mercoledì 20 marzo 2013

La mia mamma

Tra i miei lettori c'è chi non capisce e si domanda da dove provenga tutto questo astio nei confronti delle madri. Molti di loro mi hanno chiesto -vuoi con sincera preoccupazione e profondo dispiacere, vuoi con arroganza e sfida- se mia madre è stata una donna così orribile da portarmi ad odiare la categoria. Facendo della volgare psicoanalisi da reparto libri dell' Esselunga hanno dedotto che, se critico così duramente il comportamento delle madri, deve obbligatoriamente esserci una motivazione profonda che va fatta risalire alla mia infanzia e alla carenza d'affetto da parte di mia madre.

Nulla di più lontano dalla realtà.

Ho sempre detto -perfino durante il burrascoso periodo dell'adolescenza- e sempre dirò, che non potevo desiderare genitori migliori. Perfetti? Ovviamente no, nessuno di noi lo è, ma mi hanno educato, cresciuto e e accompagnato secondo uno schema che potrei definire ideale. Amore e libertà, affetto e disciplina, dialogo e regole, sempre presenti ma non amici. Sono fortunata perché non c'è nulla che cambierei dei miei genitori, di come mi hanno cresciuta e del rapporto che abbiamo ancora adesso.

Mia mamma non era una di quelle madri ansiose e iperprotettive di cui parlo nel mio blog. Mia mamma non viveva solo per me e non mi metteva al centro dell'universo. Mia mamma non faceva tutto al posto mio, non faceva i compiti con me e non mi guardava mentre facevo nuoto o basket. Mia mamma non organizzava feste di compleanno faraoniche, i miei giochi erano solo in camera mia, non avevo giochi a casa dei nonni né in macchina, non sceglieva le vacanze in base a quello che piaceva a me e i fine settimana andavamo spesso a trovare i nonni, anche quando durante l'adolescenza avrei preferito passare i pomeriggi con i miei amici. Era forte lei? Non credo. Il punto è che ha avuto una figlia negli anni Ottanta e tutte facevano così.

Mia mamma mi perdeva di vista. Quando tre anni fa mia cugina ha avuto un bambino si lamentava di non poter nemmeno andare a fare la pipì, figuriamoci una doccia, perché non si può lasciare un neonato senza sorveglianza. Mia mamma le ha detto che i primi mesi è così, che bisogna farci l'abitudine ma che, in ogni caso, avrebbe potuto portare la culla o il dondolino in bagno e farsi una doccia tranquillamente. Una volta rimaste sole le ho chiesto se lei mi portava in bagno, se mi teneva sotto stretto controllo ventiquattro ore su ventiquattro, se mi faceva dormire in camera con lei e se davvero non mi perdeva mai di vista, nemmeno mentre dormivo. Si è fermata a pensare, seria. "Ma nooo. Adesso che mi ci fai ripensare, assolutamente no! Facevo la doccia, stiravo, cucinavo, facevo tutto quello che si fa in casa. certo, venivo a controllarti ogni tanto, ma per il resto facevo la mia vita normale, con te lì nella culla o nel dondolino in camera o in sala... tanto nei primissimi mesi di vita i bambini mangiano e dormono e basta. Proprio mentre dormivi mi è  capitato di assentarmi dieci minuti per andare a prendere il latte o i pannolini, scendere a firmare raccomandate o ritirare pacchi e pensa che, quando avevi solo cinque giorni di vita, sono andata in stazione a prendere la nonna che era venuta a "conoscerti".
Per mia cugina non poter fare la doccia era un dato di fatto e l'ha detto con una tale naturalezza che a mia madre è venuto istintivo darle ragione. Se avesse un bambino oggi, quindi, probabilmente anche lei sarebbe convinta di non poter andare in bagno perché nessuna ci va, ma io sono sopravvissuta, sono qui sana e felice e la ringrazio di non avermi portata in bagno con lei.

Mia mamma mi lasciava. Quando sette anni fa mia zia è diventata nonna mia mamma era felicissima per lei. Era appena andata in pensione ed un frugoletto da spupazzarsi era la cosa più bella che potesse capitarle. Sono passati sette anni e mia zia non ha mai -e dico mai- avuto il piacere di avere il bambino a dormire da lei per il fine settimana, mai una giornata insieme (soli nonna e nipote) in piscina o al lago, mai una cena. In sette anni mia cugina (un'altra cugina, non la stessa del bagno tanto per chiarire che è un male diffuso) non è mai andata via insieme al marito per un fine settimana romantico, non è mai uscita a cena senza portarsi dietro anche il pargolo, non ha mai lasciato che la nonna da sola lo portasse in piscina o in montagna. Mia mamma consola spesso la sorella, dicendole che una madre si sente in colpa a lasciare il figlio, a non passare del tempo con lui. Ogni volta che la sento consolare mia zia mi arrabbio. Mi arrabbio perché lei, giustamente, ha passato molti week end fuori porta con mio padre lasciandomi dai nonni, è uscita spesso a cena con amici che lasciavano anche loro i figli dai nonni. Ho sempre passato il capodanno dalla nonna materna o dai nonni paterni, facendo felici tutti in un colpo solo: i nonni che per l'ultimo dell'anno non avevano altri programmi che non aspettare la mezzanotte davanti alla TV ed erano quindi felicissimi di avere una bambina per casa, di lanciare stelle filanti e coriandoli e di festeggiare; i miei genitori, felicissimi di poter passare una serata tra adulti, tirar tardi e divertirsi; io, che ero felicissima di poter stare alzata fino a mezzanotte e guardare i fuochi artificiali dalla finestra. Ogni volta che mia mamma consola mia zia, giustificando sua figlia, mi arrabbio perché lei, giustamente, dopo nove mesi di gravidanza e sei di allattamento e notti tribolate, è andata dieci giorni in vacanza insieme a mio padre, lasciandomi dalla nonna. Mi arrabbio perché i figli, a volte, vanno lasciati. Fa bene ai bambini che imparano a stare insieme ad altre persone,  fa bene alla coppia di genitori che mantengono i propri spazi e fa bene ai nonni che si sentono utili e hanno compagnia. Mi arrabbio perché adesso, quando mia cugina dice che lei suo figlio non lo lascerebbe mai a dormire fuori casa finché è così piccolo (sette anni????), mia mamma dice che forse nemmeno lei avrebbe dovuto lasciarmi così spesso dai nonni (una volta al mese sì e no, si badi bene, non tutti i fine settimana) e si sente in colpa. Se avesse un bambino oggi, quindi, probabilmente anche lei sarebbe convinta di non potersi godere un week end in montagna, ma io sono qui, felice di aver passato tanto tempo con i nonni e la ringrazio per avermi lasciato da loro, per avermi regalato tutti questi ricordi insieme a loro.

