mercoledì 23 maggio 2012

Contenti loro, contenti tutti

Francesco è un piccolo Boy Scout. Ogni domenica si trova al campo, impara a montare una tenda, a raccogliere erbe aromatiche, a stare con gli altri. Quest'anno il capo Scout ha organizzato, per i bambini che faranno la Comunione, tre ritiri spirituali. Il sabato pomeriggio, per tre settimane, i bambini andranno a piedi fino ad una pieve di montagna, faranno un pic nic e parleranno con le catechiste. Alla mamma di Francesco si è rotto il computer e mi ha chiesto di poter scrivere una mail dal mio. "Caro Tommaso, mi dispiace ma Francesco non verrà al campo Scout per le prossime tre settimane. Abbiamo provato a convincerlo, ma non ha proprio voglia di andare con gli altri bambini al ritiro spirituale. Poi ci sono i compiti, il calcio, l'equitazione ed è veramente stanco. Tornerà da voi l'ultimo sabato del mese, per riprendere le normali attività. Grazie". La mamma di Francesco mi spiega la situazione, mi legge l' e-mail e commenta "La Comunione è importante, ma non deve diventare una noia: va già a Catechismo una volta alla settimana, non vuole fare anche questo".

Nonna Carla un giovedì sì ed uno no va a prendere i suoi nipotini a scuola. E' il massimo che la loro agenda fitta di impegni possa permettere, è il massimo che la loro mamma conceda. Un giovedì sì ed uno no Nonna Carla alle 12.30 è davanti alle scuole elementari per prendere Laura. Vanno insieme davanti alle scuole medie e aspettano l'uscita di Mattia. Alle 13.05 Nonna Carla, Laura e Mattia vanno a mangiare da McDonald's, fanno un giro al parco o al centro commerciale e tornano a casa. Questo giovedì nonno Giulio ha proposto a nonna Carla di andare a casa sua, avrebbe preparato le polpette con le patatine fritte e poi una bella caccia al tesoro per i bambini. Appena la nonna ha comunicato la notizia a Laura, la bambina si è arrabbiata e ha incominciato a pestare i piedi. Mattia si è incupito poi, davanti alle polpette, si è messo a piangere. Nonno Giulio si è arrabbiato: "Vi ho preparato il vostro piatto preferito, ho organizzato una caccia al tesoro, con un vero tesoro da trovare e voi cosa fate invece di mangiare e giocare, piangete?"
Nonna Carla e Nonno Giulio hanno raccontato la cosa alla mamma dei bambini, che si è molto amareggiata e risentita perché, testuali parole, "Non è che tutto debba girare intorno ai bambini, ma se il giovedì vanno sempre da McDonald's non potete cambiare i programmi e propinargli una giornata in casa!".

Zia Maria compie 90 anni. Figli e nipoti le organizzano un bel pranzo in un ristorante in riva al lago.  Chi pensa al regalo, chi si offre di andare a prendere la Zia Maria, chi ordina la torta. Festeggiare i novant'anni di Zia Maria è un'occasione per ritrovarsi in famiglia, rivedere parenti che non vedevi da dieci anni, stare tutti insieme, come una volta quando noi eravamo bambini e Zia Maria festeggiava i suoi primi sessant'anni. Mi chiama Lara, anche lei come me nipote di Zia Maria. "Pronto Lena, ciao. Ho guardato il sito del ristorante che hai prenotato e mi chiedevo se si fa ancora in tempo a cambiare...no perché sai, ne avrei trovato un altro, non lontano da casa nostra, dove c'è uno spazio giochi per i bambini e anche un giardino recintato con scivoli e altalene" Inspiro profondamente, espiro, conto fino a dieci e spiego a Lara che quello che ho prenotato è sempre stato il ristorante preferito di Zia Maria, il ristorante dove ha festeggiato i cinquant'anni di matrimonio con lo Zio Pietro, il ristorante dove siamo andati dieci anni fa per i suoi ottant'anni, il ristorante che prepara i tortellini d'asino proprio come quelli che faceva la sua mamma quando lei era piccola. Le spiego che quello è il ristorante dove andremo per il compleanno della Zia Maria, nonostante non sia il miglior ristorante al mondo o quello più comodo da raggiungere per noi giovani che ci siamo trasferiti in città.
"Allora credo che noi non verremo perché sai per i bambini tutta quella strada in macchina è un problema e poi lì si annoiano, chi li tiene. Sarebbe stato meglio farlo qui vicino a noi..." "Fai come preferisci, Lara. Per i cent'anni della Zia Maria i toui piccoli avranno già la patente e potranno forse venire a festeggiare il genetliaco della loro bisnonna"

