venerdì 14 dicembre 2012

Decidi tu?

Il mio bar preferito è chiuso per ferie e passare un'intera settimana senza il mio buon caffè macchiato freddo, senza le battute di Francesco il barista e senza il quotidiano locale da sfogliare è una settimana dura da sopportare.
Ieri sono andata a fare la spesa e ho avuto la malaugurata idea di prendere un caffè al bar edicola che si trova tra il minimarket e la palestra comunale. Un bugigattolo di quattro metri per quattro nel quale il gestore è riuscito a far entrare: un bancone, due tavolini con tre sgabelli ciascuno, un enorme espositore dove sono accatastati tutti i giornali e tutte le riviste attualmente in pubblicazione, uno scaffale pieno zeppo di giochini, dalle bolle di sapone alle figurine, dai braccialetti alle palline che rimbalzano, dai mostriciattoli appiccicosi ai cuccioli cerca amici. Su ogni ripiano disponibile, poi, ci sono ovetti Kinder, gomme da masticare, penne e pennarellini colorati, panettoncini e pandorini, cioccolatini, bibite e gadget di ogni tipo.
Il paradiso di ogni bambino, l'incubo di ogni adulto affetto da claustrofibia e iperacusia.

Entrano un uomo sui quarantacinque anni ed una bambina di quarta o quinta elementare.
Il padre cerca i quotidiani, la bambina guarda affascinata un Babbo Natale di dubbio gusto che, al ritmo scampanellante di Jingle Bells, sale e scende senza sosta, ma con qualche tentennamento, una scaletta illuminata.
Papà: "Scegli un giornalino, che te lo compro".
Bambina: "..."
In silenzio la bambina si avvicina al reparto bambini ed inizia a guardare riviste e fumetti. Passano sì e no cinque secondi e il padre, senza nemmeno girarsi verso di lei, la incalza:
Papà: "Allora, hai deciso quale vuoi?"
Bambina: "..."
In silenzio la bambina guarda un fumetto, poi un altro, poi un giornalino tutto rosa, poi una rivista sui telefilm  Passano sì e no quindici secondi e il padre, senza nemmeno girarsi verso di lei,  la incalza:
Papà: "Dai, veloce, scegli quello che ti piace di più così pago e andiamo".
Bambina: "..."
Entra una donna e, ancor prima di aver varcato la soglia, si rivolge alla bambina:
Mamma: "Stai scegliendo un giornalino? Brava, così lo leggi in macchina. Hai deciso quale vuoi, ce ne sono tanti, ne troverai uno che ti piace..."
Papà: "E' mezz'ora che siamo qui, ha ragione la mamma, quale vuoi? "
Bambina: "..."
Mamma: "Signorina, ce l'avete Focus Junior? L'altra volta ti era piaciuto se ce l'hanno prendi quello, va bene?"
Bambina: "Sì" (ah, ma allora sa parlare!)
Papà: "Bene, allora prendo questo, hai deciso?"
La bambina fa di sì con la testa, il padre paga ed escono.

Sulla soglia incrociano una mamma con un bambino di cinque o sei anni.
La mamma ordina un caffè, il bambino guarda con gli occhi che brillano le figurine sulla mensola più bassa dello scaffale vicino al frigo dei gelati..
Mamma:" Se vuoi il gelato te lo prendo, però poi a cena non mi devi fare storie, capito?."
Il gelato? Con questo freddo? Il linguaggio non verbale di tuo figlio parla chiaro: vuole le figurine, non il gelato! E se anche volesse il gelato con questi ricatti morali pensi di ottenere qualcosa?
Il bambino si avvicina alla vetrina delle brioches e indica con l'acquolina in bocca un cioccolatino a forma di pupazzo di neve.
Mamma: "No, il cioccolato no, non è una merenda quella. Guarda i biscotti oppure le brioches."
Il gelato confezionato sì, ma un cioccolatino fondente no? Boh...
La madre beve il caffè e ogni cinque secondi (cronometrati, giuro) ripete come un disco rotto:
Mamma: "Allora, hai deciso? Cosa vuoi?"
Mamma: "Allora, hai deciso? Cosa vuoi?"
Mamma: "Allora, hai deciso? Cosa vuoi?"
Mamma: "Allora, hai deciso? Cosa vuoi?"
Stremato da quel martellante interrogatorio e ormai devastato dall'ansia il bambino indica i Loacker.
La gentile signorina dietro al bancone, che è tanto educata e volenterosa, ma ha ovviamente scarse capacità di penetrazione psicologica, chiede al bambino:
Barista: "Quali vuoi, quelli alla nocciola, quelli al cioccolato o quelli alla vaniglia?"
Il bambino non ha nemmeno il tempo di pensare che la madre interviene
Mamma: "Allora, decidi, cosa vuoi? Dillo alla signorina. Però scegli bene, che se non ti piacciono non te ne prendo degli altri."
Il povero piccolo muove rapidamente le mani nell'aria e continua a stendere e piegare le ginocchia, una specie di saltello senza sollevarsi da terra. Alla fine dice:
Bambino: "Quelli blu, da maschio".
Mamma: "Ce l'abbiamo fatta, ci voleva tanto?"