Mia mamma mi ha fatto crescere. L'estate scorsa ho invitato qui da me degli amici di famiglia e mia mamma. Una bella cena in giardino, quattro adulti, un bambino di sette anni e una bambina che di lì a poco avrebbe iniziato la seconda media. La chiamo "bambina" con cognizione di causa: parlata cantilenante come una volta avevano solo i bambini dell'asilo, sempre attaccata alle gonne della mamma, incapace di stare composta e seduta a tavola per tutta la durata della cena; la madre le ha tagliato la carne e il padre le versava da bere, la madre le ha chiesto mille volte cosa preferiva mangiare, il padre le ha detto che doveva finire la carne (con poca convinzione, visto che poi non l'ha finita). Aveva freddo e le ho chiesto se aveva un giubbotto. Mi ha risposto che sì, ce l'aveva in macchina. Le ho detto di andare a prenderlo, ma non ha voluto andarci da sola perché aveva paura. L'ha accompagnata la madre. Distanza tra il tavolo in giardino e la macchina: 35 passi. Macchina visibile dal tavolo: sì. Strade da attraversare o situazioni pericolose: no. La macchina era parcheggiata davanti al cancello che da direttamente sul giardino dove noi stavamo mangiando. Una volta da sole, ho commentato con mia madre che quella bambina era troppo bambina, ma lei l'ha giustificata: "Ma è piccola, ha solo undici anni, è ancora una bimba." "Mamma, ti ricordi cosa ho fatto io, ad esempio, l'estate tra la quinta elementare e la prima media, quindi alla sua età esatta -visto che lei ha fatto la primina?" "Oddio ma certooo... è vero!!! Tu eri a casa da scuola, io e il papà eravamo a lavorare e mi hai chiesto di andare a trovare la nonna e farle una sorpresa. Il giorno dopo sei andata a piedi in stazione, hai preso il treno per Milano, sei scesa in Cadorna, hai preso la metro fino a Porta Genova, hai aspettato il treno, sei scesa e sei andata a casa della nonna a piedi, che per poco non le viene un infarto..." Io e mia mamma avevamo fatto quello stesso tragitto insieme almeno un centinaio di volte da quando, tre anni prima, ci eravamo trasferiti e spesso, per gioco, la guidavo io. Mi divertivo a riconoscere la stazione giusta, a scendere in metropolitana e far finta di sbagliare direzione per vedere quando mi avrebbe corretto... insomma mia mamma sapeva che ero perfettamenmte in grado di farlo e me lo ha fatto fare. Erano i primi anni Novanta, non esistevano i cellulari, quindi mi ha comprato una scheda telefonica in caso di emergenza. Vent'anni fa ha lasciato sua figlia andare da sola in treno ed in metropolitana e andesso giustifica una bambina della setssa età che non vuole prendere il giubbotto in macchina da sola le fa tenerezza.  Se avesse un bambino oggi, quindi, probabilmente anche lei sarebbe convinta di non poterlo lasciare andare da solo a scuola, ma io sono qui, felice di aver imparato a cavarmela da sola e la ringrazio.

E ancora, commentando con lei attimi di vita vissuta dei genitori del Duemila scopro (o dovrei dire riscopro coi suoi occhi, visto che anche io mi ricordo quei momenti) che in macchina non portavo giochi e che la noia non era una tragedia, che alle mie feste di compleanno, fatte solo alle scuole elementari e non prima, c'erano sei o sette invitati, che facevo i compiti da sola e che lei non mi controllava il diario, nè la cartella, che giocavo in cortile con gli altri bambini mentre le mamme erano in casa, che ogni tanto -ma solo ogni tanto- giocava con me o guardavamo insieme un cartone animato, che in casa si ascoltava Lucio Battisti, non Il coccodrillo come fa? che sulla giostra con me non ci è mai salita e che nessuna mamma ci saliva, che i miei disegni più belli -quindi pochissimi- li teneva in un cassetto e non appesi in bella mostra sul frigorifero e in ogni angolo della casa, che se diceva "no" era no e non dovevo più chiedere -ma se diceva "vediamo" sapevo che potevo contrattare- e molto, molto altro... Faceva quello che facevano le altre mamme, quello che avevano fatto le loro mamme, quello che era considerato giusto e normale.

Oggi mia madre non rifarebbe più quelle cose. Non si è pentita e una figlia che di cuore la ringrazia per averli cresciuta così è sicuramente la conferma di come abbiano preso le decisioni educative corrette. Non mi lasciava sola a cuor leggero, ma era giusto così per il mio bene e per il suo bene. Gli uccellini devono essere buttati giù dal nido per imparare a volare.  Oggi mia madre non rifarebbe più quelle cose e a volte rimuove di averle fatte perché oggi la società la considererebbe un mostro, avrebbe gli assitenti sociali alle calcagna e io probabilmente sarei già in cura da un mediatore familiare o da uno psicologo nominato dalla scuola.