Sono al lavoro e alla radio passa la pubblicità di un nuovo negozio di scarpe con area giochi, dove i bambini possono provarsi le scarpine mentre giocano con la Play Station o seduti su un trono da principessa. Penso che non c'è veramente limite al peggio e commento la cosa con una collega. Le chiedo perchè tutto debba essere trasformato in un gioco, perchè qualunque pillola debba essere indorata, perchè i figli del Duemila non possano sopportare nemmeno un attimo di noia o insofferenza. Lei è madre di un ragazzo che ormai va al liceo, lei è una madre borderline: è abbastanza vecchia per essere una madre come le nostre, una madre che ti lascia sporcare, cadere e sbagliare, ma è una madre abbastanza giovane per essere una madre come quelle di oggi, una madre iperprotettiva, una madre che crede che suo figlio sia sempre un bambino. La madre borderline mi da ragione: è assurdo mettere dei videogame in un negozio di scarpe, solo perchè così i bambini non fanno capricci per provare gli stivaletti, è inaccettabile che una madre non festeggi i novant'anni della zia perchè il ristorante non ha l'area giochi però...la madre borderline ha un però e mi dice: "Lena, ti svelo un segreto: contenti loro, contenti tutti".

Contenti loro, contenti tutti...contenti loro, contenti tutti...contenti loro, contenti tutti... continuo a ripetere questa frase come un mantra. Provate a leggerla ad  alta voce. E' rassicurante, positiva, bella. Potrei quasi crederci. "Loro" sono i bambini, "Tutti" sono io, siete voi, sono i genitori, i nonni e gli zii. O forse no? Io direi sicuramente no perché, se i bambini non vanno alla festa per i novant'anni della Zia Maria sono contenti loro, è contenta la madre che non deve intrattenerli in macchina, che non deve vedere le facce annoiate  e che non deve chiedere un menu speciale per loro, ma la Zia Maria? Come si sente la Zia Maria? E gli altri parenti? La Nonna ha già preparato due buste per i suoi nipotini, perché possano 'mangiare un gelato' la sera; poi c'è Sonia che è incinta e sperava proprio di poter passare un pomeriggio con i suoi cuginetti e parlare di gravidanza, parto e allattamento; c'è anche Chiara, che ha diciannove anni e voleva chiedere a Lara di poter fare da baby sitter ai suoi bambini (per pagarsi la vacanza con le amiche).
Infine ci sono io, che no, non sono contenta! Ho prenotato il ristorante preferito dalla festeggiata, quello più vicino alla casa dell'anziana donna, quello che mi è stato espressamente chiesto dalla Zia Maria, senza pensare ai bambini, perché i bambini si adattano a tutto e hanno una vita davanti, mentre la Zia Maria ha esigenze e desideri che ritengo giusto soddisfare, anteponendole a quelle di due mocciosi viziati e nemmeno più tanto piccoli. No, non sono contenta! Ho consolato la Nonna Carla e le ho dato tutto il mio appoggio perché mi si stringe il cuore se penso a come è stata trattata dopo che, insieme a Nonno Giulio, ha preparato le polpette, sbucciato e affettato le patate, organizzato una caccia al tesoro. No, non sono contenta! Se decidi di educare tuo figlio secondo la Religione Cattolica e se decidi di fargli fare la Comunione e la Cresima non puoi semplicemente presentarti in chiesa la domenica e mandarlo un'ora a settimana (se ha voglia) a catechismo: deve seguire un percorso che lo porterà verso la maturità spirituale e non una scorciatoia che gli permetta di arrivare velocemente ad una festa, una torta e delle bomboniere senza fatica, senza impegno.

Contenti loro significa lasciare che facciano tutto ciò che vogliono? Contenti loro significa organizzare le loro giornate e la loro vita in modo tale che non debbano mai fare qualcosa di poco gradito? In questo caso, loro saranno contenti adesso, ma tra qualche anno si trasformeranno in persone egocentriche, viziate, incapaci di affrontare la vita. E chi vi dice, poi, che sono veramente contenti? Cosa significa contenti? Contento non è solo chi vive l'euforia del momento, ma è anche la persona serena, tranquilla, in pace con sé e con gli altri, capace di gestire la solitudine e la noia.

Contenti tutti significa tutti, o significa le madri? Trasformare la vita in un circo per evitare che il figlio sbuffi e si annoi,  che faccia i capricci o che dica "Ti odio!" può sembrare più divertente o più semplice ma, in primo luogo, l'apparenza inganna e, secondariamente, nessuno ha mai detto che fare il genitore è facile. Bisogna far piangere i bambini, a volte. Bisogna punirli, a volte. Bisogna farli annoiare o obbligarli ad andare al ritiro spirituale, a volte. Bisogna che ci dicano "Ti odio!", a volte!

Contenti loro, contenti tutti...tranne me!