Ho ripensato a Claudia, che ai primi di settembre ha preso le figlie, le ha fatte sedere sul divano e ha chiesto loro di decidere, perché dovevano organizzarsi.
"Cosa volete fare quest'anno? Potete fare quello che volete: equitazione, danza, nuoto, pallavolo, ginnastica ritmica, musica...l'importante è che lo decidiate voi e poi continuate fino a fine anno perché quando si decide una cosa si porta a termine. Io non vi obbligo a fare niente, perché non voglio sentire storie, ma poi se scegliete danza, dovete fare danza fino a giugno, se scegliete pallavolo la dovete fare fino a giugno."

Ho ripensato a Francesca, che un paio di settimane fa ha fatto un discorsino a quattrocchi a suo figlio:
"Dobbiamo andare dalla nonna questo fine settimana. Sabato ci sarebbe la festa di Riccardo, domenica la partita allo stadio. A una delle due devi rinunciare, scegli tu. Decidi quando vuoi andare dalla nonna, ma poi non voglio sentire storie, capito?"

Ho ripensato a Serena, che tutte le mattine prepara sul letto quattro outfit diversi per la figlia di cinque anni.
"Ho deciso di fare così", mi ha spiegato, "perché non riusciva mai a decidere cosa mettersi per uscire. D'estate posso anche starle dietro per un'ora tutte le mattine finché non si decide, ma quando va all'asilo proprio no. Siccome spesso voleva abbinare colori improponibili, o mettersi vestiti leggerissimi in inverno ho deciso di fare così. Le preparo quattro abbinamenti e lei può scegliere solo tra quelli, almeno in dieci minuti, un quarto d'ora ce la caviamo"


Scegliere non è facile, per nessuno.
Pensate a quando avete scelto il vostro abito da sposa o l nome per vostro figlio.
Pensate a quando avete scelto a quale università iscrivervi.
Pensate a quando avete scelto cosa mettervi per il primo appuntamento con l'uomo dei vostri sogni.
Erano tutte occasioni uniche e speciali, irripetibili.
Mettetevi nei panni di un bambino, provateci almeno per un attimo.
Per i bambini esistono solo il qui e l'adesso. Tutte le occasioni sono per loro uniche ed irripetibili.
I bambini non sono capaci di fare proiezioni sul futuro tipo "l'altra volta ho preso quelli alla nocciola, oggi prendo i biscotti alla vaniglia e la prossima volta proverò quelli al cioccolato, così poi decido quali mi piacciono di più".
La volta scorsa, per un bambino, è stata un secolo fa e non si ricorda.
La prossima volta, per un bambino, sarà tra mille anni, non ha la pazienza di aspettare.
Scegliere è difficile, soprattutto se le opzioni sono tante.
Scegliere è difficile, soprattutto se il bambino non desiderava quella cosa. La bambina guardava il Babbo Natale arrampicatore, il bambino guardava le figurine. Le figlie di Claudia non hanno mai fatto equitazione né danza e hanno paura di prendersi un impegno. Il figlio di Francesca non vuole rinunciare né alla festa, né alla partita. La figlia di Serena è troppo piccola per poter decidere cosa indossare.

Perché le madri fanno scegliere i figli?

La motivazione principale la danno loro stesse: per evitare problemi.
Pensano che se il corso di equitazione piuttosto che quello di nuoto non è imposto, ma scelto dal bambino, allora non ci saranno capricci perché non ci vuole andare, non ci saranno finti mal di pancia o mal di testa. Pensano di evitare un problema in futuro, di evitarsi fatiche inutili, ma accade l'esatto opposto: fanno fatica a far decidere il bambino e faranno fatica dopo un paio di mesi quando il bambino deciderà che equitazione non gli piace più e vuole fare basket.


Un altro motivo è il senso di colpa. Non vogliono imporre niente ai figli in nome della libertà, delle scelte democratiche e dell'apertura mentale.

Da ultimo c'è la paura. Paura di fare una scelta sbagliata, paura di commettere un errore, paura di contrariare il bambino, paura di sembrare una madre despota.

I bambini non sono in grado di decidere, gli adulti sì. O almeno dovrebbero.
Fare il genitore significa anche prendere decisioni per i propri figli, finché non sono abbastanza adulti da scegliere da soli.
I genitori devono avere il coraggio di dire "perché io ho deciso così" perché così il bambino sentirà di avere una guida sicura.

Decido io!