Se anche mia madre, che mi ha cresciuto come io vorrei crescere i miei figli, oggi giustifica ragazzini immaturi, madri iperapprensive e bambini frignoni significa che è cambiata la morale di un'epoca, che è cambiato il modo di essere mamma. Significa anche, purtroppo, che non ho speranza, che non potrei mai crescere i miei figli come lei ha cresciuto me.

Grazie mamma per tutto quello che hai fatto, ma soprattutto che non hai fatto per me. Sono adulta, ormai, e toccherebbe a me prendermi cura di te ma ti voglio chiedere un ultima cosa: se mai dovessi decidere di correre il rischio, se mai volessi mettermi alla prova e tentare di essere una madre diversa dalla Mamma del Duemila tu aiutami. Ricordati e ricordami che si può fare la doccia mentre il bambino dorme, che alle riunioni all'asilo non è obbligatorio andare, che un ginocchio sbucciato è tutta salute, che i compiti li fanno i bambini da soli, che si gioca in cortile, che a undici anni si è grandi...ricordati e ricordami la mamma che sei stata.

49 commenti:

  1. Tu hai preso la metro da sola a 12 anni, in alcuni paesi non le fanno uscire dalla classe se non è arrivato il geniotore a prenderla.
    Allora la colpa di chi è? Dei gnitori o di chi vedendo una bimba che prende il tram per tornare a casa da sola chiama gli assistenti sociali?

    Poi spero tu abbiacitat oun caso limitee, mia figlia a 2 anni si spezzetta il polpettone da sola con il suo coltellino di plastica,si versa da sola l'acqua (fa dei laghi pazzeschi, ma prima o poi dovrà iniziare e se lei si sente pronta sono disposta ad asciugare qualche pozza mentre impara a manegiare la bottiglia) e se la lasciassi farecercerebbe di andare all'asilo da sola. Secondo le statistiche le ragazzine a 14 anni hanno i primi rapporti sessuali, e a 12 anni non possono tagliarsi sole la bistecca. Forse dvremo reindirizzare i nostri sforzi educativi.

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    1. E' vero, noi italiani siamo i soli ad avere l'OBBLIGO di andare a prendere i figli a scuola e di portarceli, ma perché? E' nato prima l'uovo o la gallina? E se ci fosse una ragione? Forse la maggioranza delle madri accompagnava già il figlio fino al banco ed era terrorizzata all'idea che qualcuno potesse non fare altrettanto quindi, consiglio di classe dopo consiglio di classe, si è deciso di imporre questa regola. Oppure è davvero una decisione presa dall'alto, ma perché nessuno si è mai ribellato? Perché le mamme ai consigli di classe si preoccupano solo dei cibi bio in mensa, del peso dei libri e del carico di compiti e non fanno una protesta in piazza affinché i figli possano entrare ed uscire da scuola da soli, come si conviene alla loro età?
      Interessante questo articolo:
      http://27esimaora.corriere.it/articolo/perche-soltanto-noi-italiani-accompagniamo-i-bambini-a-scuola/

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    2. Ai miei tempi (ho 27 anni) si poteva ancora andare e tornare da scuola da soli,non sapevo che invece ora c'è questa regola assurda

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  2. Come al solito mi riconosco in tutto e per tutto. Questo articolo avrei tranquillamente potuto scriverlo io se non fosse per 2 cose: 1)mia mamma ascoltava Eros ramazzotti; 2)all'età di 5 anni ho fatto le 5 di mattina ad una festa di capodanno assieme ai miei genitori e ai loro amici tutti non sposati e non genitori.

    I miei genitori mi portavano quasi sempre con loro ma non perché avessero sensi di colpa, semplicemente perché così mi adeguavo al loro modo di vivere, imparavo a comportarmi...

    Sono nata nel 1989, mia mamma aveva 18 anni. Oggi leggiamo le tue pagine e siamo entrambe completamente d'accordo.

    Greta

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    1. "Imparavo a comportarmi" che belle parole. Oggi, invece, i genitori imparano a comportarsi da bambini e si passano veglioni di capodanno ad organizzare cacce al tesoro o tornei di playstation per i bambini... il mondo va al contrario e non è un buon segno!
      PS: tanti saluti anche alla tua mamma!!!

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  3. ma sono davvero così bamboccioni i ragazzini adesso? Io mi ricordo che noi cercavamo di sembrare "grandi" il prima possibile (a 9 anni dicevo di averne 12) e chi si fosse fatto vedere dagli amici a farsi venire ancora a prendere a scuola alle medie sarebbe stato deriso senza pietà.... non hanno proprio nessuno slancio di autonomia? E la cosiddetta ribellione adolescenziale che fine ha fatto?
    A 12 anni farsi tagliare la carne? Ma dico, scherziamo? Quado sei abbastanza grande da mangiare una bistecca, sei anche abbastanza grande da tagliartela.... poi se sono le prime volte ci va un po' di supervisione, ok, ma se mai fai, mai impari...

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    1. Sì, sono davvero così bamboccioni, purtroppo. Ragazzini di dodici anni che vogliono il bacio della mamma prima di entrare a scuola (io sarei morta piuttosto che farmi anche solo vedere in giro con lei a quell'età), coccole e carezze e nessuna ribellione adolescenziale. Il problema è che le madri ne sono felici, convinte di aver fatto un ottimo lavoro nell'educare la prole... senza ribellione, invece, non c'è crescita, non c'è autonomia, non c'è maturità. Non so che adulti avremo tra una decina d'anni, ma ho tanta paura...

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    2. Ho lavorato tanti anni con studenti di scuola media. Non sono tutti cosi, affatto. Ma concordo con tutto quello che hai scritto.
      La mia bimba ha quattro mesi e io mi lavo, faccio pipi, la ceretta alle gambe. La controllo da lontano e intanto faccio quel che devo fare.

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  4. A coloro che fanno volgare psicoanalisi da reparto libri dell' Esselunga, hai provato a dire che se le cose stessero come desumono loro, non ci dovrebbe essere nessun figlio di genitori problematici e non ci dovrebbe essere nemmeno nessun figlio problematico di genitori sani?

