venerdì 30 marzo 2012

Bambini a targhe alterne

Sono in vacanza con degli amici e i loro figli. La prima sera andiamo in pizzeria e non appena il cameriere porta le due margherite con würstel per piccoli, la madre con tutta la naturalezza del mondo mi dice -non mi chiede, attenzione, mi dice- "Lena, tagliala in otto fette, così poi la mangia con le mani."
Colta alla sprovvista obbedisco in silenzio, ma poi rifletto sul fatto che Andrea ha 9 anni e mezzo.
Dal ristorante all'appartamento Andrea vuole salire in macchina con me e Marito. Appena seduto incomincia a frugare nella tasca del giubbotto di jeans e ne tira fuori un telefono cellulare. "E quello?", chiede Marito. "Ma come, non lo vedi? E' un ceeell! Me l'ha dato la mamma. Te che ceeell c'hai?". Andrea ci spiega che lo usa per fare le foto, scrivere SMS ai compagni di classe e per chiamare la mamma quando ha bisogno, ad esempio all'intervallo a scuola o quando è dalla nonna e vuole tornare a casa.
Esterrefatta sorrido e annuisco in silenzio, ma poi rifletto sul fatto che Andrea ha 9 anni e mezzo.

Sono a casa di una collega, quando questa viene chiamata per un'emergenza e si allontana per una mezz'ora, lasciandomi con Martina e Giulia, le sue bimbe. Mi fanno vedere la loro cameretta, le loro bambole e i loro vestiti. Martina mi dice che ha sete e pretende che la porti in cucina e le versi un bicchier d'acqua.
Istintivamente la prendo per mano e faccio quello che mi ha chiesto, ma poi rifletto sul fatto che Martina ha 8 anni.
Dopo aver bevuto Giulia mi dice che le scappa la pipì e va in bagno. Un minuto dopo mi chiama per farsi riallacciare i pantaloni e tirare lo sciacquone.
A dir poco stupita la aiuto, ma poi rifletto sul fatto che Giulia ha 7 anni.
La madre torna e tra una chiacchiera e l'altra mi dice che sta cercando un college in Inghilterra dove mandare le bambine a giugno perché a scuola l'inglese si studia poco e male, quando invece è una delle materie più importanti.
Le suggerisco un paio di nomi che potrebbero esserle utili, ma poi rifletto sul fatto che Martina ha 8 anni e Giulia 7.

Sono al  ristorante con Marito, mia cugina, suo marito e la loro bimba. Non appena ci servono il risotto al pesce persico Alice dice che ha bisogno di andare al bagno. La madre sta parlando, quindi le indico io la porta della toilette. Alice si alza, si allunga verso la madre e le sventola la mano davanti alla faccia intimandole di alzarsi. La madre, senza scomporsi, finisce la frase, si alza e la porta in bagno.
Non commento ad alta voce, ma mi scambio uno sguardo complice con Marito, e poi rifletto sul fatto che Alice ha 11 anni.
Quando tornano dal bagno stiamo parlando del Follow Friday e Alice ci dice che adesso lei ha anche un account su Twitter. Segue Miley Cyrus, Twilight e il Grande Fratello. Le chiedo se non è un po' piccola per avere Twitter, ma lei mi risponde innocente che ormai Facebook sta passando di moda e che anche le sue amiche hanno Twitter.
Non voglio iniziare una discussione con una bambina, nè tantomeno con mia cugina che vedo due volte all'anno, ma poi rifletto sul fatto che Alice ha 11 anni.

Sono a cena a casa di amici. Aiuto ad apparecchiare la tavola e la mamma mi dice che a Tommaso non devo mettere nè il coltello, nè il bicchiere di vetro.
Allibita, ma ormai rassegnata, eseguo gli ordini come un bravo soldatino, ma poi rifletto sul fatto che Tommaso ha 8 anni.
Mentre Marito e i nostri amici vanno in terrazza a guardare il nuovo dondolo io mi accomodo sul divano con Tommaso. Sta guardando Studio Aperto e mi chiede candido "Cosa vuol dire che hanno stuprato questa ragazza? E' peggio che picchiato?" Cerco una risposta più diplomatica e vaga possibile e quando gli altri adulti rientrano prendo da parte la madre e le racconto quanto accaduto. Lei, con la stessa voce candida del figlio, mi dice che a Tommaso piace tanto guardare il telegiornale e che fa sempre tantissime domande sia sulla politica che sulla cronaca.
Agghiacciata, mi volto e raggiungo Marito, ma continuo a riflettere sul fatto che Tommaso ha 8 anni.

E ancora: un ragazzetto di prima media chiede alla mamma di poter guardare le foto di Belèn senza reggiseno e poi scrive la letterina a Babbo Natale; una bimba di otto anni informa la nonna del divorzio degli zii prima che lo facciano i diretti interessati, mentre la nonna, con la cartella della piccola in spalla, le slaccia il grembiulino; due fratellini hanno paura a stare al piano di sopra se non c'è anche la mamma, ma scrivono sul forum della squadra di serie A per cui tifano.

In sintesi, tra i sette e i dodici anni i bambini sono abbastanza grandi per registrare un proprio profilo sui social network (cosa peraltro illegale), avere un telefono cellulare e scambiare SMS con gli amici, andare in vacanza studio in un college inglese, seguire la saga di Twilight e dei suoi vampiri, guardare il telegiornale ed essere edotti riguardo stupri, rapine e omicidi. D'altro canto, tra i sette e i dodici anni i bambini sono troppo piccoli per tagliarsi la pizza ed usare coltelli, allacciarsi i pantaloni, usare bicchieri di vetro, versarsi l'acqua, attraversare la sala di un ristorante per raggiungere la toilette, andare da soli al piano di sotto.
Possibile che io sia l'unica a vedere che c'è qualcosa di profondamente sbagliato in tutto ciò?

Ho la sensazione che le madri cerchino di far rimanere i loro bambini dei bambini  piccoli il più a lungo possibile, occupandosi di loro esattamente come facevano quando avevano tre anni. Allo stesso tempo, però, poichè i figli sono l'unica compagnia che le soddisfi pienamente, vogliono portarli il prima possibile ad essere loro pari, consentendogli di navigare in internet, parlare di fatti di cronaca o di affari di famiglia come se fossero degli adulti.

I bambini sanno fare molto di più di quello che credete e dovrebbero fare molto meno di quello che permettete.

6 commenti:

  1. Condivido pienamente! Purtroppo!

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  2. Condivido le esperienze descritte e lo sconcerto.
    Ema

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    1. Benvenut@ nel blog Ema e grazie per la solidarietà

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  3. Belle riflessioni le tue. Anche io conosco bimbi come quelli di cui parli oppure ho ascoltato storie simili dalle mie amiche. Ci sono tanti "bimbi" tra i 7 e i 12 anni che non sanno ancora allacciarsi le scarpe, andare al bagno da soli e fare altre cose pratiche. Però sono bravissimi a usare social network, conoscono i cantanti del momento, usano cellulari, videogiochi...
    Questo non piace molto neppure a me. Per fortuna non tutti i bimbi di quell'età sono così.

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