36 commenti:

  1. I bambini sono delle bandiere.
    I bambini vogliono, desiderano i paletti.
    Desiderano essere contenuti e che ci sia un adulto - i genitori a casa e gli insegnanti a scuola - che sia più forte, che sia una guida, che indirizzi. I capricci sono tentativi di sondare il terreno, vedere fin dove può arrivare e affermare la sua possibilità. Ma un adulto che decida per lui e motivi le scelte con dolcezza ferma è l'adulto che vince, nel suo cuore. Così il bambino interiorizzerà la fermezza e sarà un adulto forte, capace di fare scelte intelligenti.
    Ma gli adulti fermi e affettuosi dove sono?
    Vedo solo un branco di isterici indecisi e insicuri anche del proprio nome, e da loro cosa può uscire?

    Lumen

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    1. Prima avevamo adulti fermi, ma poco affettuosi.
      Adesso abbiamo adulti affettuosi, ma per niente fermi.
      La vita è una coperta corta,non si può avere tutto.
      Io preferivo i genitori fermi, ma poco affettuosi.

      I bambini, che bella immagine hai usato, sono delle bandiere e vogliono dei paletti, hanno bisogno di un sostegno solido e sicuro.
      I genitori di oggi sono dei paletti fatti di zucchero filato: buono, dolce, ma senza consistenza, senza spina dorsale.

      Bandiere che poggiano sullo zucchero filato.
      Dovrebbero invece poggiarsi sulle spalle dei giganti.

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    2. Un tempo mi sembrava assurdo pensare che i bambini volessero dei paletti, delle regole... ma poi ho visto che è proprio così, forse perchè in mancanza di regole ben precise rimarrebbero senza punti di riferimento e si sentirebbero persi.
      Una volta una mia amica è andata a prendere a scuola sua cugina di 11 anni e le ha preparato il pranzo, perchè la madre non c'era. Dopo mangiato, la cuginetta si è piazzata davanti alla TV (come presumibilmente faceva sempre, senza che la madre le dicesse nulla), ma la mia amica si è arrabbiata e le ha detto: "Prima fai i compiti, e poi guardi la TV!!" La cuginetta, anzichè scocciarsi per l'imposizione, si è messa a fare i compiti tutta contenta e più tardi, quando è rientrata sua madre, le ha raccontato felice l'accaduto!! Non so come abbia reagito la madre, io però al posto suo mi sarei fatta delle domande...

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  2. Una cosa secondo me avresti dovuto specificare: l'età di questi bambini, riferendomi a quelli protagonisti dell'ultima parte del post.
    Posso capire benissimo l'indecisione di un bambino dinnanzi una marea di rivista o dei Loacker. Sono perfettamente d'accordo. Raccapricciante la bambina d'asilo modaiola già alle prese con gli abbinamenti: da far venrie i brividi! Però non trovo così assurdo far scegliere un'attività extrascolastica, se i bambini sono grandi abbastanza. Quanti anni hanno? 4 o 13?
    Certo però che, come dici tu, difficile scegliere tra equitazione e nuoto senza aver mai provato nessuna delle due! potrei trovare molto bello cimentarmi a cavallerizza, salvo scoprire che la paura di cadere è di gran lunga maggiore del piacere di cavalcare... e saremmo punto e a capo!

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    1. Le figlie di Claudia fanno una quarta e una quinta elementare.
      Potrebbero giustamente sapere cosa vogliono dalla vita, ma non è così.
      Sono abituate, come tutti i bambini di oggi, ad avere sempre mamma vicino, mamma che le aiuta a fare i compiti, mamma che le pettina, mamma che le guarda mentre sono a lezione di danza, mamma che le vuole nella stessa stanza mentre giocano, mamma che le porta a scuola in macchina anzochè usare lo scuolabus, mamma che decide come fare la festa di complenno.... come possono sapere cosa vogliono se c'è sempre stato qualcuno che decide per loro?
      Questi genitori danno una grande responsabilità ai figli chiedendogli discegliere, ma magari a nove anni usano ancora i bicchieri di plastica e le forbici con le punte arrotondate perchè hanno paura che si facciano male.
      E' una dinamica complessa, un circolo vizioso..
      Avevi letto questo post?
      http://www.dibuonalena.blogspot.it/2012/03/bambini-targhe-alterne.html