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    1. Caro/a "Non lo so", cosa dire... solo che ti adoro!!

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  5. Ora che ci penso.
    Quando avevo 7 ANNI, nell'estate tra la seconda elementare e la terza elementare, mia nonna mi dava 10.000 lire e mi mandava in panetteria a comprare tre rosette, un litro di latte, due scatole di pelati e un etto di prosciutto. C'era anche una strada da attraversare, strettina, ma c'era. Io ero un soldo di cacio, sono anche andata alla Crai, delle volte, con liste della spesa formate da 7/10 voci.
    Ah, e uscivo con le chiavi di casa in mano.
    Io i miei alunni oggi non me li vedo fare tutto questo, ma non i settenni, nemmeno quelli di quinta che a settembre andranno alle medie.
    Ero un genio? Assolutamente no.
    Mia nonna era "avanti"? Assolutamente no, era la normalità, lo facevamo tutti, qualcuno era anche più piccolo, qualcuno andava anche più lontano.
    Non è che i miei alunni ora siano stupidi, ma non hanno acquisito gli strumenti dell'indipendenza. Perchè molti di loro nemmeno si vestono da soli. Io le vedo queste mamme, non tutte ovviamente, che non sono capaci di salutarli, andare via, lasciare che abbiano una delusione... e mi fanno tenerezza e tristezza insieme perchè quello che sta venendo fuori non è un bel futuro.

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    1. Non potrei essere più d'accordo con te...ma ti chiedo una cosa: tu dici "Non è che i miei alunni ora siano stupidi, ma non hanno acquisito gli strumenti dell'indipendenza. " , ma a che età dobbiamo smettere di giustificarli? A che età posso considerarli stupidi? Ho una cugina che a sedici anni non si era mai scaldata il latte da sola a colazione... colpa dei genitori e della sorella maggiore (che, di dodici anni più grande, a sedici anni non solo si preparava la colazione da sola, ma scaldava anche il biberon per la sorellina), sicuramente, ma a sedici anni non è già anche un po' colpa sua?
      Il mio blog da la colpa alle madri, ma che le colpe delle madri non ricadano sui figli: ad un certo punto bisogna pur emanciparsi, sviluppare una propria personalità ed una propria indipendenza. I tuoi allievi di sette anni sono ancora vittime innocenti della (dis)educazione del Duemila... tra quanto potrò prendermela direttamente con loro?

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    2. Alt cara!
      Col mio commento non stavo giustificando i miei alunni e le madri... ANZI.
      Mi chiedo perchè i bambini di oggi non sgomitino per ottenere l'indipendenza, la possibilità di andare dal panettiere, il vestirsi da soli (non tutti ovvio).
      E' proprio una cosa che non riesco a comprendere.
      I sedicenni hanno colpa, avoglia. A quell'età ormai la sai la differenza tra il bene e il male.
      A sedici anni dovresti iniziare a respirare il futuro, l'indipendenza, fremere per uscire di casa, fremere per non dipendere più materialmente innanzitutto.
      E se non hai voglia di preparartelo da sola quel maledetto latte, hai proprio qualcosa che non va.

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    3. La mia era una provocazione, sapevo che saresti stata d'accordo con me!!! Devo ammettere però che più osservo madri e bambini e più la mia soglia di tolleranza si sta abbassando... mia cugina che a sedici anni non si scalda il latte ha qualcosa che non va, ma anche un bambino di nove anni che non vuole (nel senso che non ha il desiderio di) fare i compiti da solo o uno di sei che ha paura a stare in cameretta, ma anche uno di quattro che sta sempre in braccio alla mamma...

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    4. Che tristezza sentire queste cose...

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    5. Eh già... c'è chi mi accusa di scrivere questo blog per criticare le madri, quando io sono la prima a non fare figli e a tenermi quindi fuori dai giochi, ma in realtà scrivo perchè vedo queste cose, mi intristisco, mi arrabbio, mi deprimo e penso al futuro del nostro Paese che, un domani, sarà in mano a questi bambini. Come faremo? Come faranno? Possibile che nessun altro si scandalizzi davanti ad una tristezza così ovvia e visibile?

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  6. D'accordissimo su tutto. Mia figlia 9 anni va a scuola a piedi (l'unica della sua classe!!), si allaccia le scarpe da sola (già dalla materna!)...i suoi compagni (la maggioranza) usa gli strap!
    Spesso però non capisce. Non capisce perchè non mi agito per i compiti, non capisce perchè non studio insieme a lei e non so esattamente i fenomeni carsici e le dee cretesi come tutte le altre mamme. Allora le spiego. Le spiego che io e suo padre vogliamo darle un dono grandissimo, l'indipendenza, lei deve crescere e imparare a fare da sola, ma a questa età andare contro-corrente è dura. Quando la porto in un paese vicino per fare atletica la lascio lì e vado via, non la trascino agli allenamenti se non è pronta entro una certa ora non la porto. Quando mi chiede come mai non faccio come le altre mamme che sfiniscono i figli con "muoviti, guarda che arrivi in ritardo a basket/calcio/violino/inglese etc etc" le dico che atletica è lo sport che ha scelto lei, lei deve preoccuparsi di preparasi e di essere pronta, lei deve parlare con l'allenatrice e le racconto che quando avevo la sua età (ma anche prima) andavo a piedi da sola (circa 2 Km da casa mia) in compagnia solo di bambini della mia età o appena più grandi e per strada nessuno ci diceva "allora!!!muovetevi!!!! guardate che arrivate tardi! la scuola chiude!" e nessuno di noi ha mai fatto tardi a scuola.
    Allora mi guarda e sorride; e io spero capisca che bel dono le stiamo facendo!

