendo di essere diverse non mi hanno convinta...
    G R A Z I E

    ps avevi letto il mio post di Pasqua dello scorso anno? http://www.dibuonalena.blogspot.it/2012/04/buona-pasqua.html

    RispondiElimina