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  3. Due anni fa, dopo anni di nuoto, ho lasciato ai bimbi libertà di scelta per quanto riguardava le attività extrascolastiche: hanno provato ginnastica, pallavolo, pattinaggio e non ricordo cos'altro. Ogni volta ho pagato non solo il mensile ma anche l'iscrizione annuale, moltiplicato per due perché dove va l'una vuole andare anche l'altro. Inutile dire che nessuna delle suddette attività li ha appassionati.
    L'anno scorso non ho chiesto niente e li ho re-iscritti entrambi a nuoto, ho avuto la forza di trascinarceli fino a marzo e poi, complici le belle giornate (meglio andare al parco che chiudersi in piscina) mi sono arresa. Quest'anno ho fatto come la tua amica Claudia, anche se non ho preteso una risposta immediata, ho cominciato a "tampinarli" ad agosto chiedendogli di decidere entro settembre cosa volessero fare. La piccola (9 anni) ha scelto pallavolo, il grande (11 anni) non ha scelto ancora niente per cui aspetterò fino a gennaio dopodiché verrà rispedito in piscina. Come è andata fino ad adesso? la piccola in risposta alle mie minacce (se non studi non vai a pallavolo) mi risponde "tanto è a te che piace pallavolo a me non me ne frega niente": et voilà! cornuta e mazziata!
    Per il resto in realtà chiediamo ai bambini di decidere ma allo stesso tempo non abbiamo il tempo per aspettare la risposta e quindi poi decidiamo comunque noi cercando di interpretare al meglio i loro pensieri (di solito sbagliando).
    Lo faccio spesso anch'io, ma perché? perché magari sei entrata dal giornalaio incastrando quei cinque minuti tra l'uscita da scuola e l'inizio dell'ora del catechismo, quell'ora che hai già programmato al secondo: molli i bambini in oratorio, bevi un caffè con l'amica, voli al supermercato, passi in lavanderia, compri dalla cartoleria i buoni pasto ed eccoti di nuovo all'oratorio proprio mentre i bambini escono dal catechismo... Io mi guardo intorno e vedo la maggior parte di genitori che sono come me, sempre di corsa e sempre insoddisfatti e la maggior parte di bambini che sono come i miei, alcuni anche peggio ... Non so' dare un finale a questo mio commento. A te l'ardua sentenza :)
    Con infinita stima, Orietta B.

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    1. Provo a dare un finale, che poi altro non è che la scena di molte mie domeniche in edicola da bambina. Papà che guardava i quotidiani o le riviste scientifiche, io che ciondolavo di qua e di là attirata da giochini e giornalini. Ad un certo punto addochhio una cosa, la prendo, mi avvicino a papà e gli chiedo "me la compri per favore?". A quel punto un sì o un no, magari motivati (non è adatto alla tua età, ti ho già comprato una cosa prima al bar, scegli un'altra cosa, sì va bene, ti aiuto a montarlo ecc).
      La bambina in edicola NON aveva chiesto il giornalino, guardava Babbo Natale. Il bambino NON aveva fame, voleva le figurine. Perchè prevenire i desideri dei bambini? Perchè quest'ansia di renderli sempre felici riempiendoli di cose e di attività?

      I tuoi figli NON vogliono fare attività sportive. Tu pensi che sia un bene per la loro salute. Da qui il conflitto, che capisco e comprendo. Hai provato una tecnica, hai provato l'altra. Forse con un po' più di coraggio e di forza saresti riuscita a portarli in piscina fino a giugno, ma capisco che sia dura combattere contro capricci e pianti.

      La mia domanda è: se i bambini NON ti chiedono una caramella, perchè portarli in un negozio che vende solo caramelle e chiedergli di scegliere?

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  4. Ottimo post, come sempre!! Mi sa che a breve ti mando una mail con i miei aneddoti da baby sitter (per forza maggiore, sigh) in terra straniera, chissa' che non ti offrano qualche spunto ;) Ma vogliamo parlare delle mamme che a bambini di 4 anni chiedono "Stasera di cosa hai voglia???". Io inorridisco, quando ero piccola, e fino a che son stata a casa, quello che c'era mangiavo stop. E' una lotta quotidiana per non farmi saltare i nervi ti giuro. Piuttosto che diventare cosi' preferisco non riprodurmi, anche perche' al momento non c'e' comunque pericolo che cio' avvenga :) Un abbraccio e tanta tanta stima, continua cosi'!
    Letizia

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    1. Grazie Letizia!!!
      Aspetto volentieri i tuoi aneddoti, se vuoi anzichè prendere spunto posso pubblicarli a nome (anche d'arte) tuo!!!

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  5. Sinceramente non mi colpisce tanto la possibilità di far scegliere i bambini (era una cosa che non mi è stata quasi mai concessa purtroppo e ne ho sofferto molto) quanto l'idea che in ogni posto dove si va deve essere loro comprato un obolo perchè non facciano capricci. Spero per questi figli che hanno veramente tutto che non abbiano mai problemi finanziari: non sanno cosa voglia dire la parola no, la parola sacrificio, che nella vita si impara volente o nolente, e non sanno nemmeno cosa vuole dire gioia per una oggetto, perchè se in ogni posto ti compro un giocattolino vedrai che poi vorrai lo space shuttle per provare un pò di gioia. Genitore mai. Commetterei io per prima dei danni irreparabili

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    1. Vero, verissimo.
      Le madri di oggi 'comprano' l'affetto e 'comprano' le buone maniere dei figli con regali, giocattoli, dolcini, vizi e quant'altro.
      E' raro di questi tempi vedere un bambino piangere disperato davanti al negozio di giocattoli o davanti allo scaffale delle caramelle. I bambini di oggi non hanno bisogno di fare capricci, perchè basta che chiedano per ottenere. Tutto.
      I bambini di oggi, mi chiedo che adulti saranno domani!