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    1. Complimenti, davvero. Andare contro corrente non è sempre facile. Sono sicura che tua figlia ti sarà grata di tutto questo, ma i bambini si adattano facilmente a tutto, sei tu quella che si merita i complimenti. Ma l'allenatrice di atletica non chiede di incontrarti? Ma le maestre non ti chiedono di seguirla passo passo nei compiti? Te lo chiedo perchè le madri che, qui nel mio blog, difendono la categoria sostengono di essere 'obbligate' dalle maestre a fare i compiti, che siano 'obbligate' dagli allenatori a guardare gli allenamenti dei figli minuto per minuto eccetera eccetera...

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    2. L'allenatrice (Deo gratias!!) è normale!!!! Pensa che li fa allenare al campo anche sotto l'acqua adesso in marzo ;) Basta coprirsi! Le maestre non dicono nulla perchè va' bene e con loro abbiamo subito chiarito che non ci interessano i voti ma l'impegno che ci mette. Si è anche presentata a scuola senza aver fatto i compiti e non è stata linciata. Le altre mamme dicono "cme fai a mandarlo senza aver fatto i compiti???" La mandi e si assume le sue responsabilità! "ma come fai a non telefonare ai suoi compagni per sapere il compito che ha scritto male come deve essere fatto???" io (in quanto mamma) non chiamo proprio nessuno, lei chiama la sua amica e si fa dire...se poi anche la sua amica non ha scritto bene andranno a scuola, riferiranno alla maestra e recupereranno il compito appena possibile. Così senza nessuna tragedia :D
      ma ti assicuro che è dura! per noi e per lei! e tra un po' (abbiamo qualche anno di respiro) si riprende con la sorella quando inizierà le elementari!!

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  7. Sono nata nel 1980, i miei ascoltavano i Beatles ma il resto è uguale alla tua esperienza, tranne che come Greta io sono sempre andata in giro con i miei perché così "imparavo a stare al mondo".
    Mio figlio ha tre anni, e non sai quante docce ho fatto con lui che mi guardava dalla sdraietta... e ho sempre cercato di promuovere la sua autonomia.
    Poi tutte queste ansie secondo me si ritorcono sui figli perché i genitori si sentono degli schiavi!

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    1. Cara Robin, innanzi tutto benvenuta nel blog.
      Poi complimenti anche a te, che sicuramente non sei come mia cugina (e molte altre come lei) che sostiene di non poter fare la doccia perchè ha un figlio, però non sei nemmeno come mia madre. Lei mi lasciava nella sdraietta in sala o in camera. Io non sono mai stata in bagno con mia madre. Si inizia così e poi? E poi ci sono madri che chiedono aiuto nei forum perchè non sanno che parole usare per spiegare al figlio di quattro anni perchè una volta al mese la mamma ha le mutande piene di sangue (giuro che l'ho letto e più di una volta!), e poi ci ritroviamo con bambini di nove anni che raccontano alla maestra che la mamma non assomiglia nè al maschio nè alla femmina del libro di scienze perchè non ha il pisello, ma non ha nemmeno i peli come la donna del libro, poi ci ritroviamo con ragazzetti di undici anni che chiedono alla mamma se lei fa i pxmpxxi... temo che ormai la biglia sia partita sul piano inclinato e non può che scivolare sempre più veloce.

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    2. Grazie del benvenuto.
      Diciamo che man mano che il pupo cresceva ci ho preso la "mano"... Niente vieta di rivalutare le proprie soluzioni e di aggiustarle in base all'autonomia.
      Da un bel po' quando la porta del bagno è chiusa rimane chiusa, e nessuno entra. Questo vale anche quando c'è dentro lui, non esiste che io stia lì a fargli compagnia mentre fa la cacca!!

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  8. Ciao Lena: io parcheggio quotidianamente accanto ad una scuola. E tutti i santi giorni mi chiedo: perchè io andavo a piedi alle elementari e questi ragazzini sono accompagnati fino al banco e poi ripresi alle 13e30? Possibile che mia madre fosse tanto sciagurata? o sono le mamme moderne convinte che se smetti di guardarli un secondo gli alieni li rapiscono?E poi se insegni ad avere paura di tutto, come faranno ad avere un minimo di discernimento? un giorno ho sentito un discorso fra mamme del tipo: è pieno di zingari e di pedofili e i bambini li rapiscono!!!Facendo riferimento al caso della piccola Celentano dove l'unica indagata è una parente!!!!Penso che sia smarrimento del buon senso: facendo 20 metri casa scuola grande pericolo di rapimento di bambini. Compiranno 50 anni e queste madri sempre appresso per fargli attraversare la strada!!!!

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    1. Io ne ho sentita una dire "Tu non puoi capire, i bambini oggi come oggi vanno via come il pane!" e da allora mi interrogo proprio sulla questione rapimenti. Ma di che? Ma dove? Ma quando? In Italia ci sono molti bambini scomparsi, è vero, ma sono stati tutti portati all'estero da uno dei genitori durante un brutto divorzio. Per gli ultimi due o tre casi di rapimento neli ultimi trent'anni sono indagati i parenti, anche per quelli finiti in tragedia (come Sarah Scazzi). L'unico caso irrisolto è quello di Yara Gambirasio, ma direi che 1 omicidio negli ultimi trent'anni sia un po' poco per dire che vanno via come il pane...e allora cosìè? Perchè il buonsenso è scomparso? Cosa è successo? Cosa ha trasformato le mamme degli anni ottanta e novanta in quelle di oggi? Prossimamente un post al riguardo ;)

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    2. Le paure vengono anche alimentate così:

      http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2010/10/14/news/rincasa-da-scuola-da-solo-a-9-anni-il-caso-dal-giudice-1.46050

      http://www.ilpost.it/2010/10/22/a-9-anni-si-puo-tornare-a-scuola-da-soli/

      Nel paese dove vivo io, i bambini della scuola elementare NON possono tornare da scuola da soli bisogna andarli a prendere, ma quando vanno alla scuola media (situata di fronte a quella elementare) possono farlo. Pertanto un bambino di 10 anni che frequenta la V elementare a giugno non può tornare a casa da solo, ma a settembre dello stesso anno quando frequenta le medie sì!!!!!