7 commenti:

  1. madonna ma veramente siamo a questi livelli? secondo me è solo un problema delle madri, che non si vogliono sciroppare i figli musoni, rompicocomeri perchè si annoiano... e dire, sai lui non ne ha voglia è solo un'alibi. Così come dire che non lo mando al catechismo, c'è gente cattolica che alla fine opta per non far fare la comunione ai figli perchè altrimenti si giocano i we tra messa e catechismo...

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    1. E' sempre un problema delle madri (senza offesa eh?!?!?)Comunque sì, hai centrato in pieno il punto....

      Come dico sempre: vorrei un figlio, ma non voglio essere madre (non una madre così, almeno)
      PS: ogni episodio qui descritto è assolutamente e totalmente vero -purtroppo!-

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  2. Ho 28 anni, un fidanzato che amo tantissimo e con cui spesso parliamo di avere dei bimbi "un giorno".
    In questi giorni, invece, ho varie scadenze per bandi di dottorato un po' ovunque.. e cerco di provare a capire dove vorrei impostare la mia vita per i prossimi 3-5 anni e/o in via "definitiva". Ovviamente ci sono i pro e i contro sia nel cercare di restare nella mia città, vicino alla famiglia etc e nell'andarsene in altri paesi.. Anche pensando un giorno di voler costruire una nuova famiglia, appunto. Leggendo questo blog l'ipotesi di fuggire prende sempre più piede..!!!

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    1. Ciao CZ e benvenuta nel blog!
      Dopo la fuga dei cervelli, la fuga degli uteri!
      L'Italia sta vivendo un periodo di crisi, non solo economica ma anche morale, senza precedenti nella storia recente. È un Paese paralizzato e paralizzante e credo che, potendo, fuggire sia l'unica soluzione.
      Non è questa la sede per parlare di efficienza, servizi pubblici, mobilità sul lavoro, stipendi adeguati al costo della vita e tutto quello che non va in Italia. Nel mio blog si parla di mamme. Una donna, come te e come me, può provare a fare di testa sua, a comportarsi diversamente, ma in Italia essere mamma è un fattore sociale, nel senso che ti devi in qualche modo adattare alla società che ti circonda. Per il tuo bene, e per quello dei bimbi che 'un giorno' avrai, il mio consiglio è quello di partire, andarsene. Io nel mio piccolo l'ho fatto, spostandomi dalla caotica Milano in aperta campagna. Sono sempre in Italia, ma almeno qui niente stress, traffico, smog, fretta...
      In ogni caso in bocca al lupo per tutto!!
      PS: spero di non aver frainteso completamente il tuo commento e che tu non te ne voglia andare perché in Italia ci sono io che scrivo questo blog e persone che mi danno ragione...

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  3. ahahaah no, non hai frainteso affatto!
    Anzi meno male, perché visto che quando ho scritto ero un po' di fretta (mi sono laureata ieri, e leggere il tuo blog domenica è stata una piacevole "distrazione" dall'ansia.. pensare che ci sono arrivata cercando come smacchiare il gelato al cioccolato dai jeans!!!) e ho temuto che potesse in effetti essere interpretabile secondo il tuo p.s.!!!
    Sì, credo che la penseremmo in maniera abbastanza simile anche su infrastrutture etc (che comunque pesano sulle scelta!), ma avevo appunto evitato per concentrarmi sul topic del blog ovvero essere mamme in italia. Credo che "resistere" sia possibile, e conosco persone che lo fanno, per fortuna di questo paese, o di quel che ne resta. Sicuramente non è facile, sicuramente ti devi scontrare con fatica ogni giorno con "la maggioranza"... però è possibile (su questo sono, stranamente per me, ottimista rispetto ai tuoi dubbi sul diventare madre).
    Poi per carità anche "fuori" ci sono un sacco di problemi.. però ecco, quando sento parlare i miei amici svedesi della situazione femminile lì, che per loro è ancora tantissimo da migliorare e per noi è ancora "la speranza".. beh..!!!

    Comunque.. ci sono un paio di "spunti" che forse non hai ancora approfondito tantissimo (magari anche per scelta!!!) e nel mio piccolo vorrei suggerirti.. se non sono troppo "invadente" come neo-lettrice, quantomeno! :)

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    1. ah dimenticavo! Grazie per il messaggio di benvenuta e spero di leggere presto un nuovo post :)

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    2. Non sei affatto invadente, anzi, ogni suggerimento è ben accetto! Se poi hai voglia di dire la tua puoi essere la mia prossima guest star (non so se hai letto il post Lena featuring Black Zorba, scritto da un mio lettore). Aspetto i tuoi spunti, se preferisci in privato ( dibuonalena@gmail.com )
      PS Ho appena pubblicato un nuovo post!

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