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  6. Hai "accomunato" cose molto diverse fra loro per quanto il filo conduttore sia ben chiaro.

    Sicuramente è assurdo che esista una madre che fa scegliere alla figlia di 4 anni quali vestiti mettere, pretendendo tra l'altro che la bimba capisca la differenza tra vestiti pesanti/leggeri e abbini i colori (??) Cioè...tu ti vesti come dico io e non si discute!!!! Altro che scegliere!

    Per quanto riguarda le due scene del bar, invece, secondo me è un discorso diverso... Vestirsi è fondamentale, ma comprare cose ai bambini no!! La domanda secondo me non è più "perchè far scegliere ai bambini cose che non desiderano?" ma "perchè comprare necessariamente cose ai bambini?" Se vogliono qualcosa loro lo chiedono, e come giustamente hai detto tu, sta poi al genitore dire sì o no in base a motivazioni ben definite (e mantenendo poi ovviamente il suo proposito...se è no, è NO!!) Ma se non vogliono nulla, o se non lo vogliono così tanto da chiederlo, è inutile comprargli a tutti i costi qualcosa!!!!

    Lo sport è un discorso ancora diverso perchè fare attività fisica è importante, e come ha già evidenziato Orietta è davvero complicato capire cosa può piacere a un figlio!! Però, visto che lui probabilmente non è in grado di scegliere, è inutile lasciargli carta bianca! Tanto, se lo sport che lui stesso ha scelto non gli piace, di certo non se lo farà piacere solo perchè l'ha scelto lui...quindi tanto vale che lo scelgano i genitori!

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    1. Sì, infatti, c'è molta carne al fuoco in questo post.
      Il punto che però mi premeva sottolineare è la scelta. In ambiti completamente diversi tra loro, in situazioni del tutto differenti e che meriterebbero ognuna uno spazio a sè, abbiamo madri che chiedono ai figli di scegliere, di decidere, di dare una risposta.
      Dove vuoi festeggiare il compleanno, cosa vuoi mangiare domani a pranzo, che taglio di capelli vuoi, dove andiamo in vacanza. NO!
      Vorrei sentire una vikta una madre dire "Si fa così perchè io ho deciso così!".

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    2. Allora ti presento mia mamma, lei era la regina dei "perchè lo dico io!" E secondo me qualche spiegazione in più non avrebbe guastato. E comunque lei è una mamma degli anni '80, e non conta!

      Ho capito il senso del post e (tanto per cambiare!) lo condivido. Non importa quanto siano autonomi, i bambini a una certa età non sono in grado di capire certe cose, e quindi di fare determinate scelte. Punto. Vuoi perchè, come dici tu, non si ricordano di quello che è successo nel passato e non sono in grado di fare proiezioni nel futuro (e quindi non sanno cosa "è meglio" per loro), vuoi perchè non possiedono certe competenze (un bambino vorrebbe mangiare sempre pizza e patatine, ma dovrebbe mangiare anche frutta e verdura).

      Mi ricordo un episodio avvenuto anni fa, un'estate, quando io avevo 9 anni. La mia amica del cuore doveva passare 15 giorni dal padre, separato e convivente con un'altra donna. Per lei, queste 2 settimane erano un vero incubo: non andava d'accordo nè con il padre nè con la sua compagna, ma soprattutto non poteva vedere la madre, a cui era molto legata. La madre aveva ottenuto dal padre che durante questo periodo la bambina potesse vedere almeno me, sua amichetta inseparabile. Ci vedevamo o nel paese dove viveva il padre, o nel paese dove vivevamo io e la mia amica. Il padre pretendeva che fossi io a scegliere, giorno per giorno, dove vederci (era evidente la figlia sarebbe venuta di corsa da me). Ma io, a 9 anni, non ero in grado di comprendere bene il disagio della mia amica e quanto fosse importante per lei vedere la madre "abusivamente" al parco giochi del nostro paese. Io avrei sicuramente scelto il paese del padre, perchè per me era una novità rispetto al parco in cui andavo tutti i pomeriggi. Ma mia mamma, anzichè lasciarmi scegliere quello che probabilmente era "il mio bene", mi disse: "Se venite qui, M. può vedere sua mamma. E sai quanto è importante per lei." A malincuore, per i giorni rimanenti scelsi sempre di vederci da me. Ora, a distanza di anni, ringrazio con tutto il cuore mia mamma per non avermi lasciata sola nella mia scelta: mi ha permesso di aiutare la mia amica in un momento difficile e, soprattutto, mi ha insegnato a mettermi sempre nei panni degli altri e a non essere egoista!