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  9. Copio e incollo anche qui la mia risposta al primo commento
    E' vero, noi italiani siamo i soli ad avere l'OBBLIGO di andare a prendere i figli a scuola e di portarceli, ma perché? E' nato prima l'uovo o la gallina? E se ci fosse una ragione? Forse la maggioranza delle madri accompagnava già il figlio fino al banco ed era terrorizzata all'idea che qualcuno potesse non fare altrettanto quindi, consiglio di classe dopo consiglio di classe, si è deciso di imporre questa regola. Oppure è davvero una decisione presa dall'alto, ma perché nessuno si è mai ribellato? Perché le mamme ai consigli di classe si preoccupano solo dei cibi bio in mensa, del peso dei libri e del carico di compiti e non fanno una protesta in piazza affinché i figli possano entrare ed uscire da scuola da soli, come si conviene alla loro età?
    Interessante questo articolo:
    http://27esimaora.corriere.it/articolo/perche-soltanto-noi-italiani-accompagniamo-i-bambini-a-scuola/
    La domanda è: perchè solo in Italia i bambini non possono andare a scuola da soli? Ogni Paese ha le leggi che si merita e che -in fondo- vuole o accetta senza protestare! L'unica mamma in italia che protesta finisce sul giornale, in un paese civile dovrebbe accadere esattamente l'opposto e a finire sul giornale dovrebbe essere l'unica mamma che vuole accompagnare il figlio fino in classe!

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  10. E per la cronaca,mia madre e mio padre non mi hanno mai fatto mancare nulla,mi hanno sempre dato e continuano a darmi cure e affetto,io li adoro e quindi la mia assoluta mancanza di voglia di maternità ed indifferenza verso i bambini non deriva assolutamente da presunte mancanze da parte loro.E non ricordo di essermi mai fatta tagliare la carne se non quando ero piccolissima...

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  11. Ciao Lena e bentornata!
    Hai scritto proprio un bel post e mi ci ritrovo in pieno.. nata negli anni 80 e una mamma simile alla tua. Ora sono mamma anch'io e lei mi guida, mi dà consigli anche se a volte non condivide le mie scelte: mio figlio ha 13 mesi e mangia da solo la sua pappa e per lei "è troppo piccolo" (salvo poi accorgersi che lui preferisce così piuttosto che essere imboccato). Da quando è nato non ho mai saltato una ceretta, esco con le amiche, LAVORO (sono rientrata che lui aveva 7 mesi - mica due settimane - e mi guardano tutti male per questo), vado in palestra, lascio il pupo ai miei tutti i giorni (vedi lavoro), ai suoceri la domenica pomeriggio per una parvenza di par condicio, ecc. ecc.
    Certo insegnargli l'indipendenza sarà difficile, a volte è semplicemente più comodo e veloce sostituirci ai figli ma se non dedichiamo loro tempo e pazienza quando sono piccoli quando dovremmo farlo?

    PS ma chi è quella sciagurata che non lascia mai il figlio ai nonni? non c'è niente di meglio che liberarsene una volta ogni tanto.. !!

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  12. L'articolo segnalato sul corriere della sera è bellissimo!!! mi ricorda una volta di più perchè non voglio figli, mi ricorda che dove parcheggio mi hanno rotto lo specchietto dell'auto (genitori col suv che parcheggiano sul marciapiede) e l'ho aggiunto tra i preferiti perchè mi faccia sempre da memento!!!!

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    1. Ahahah... l'articolo è molto bello, è vero, ma non scava abbastanza a fondo secondo me: perchè solo in Italia succede? Perchè solo le nostre madri vogliono accompagnare il figlio fino al banco? Perchè solo le nostre si fanno venire un attacco di panico al primo refolo di vento se il pargolo non ha il pimino d'oca, la sciarpa i guanti e il cappello?

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    2. perchè da noi la prima dimensione della donna purtroppo è ancora "l'utero con le gambe" quindi la minima possinbiloità di apparire anche lontanamente inadeguate "come madri" mette molte donne in uno stato di panico e di inadeguatezza come persone, cioè per loro o per chi hanno intorno, "prima di tutto come madri". Mia personale opinione, s'intende...

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  13. stesso genere di mamma anch'io. uguale uguale.

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    1. Tutte le madri erano così...ma le loro figlie adesso fanno l'esatto opposto. Eppure le nostre sono state infanzie felici... io non capisco! Io non capisco...

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  14. ah, da insegnante, ci tengo a dire che spesso le scuole obbligano i genitori al ritiro semplicemente per tutelarsi, visto che negl ianni passati, in casi di incidenti occorsi ai bambini all'uscita da scuola, i tribunali hanno sempre indicato la scuola (dirigenti, maestre, ecc...) come responsabili dell'accaduto per "mancata vigilanza".
    in una delle scuole in cui ho lavorato due aragazzi di 5^superiore (maggiorenni, dunque!) fecero a botte in un momneto in cui la classe era scoperta (il docente era malato e non era stato possibile trovare una sostituzione): uno dei due si fece male e i genitori portarono in tribunale la Preside!
    qualche anno fa (non so se ti ricordi) durante una gita a Ventotene, franò la parete di una spiaggia e una ragazzina, in gita con la scuola, perse la vita. I docenti accompagnatori furono indagati nel processo.
    Tu capisci che le scuole, a questo punto, si tutelano non per nulla - e per questo molti dei miei colleghi rifiutano di portare le classi in gita di più giorni: le repsonsabilità legali sono troppe.