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  7. Un conto è seguire le inclinazioni di un bambino, un conto fargli/le decidere ogni singolo aspetto della sua vita. Chiedere ad una bimba dell'asilo cosa si vuole mettere è semplicemente assurdo, anche perchè significa che sta dando troppa importanza ad un aspetto che a quell'età deve essere marginale (se con quel vestito ci riesci a correre e giocare, va bene, non è che si debba fare la sfilata all'asilo).
    Le vere inclinazioni però credo siano facili da individuare (es, che tipo di scuola secondaria scegliere) ma riguardano aspetti della vita molto più decisivi che non quale loacker scegliere (e sul loacker "blu perchè è da maschio" ce ne sarebbe da dire...).
    Hai detto che preferisci i genitori fermi ma poco affettuosi..Io non credo però che i nostri genitori fossero poco affettuosi perchè non ci chiedevano continuamente pareri. Far decidere ogni cosa al bambino non è necessariamente in relazione con l'affetto, secondo me.
    Ciao!
    ste

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    1. Ho detto che tra i genitori fermi, ma poco affettuosi e quelli affettuosi, ma molli come budini, preferisco i primi. L'essere fermi, però, non esclude l'essere affettuosi, assolutamente!
      Se si riuscisse ad essere affettuosi e a dimostrare questo affetto con coccole, fiducia, responsabilizzazione del bambino e incoraggiamento sarebbe meraviglioso.
      Purtroppo quello che vedo sono mamme che riempiono i figli di regali, li lasciano scegliere cose troppo 'grandi' per loro, salvo poi accompagnarli ancora in bagno a diceci anni.
      Decidere certe cose è una responsabilità troppo grande per i bambini.
      Decidere di essere fermi sembra una cosa impossibile perfino per gli adulti.
      quante volte ho visto madri dire: No! Va beh, magari se fai il bravo, solo se costa poco, ok va bene te lo compro, che bel gioco che hai tesoro, contento? Oppure: Tra cinque minuti a letto, ok, alla fine del cartone, però solo questo, poi la favola no, va bene sì, ma corta, va bene quella lunga... tutto nel giro di cinque minuti??

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  8. Ciao, è la prima volta che capito qui. Ho letto tutto il post (ma non i commenti), condivido tutto quello che hai scritto. Un bambino non deve scegliere lui, siamo noi genitori che decidiamo x lui. Perchè se gli dai possibilità di scelta, in realtà lo metti in difficolta. Non sto qui a dilungare, perchè la penso proprio come te. Ciao

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  9. Che post interessante! Arrivo a te, non ti conoscevo, dal blog ero Lucy Van Pelt. Piacere di conoscerti! Come hanno scritto altri prima di me credo che chiedere ai bimbi di decidere dipenda anche dalla loro età e aggiungo che non sono d'accordo al 100% con te. Concordo sul fatto che ci sono cose troppo importanti per poter lasciare scegliere ai bimbi la soluzione ma molte altre per cui loro stessi possono decidere.
    Ti faccio un paio di esempi. Anno scorso a mio figlio, aveva quasi cinque anni, ogni tanto gli permettevo di scegliere se rimanere alla scuola infanzia fino alle 16:00 oppure uscire alle 13:00 dopo il pranzo. Un giorno la maestra ha sentito che chiedevo a mio figlio a che ora voleva che lo andassi a prendere e vedendolo un pochino indeciso mi ha detto, sicura di sè, che i bimbi a quell'età non sono in grado di decidere. Questo mi ha offeso perchè penso che mio figlio sia in grado di farlo. E' capace di scegliersi una maglietta dall'armadio, la sua preferita, (in inverno nell'armadio ci sono solo vestiti adatti a questa stagione e non c'è pericolo che decida di mettersi una maglietta a maniche corte), e se abbina che fanno a pugni tra di loro sinceramente non mi importa tanto. E' capace di scegliersi una merendina e altre piccole cose. Penso che ogni genitori educhi il proprio figlio a modo suo ma se si insegna ai bimbi a scegliere fin da piccoli, aiutandoli e indirizzandoli, loro sapranno farlo.
    Tornando alla domanda che avevo fatto a mio figlio a scuola... prima mi ha domandato: se esco alle 13:00 devo fare un riposino a casa? E io: si, se esci dopo pranzo fai un riposino a casa, (nella scuola che frequentava tutti i bimbi riposavano dalle 13:30 alle 15:00). E lui: allora rimando qui e dormo qui così quando vengo a casa posso giocare. :-)

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    1. Ciao Pollon e benvenuta anche a te!
      Certo che i bambini, se opportunamente educati, possono scegliere.
      Io credo che dovrebbero poter (e sporattutto saper) scegliere certe cose,mentre non devono avere nessuna voce in capitolo per quanto riguarda altre scelte familiari (a che ora andare a trovare la nonna, dove andare in vacanza...).
      Se un bambino ci mette un'ora per scegliere i vestiti non bisogna farglieli scegliere, punto.
      Ma io mi domando, i nostri genitori ci chiedevano a che ora preferivamo andare dalla nonna o se volevamo l'appuntamento dal parrucchiere prima o dopo il corso di nuoto? NO!. Non per questo credo che mi sia mancato niente nella vita, tanto meno l'amore di mamma e papà.
      Ho la sensazione che le madri oggi vogliano sempre accontentare i figli in tutto e per questo danno loro carta bianca. Inoltre pretendano troppo dai figli in alcuni ambiti e troppo poco in altri...come ho spiegato nel post bambini a targhe alterne.
      Spero di ritrovare altri tuoi commenti in giro per il blog
      Grazie per avermi scritto

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    2. No, i miei genitori non mi chiedevano a che ora preferivo andare dalla nonna e dal parruchiere io non ci andavo proprio, i capelli me li tagliava mamma. Però i tempi sono cambiati. Una volta si educavano i bimbi a suon di schiaffi, si può dire? Io ne ho presi tanti e così le mie amiche coetanee. Non ci trovo nulla di male nel far partecipare mio figlio alla scelta sul luogo dove andare in vacanza o a fare una piccola gita. E' chiaro che non posso accettare suggerimenti come Polo Nord, Maldive o Disneyworld :-)
      Sai che c'è? Che i bimbi di oggi sono avanti anni luce rispetto a noi, (parlo per me... non so quanti anni hai tu), quando eravamo piccine.
      Fare la mamma è la cosa più difficile che io abbia provato fino ad oggi. Da una parte si vorrebbe accontentare il proprio bimbo, è un istinto fortissimo che ti spinge a proteggere il tuo cucciolo, dall'altra si cerca di educarlo ad essere rispettoso nei confronti delle persone e delle regole, si cerca di insegnargli i veri valori della vita, gli si insegna che non sempre si può vincere... Io ci provo ma naturalmente sbaglio spesso! Vado a leggere il post di cui parli! Grazie per questo scambio di opinioni.

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    3. da mamma di un bambino di 3 anni trovo assurdo chiedere al proprio figlio a che ora vuole uscire dall'asilo. ma diamo i numeri??? lui è in una comunità e quindi si adegua anche per rispetto alle maestre e ai suoi compagni!!! hanno delle attività da seguire, un programma (se la scuola è fatta bene e non è solo un baby parking), ci sono le maestre che sgobbano per prepararsi e i compagni che vedono l'amichetto andare via perchè gli gira, mentre loro imangono lì anche se magari vorrebbero la mamma!. non esiste. poi alle elementari che facciamo, "amore mio, non fare i compiti se non vuoi!"??
      io sono una nazista: l'amore per mio figlio lo trasmetto assieme all'insegnamento del rispetto delle regole comunitarie e degli altri, non sull'osservare e seguire solo e sempre le proprie esigenze. poi che cavolo di adulti cresciamo?? degli egoisti che se ne infischiano di chi li circonda perchè mammina ha sempre fatto decidere a loro anche quando non doveva!

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    4. Scusami Anonimo, perchè trovi assurdo che un bimbo esca dalla scuola infanzia dopo pranzo? Forse dovresti informarti... nella maggior parte delle scuole sono previsti due orari di uscita: uno dopo pranzo e uno a metà pomeriggio. Inoltre ci sono scuole che propongono un dopo-scuola fino alle 18:30 o anche più tardi. Chiaramente la maggior parte delle attività vengono svolte la mattina, intendo i lavoretti e ogni altra cosa legata al programma annuale proprio perchè alcuni dei bimbi escono dopo pranzo! Non mi pare assolutamente una mancanza di rispetto verso le maestre e gli altri compagni! E naturalmente mio figlio l'anno prossimo farà i compiti regolarmente, ci mancherebbe altro. Mi pare che si tratti di cose assolutamente differenti. Comunque ognuno è liberissimo di credere in quello che vuole ed educare i propri figli come meglio crede, io non voglio convincere nessuno.

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  10. a me non hanno fatto scegliere niente, mai. a 15 anni mia madre mi diceva ancora come vestirmi. Dai 6 ai 14 mi hanno mandato a pianoforte (che odiavo con tutto il cuore) e per tre anni a nuoto (ho il terrore dell'acqua a tutt'oggi). Fino a 15 anni a catechismo, con tutto che mi rifiutavo di andare a messa e parecipare ai sacramenti da quando ne avevo 11. Ho iniziato a scegliere quando ho iniziaro a buttare oggetti in terra, mentire su quello che facevo e su dove andavo e con chi. Non hanno mollato la corda al mio collo fichè non gliel'ho strappata dalle mani con la forza. Genitori che fanno scegliere? Non so che effetto faccia, non riesco neanche a immaginarlo. Un po' d'invidia però c'è....