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    1. Capisco perfettamente perchè le scuole, i presidi e gli insegnanti vogliano tutelarsi, infatti non ne ho mai fatto una colpa a loro, anzi!
      La mia domanda rimane sempre la stessa: perchè? Perchè se fino agli anni Ottanta due bambini si picchiavano un po' all'intervallo (cosa frequentissima) la cosa rimaneva tra bambini, mentre genitori e insegnanti non ne sapevano nulla e -se venivano a scoprirlo- sgridavano i bambini? Perchè se un bambino fa a cazzotti o ruba le figurine è colpa dell'insegnante? Perchè le mamme chiedono alle maestre di controllare che i bambini mettano sciarpa e cappello o finiscano le verdure a mensa? Perchè le mamme sono entrate dentro la scuola (fisicamente, tutti i giorni e moralmente come rappresentanti di classe) rovinandola per sempre? Perchè se io prendevo una nota venivo sgridata dai miei, mentre adesso se un bambino prende una nota (o peggio ancora un brutto voto) le madri vanno a sgridare le maestre?
      Le mamme non si fidano più delle maestre, non credono che siano in grado di proteggere i loro bambini e passano questo messaggio ai figli. Le mamme hanno perso il rispetto per la figura dell'educatore e, di conseguenza, l'hanno perso anche i bambini, rendendo il compito del'insegnamento molto più difficile.
      Sulle cose gravissime (vedi la ragazza morta in gita scolastica) non mi pronuncio, quando il dolore è così forte si cerca un colpevole, ma se tuo figlio non studia e la maestra gli mette un bel due se lo merita, punto.
      Togliamo i genitori dalla scuola e avremo bambini più disciplinati, acculturati e svegli perchè, SI', litigare con gli altri bambini in cortile fa bene e insegna a crescere!!!

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    2. "se io prendevo una nota venivo sgridata dai miei, mentre adesso se un bambino prende una nota le madri vanno a sgridare le maestre"

      considerata la quantità di note che portavo a casa (in seconda elementare, CINQUANTADUE....) io devo avere decisamente sbagliato anno di nascita. Se mia madre fosse andata a strillare alla maestra anzichè fare una "capa tanta" a me.... aaaaaah, che bello..... oooooh, che invidia :)

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    3. Complimenti!!! Mi piacciono i ribelli....certo che cinquantadue note significa più di una a settimana ;)

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    4. significa anche avere una maestra un po' bashtarda :D

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  15. Ciao Lena!
    Bentornata!
    Come sai il tuo blog mi piace molto e condivido la maggior parte delle cose che scrivi. Vorrei però capire anche con voi le motivazioni profonde che hanno portato a questo cambiamento così radicale e soprattutto, come sottolinei in questo ultimo post, ad una accettazione sociale generalizzata , anche da parte di coloro che per prime si sono discostate dal modello oggi proposto (anzi propinato!!) ovvero le nostre mamme anni settanta e ottanta.
    La prima cosa che mi viene in mente è il cambiamento della figura dei nonni. Rispetto ai nostri molti sono oggettivamente troppo anziani per gestire uno o più bambini (perché i figli si fanno più tardi), altri sono considerati troppo “giovani” dallo Stato e quindi stanno ancora lavorando (grazie legge Fornero!) e non hanno tempo e magari anche energie per accudire i nipoti. Questo è il mio caso: mia suocera è in pensione ma troppo anziana per gestire in alcune occasioni i nipoti. I miei genitori stanno ancora lavorando e quindi? Lo ammetto, se ho bisogno per cose necessarie chiedo loro aiuto ma se devo lasciare i bambini una sera o un giorno per andarmi a divertire mi faccio molti scrupoli perché so che per l’una è un impegno psicologico e fisico molto stressante per gli altri invece significa privarli dell’unico momento di riposo in una settimana già molto faticosa. Io lascerei i miei figli molto molto volentieri ma mi sembra doveroso pensare anche ai nostri genitori (e forse questo fa parte anche di quella educazione che ci hanno impartito). I miei nonni erano molto + giovani e in pensione, liberi e pieni di energie per occuparsi dei propri nipoti anche in + riprese. L’alternativa è pagare una baby sitter, abbiamo valutato che almeno quella spesa, ad oggi, vogliamo evitarla.
    Altro aspetto che spesso sottolinei nel blog è l’ansietà con cui molte madri (e padri!) gestiscono la salute del proprio figlio, ossia le mitiche frasi “non correre che sudi”, “non andare li che è umido” e simili. Se il bambino di ammala chi rimane con lui? Probabilmente, per i motivi di cui sopra, uno dei genitori, e quanti di loro oggi possono tranquillamente assentarsi dal lavoro per accudire il figlio visto che la maggior parte lavora con un “finto” contratto a progetto? Mia madre non si è mai assentata per una mia banale influenza perché c’erano i nonni, per le faccende + gravi il suo contratto la tutelava (nei limiti della legge).
    Precarietà lavorativa e mancanza di una forte rete familiare, come in passato, credo abbiano non poco contribuito a forgiare il nuovo modello genitoriale sfociando poi anche in comportamenti al limite del grottesco così ben delineati nel blog. Sono convinta che attraverso queste sane discussioni si possa ripensare il ruolo di genitori anche a fronte di cambiamenti sociali così profondi e ritrovare un nuovo equilibrio per permettere ai bambini di oggi di essere adulti + sereni. Voi cosa ne pensate? E.

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    1. Ciao E., tutto vero, tutto giusto quello che dici. I nonni sono cambiati e oggi o sono troppo anziani per curare un bambino, o ancora lavorano e non si può privarli del loro sacrosanto tempo libero.
      Ti rigiro la domanda, però. E se non fossero i nonni ad essere cambiati, ma i bambini? I nostri nonni non ci dovevano intrattenere con giochi, canzoncine, gite al parco, film e cartoni animati solo per bambini, patatine a forma di smile, toast a forma di Hello Kitty e quant'altro; non ci tenevano dovevano portare in braccio anche a sei anni, non ci dovevano far fare i compiti e se ci facevamo male non stavano a raccontarci la storia del mago, una risata e via, almeno la prossima volta impari a stare più attento! I nostri nonni ci guardavano, non ci intrattenevano. I nostri nonni ci lasciavano in camera da soli, in cortile con gli altri bambini e ci mandavano a fare le commissioni (comprare il pane o il giornale) perchè così loro, nel frattempo,potevano riposarsi o fare i lavori di casa.
      Sono cambiati i nonni o sono cambiati i bambini?