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  11. mamma quanti refusi, scusate, si vede che non ho riletto....

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    1. Una sana via di mezzo sarebbe l'ideale, come sempre nella vita.

      Ti assicuro che certe scene che vedo portano ad avere bambini senza spina dorsale, molli e incapaci di affrontare la vita.
      Tu avresti probabilmente preferito dei genitori diversi, ma almeno a 11 anni sapevi già quello che volevi (l'opposto di quello che loro volevano per te), avevi delle idee tue...

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  12. ah guarda, quello non è mai stato un problema :) il problema casomai era fargliele ingoiare, loro mi volevano borghesuccia-fotocopia.... cosa che neanche se mi tagli a pezzettini e mi rimonti come un tangram riuscirei mai a diventare :)))))

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  13. questi sono gli stessi genitori che poi, quando il figlio è in III media e vuole fare l'istituto alberghiero o il perito meccanico, lo iscrivono al liceo scientifico.

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    1. Brava, appunto. Le scelte inutili le delegano tutte (tipo cosa ti metti stamattina per andare al'asilo), poi su quelle che importano davvero diventano inamovibili.
      Lena, ne approfitto per farti tanti auguri!
      Ciao, passa delle buone feste
      ste

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    2. Auguri anche a te, carissima!

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    3. o alla figlia portata per le lingue che vuol fare il linguistico impongono il classico! umpf. buon natale a tutti!

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  14. Ma io invece mi domando...perché questa ossessione per le mille attività???? Mio nipote ha 6 anni e mezzo e fa già CINQUE ATTIVITA EXTRASCOLASTICHE A SETTIMANA!! Nell'ordine: nuoto, tennis, violino, cinese e coro!!!! Ma i genitori (in questo caso la madre, perché vivono con lei) proprio non li sopportano i loro figli che li devono mettere a fare tutte queste attività da così giovani?

    Io ricordo che quando avevo la sua età mi avevano regalato dei vecchi pattini a rotelle. Ho rotto tanto le scatole a mia madre perché mi mandasse al corso di pattinaggio che quando alla fine si è decisa toccavo il cielo con un dito..Stessa storia per la pallavolo, perché tornavo felicissima dall'ora di ginnastica a scuola e le ho chiesto di mandarmi al corso pomeridiano.

    Ma porca miseria, madri odierne, fate solamente un passo indietro nel tempo e cercate di ricordarvi come eravate voi da bambine...contate fino a 10 e poi valutate se tutte questa iperalimentazione di cose inutili (giochini, rivistine etc.) e corsi inutili hanno senso o no.

    Ricordatevi che un bambino si diverte con un albero, un pezzo di legno, qualche amico e tanta fantasia. E se non vivete in campagna, beh, portatelo al parco!!

    tana.

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    1. Tennis...violino...CINESE... per un bambino di 6 anni e mezzo che deve ancora imparare bene la sua lingua? Qua secondo me non c'entrano i desideri dei figli, nè il loro bene (UNA attività sportiva fa bene, ma DUE...) Qua purtroppo è un discorso di ambizione, siamo al solito "mio figlio deve essere il più bravo". Lo trovo molto triste.

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  15. Ciao carissima e buon anno!
    la frase "i bambini di oggi sono anni rispetto a noi" ti mancava nel blog! Cominci davvero alla grande! :-) E.

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  16. I miei cognati lasciano scegliere TUTTO ai loro figli di 4 e 2 anni. Quando dico TUTTO intendo proprio TUTTO. Si comincia da cosa mangiare a colazione. Puntualmente scelgono cosa vogliono (cereali con la frutta rossa, con la frutta gialla o senza frutta, latte freddo tiepido o caldo, quale marmellata mettere sul pane o sulla fetta biscottata o sul toast, ecc.). Ovviamente appena la mamma prepara ciò che hanno chiesto, loro cambiano idea. Scelgono il bicchiere e il colore dello stesso quando bevono. Scelgono dove sedersi a tavola e anche dove ti devi sedere tu. Per cui ogni volta che ci sediamo a tavola sembra il valzer degli idioti perchè dobbiamo cambiare posto in base alla loro volontà. Scelgono il colore dei vestiti da indossare e quali scarpe mettere. Per arrivare al paradosso: scelgono cosa mangiare. Sempre. E quante volte cambiano idea...Insomma, scelgono TUTTO. Il peggio è che i genitori ad ogni minima azione chiedono "Allora? Cosa preferisci?. A volte mi verrebbe da urlare...ma perchè glielo chiedi? Cosa vuoi che ti dicano due bambini??? Sarò all'antica, ma è qualcosa che mi manda in besta. Vedremo i risultati...

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