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    2. Solo a leggere il tuo post mi sento stanca!! :-)
      Ho un approccio molto + asciutto e spesso sono io a dover "sgridare" le nonne che, nella migliore tradizione, viziano i nipoti!

      Concordo con te, anche io assisto a scene del genere, ma nel mio intervento precedente provavo ad andare "oltre", a capire il perchè di questo cambiamento che, come spesso ci ricordi, è generalizzato. Esporre semplicemente i fatti a volte mi sa di un discorso a senso unico che non ti porta da nessuna parte (il blog non è nato per una auto terapia? :-D ) E.

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    3. In effetti sì, il blog è nato come auto terapia, ma più leggo commenti ed interventi più mi trovo un muro davanti. Molte madri negano categoricamente quello che dico, sostenendo che io sia esagerata (può essere, forse sono particolarmente irritabile). Altre dicono di non essere come le madri che descrivo io, che esistono ma sono una minoranza (può essere, un maleducato si sente più di cento educati). Molti non genitori mi danno ragione su tutta la linea, ma si limitano a raccontarmi aneddoti simili a quelli che descrivo io (non sono una pazza visionaria, dunque). Un muro su tutta la linea. Nessuno che provi a spegare perchè siamo cambiati così tanto -tutti- perchè pare che oggi un refolo d'aria possa essere letale, un'altalena più pericolosa di una bomba a mano e un viaggio in macchina di mezz'ora paragonabile ad una traversata oceanica in solitaria. Nessuno che si indigni e si preoccupi per questo cambiamento che, ne sono certa, non porterà nulla di buono. Ci si limita, al massimo, a constatare questo cambiamento come un dato di fatto, una modifica delle abitudini sociali che non possiamo arrestare. Il fatto che io mi trovi davanti ad un muro significa che è un cambiamento accettato.
      Tu hai provato ad andare oltre, e te ne sono grata.
      Io sono andata ancora oltre: quei nonni che oggi viziano i nipoti non hanno viziato noi, ma noi viziamo i nostri figli. Perchè la nostra generazione ha perso il svero senso della genitorialità, cioè educare i figli perchè possano lasciare il nido in perfetta autonomia?

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    4. Le motivazioni sono ovviamente molteplici: sociali, economiche, la sovraesposizione mediatica della genitorialità di vip o pseudo tali poi ha fatto, secondo me, un sacco di danni!
      Sono sempre + convinta che sia il numero dei figli a fare la differenza. Personalmente penso di nn essermi ridotta così perché ho due figli gemelli e quindi si va molto, ma molto, poco per il sottile e fin dai primissimi giorni abbiamo agognato la loro autonomia! Sempre + spesso oggi i bambini sono, nn solo figli unici, ma anche nipoti unici etc etc questo contribuisce a trattarli come piccole celebrità perché sono tutti concentrati su un unico piccolo soggetto.
      Tirando giù conclusioni da manuale Esselunga le cose sono due: o ti astieni e nn fai figli oppure ne scodelli 4 o 5 e vediamo che succede, se puoi corroborare la mia teoria! Sto scherzando… era per smorzare un po’ i toni...

      Oppure che i nostri genitori non abbiano fatto sto gran lavoro se la nostra generazione non è in grado di allevare quella successiva? Ogni tanto leggendo il tuo blog m'è venuto in mente questo... mah... ci medito nel finesettimana :-) Buona Pasqua E.

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  16. Già, le mamme degli anni 70-80 erano tutte così, anche la mia. La differenza è che adesso mia madre continua "nel suo stile" e non si sognerebbe mai di sostenere che è impossibile farsi la doccia quando si ha un bambino piccolo per casa.
    E' vero però che certi casi patologici (perchè tagliare la carne ad una ragazzina 12enne è patologico) mi fanno pensare che il problema è dei genitori, che desiderano continuare ad essere indispensabili per il pargolo come quando era piccolo, e per ottenere questo risultato lo mantengono inabile a combinare qualsiasi cosa. In realtà anzichè educare un altro essere umano pensano a gratificare se stessi.
    Sulla pressione della società, non so, mi sa che ho cambiato idea negli anni: una volta pensavo che avrei potuto educare un figlio a modo mio, adesso credo che proprio per quello non ce l'avrei fatta.
    Ciao!
    ste

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    1. una volta pensavo che avrei potuto educare un figlio a modo mio, adesso credo che proprio per quello non ce l'avrei fatta.

      Era proprio quello che temevo, quello che mi chiedevo e mi chiedo ogni volta che scrivo questo blog. Posso educare mio figlio a modo mio? No.

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    2. Devo purtroppo confermare che fin quando i bambini rimangono in famiglia puoi tranquillamente seguire la tua linea educativa. Appena ci si affaccia all'esterno (asilo!) diventa + complicato e provano a farti venire il senso di colpa per qualsiasi cosa! E' dunque difficile, ma non impossibile, spero! :-) E.

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  17. Lena, non spaventarti della mia risposta, tutto sommato io ho buttato la spugna prima di provarci. Forse un genitore ci può dare qualche conferma che invece è possibile, come dice E. Certo, ci vuole una grossa convinzione e fermezza nei propri principi, ma tu mi sembri molto salda (e come sai, ti approvo incondizionatamente!).
    Ciao
    ste

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  18. Oddio... mi sento mostruosamente una mamma vecchia.... io tendo a fare tutto quello che faceva tua mamma.... sono così madre degenere???
    NON voglio dover correre dietro a mio figlio, è lui che deve correre dietro a me per non perdermi... esempio banale, ma calzante.

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    1. W le mamme vecchie, W le mamme che si fanno rincorrere!!!!!

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